Perché uno sciopero dei camionisti non potrebbe mai paralizzare la Russia

Ramil Sitdikov/Sputnik
Le immagini del Brasile in ginocchio per il blocco dei tir hanno fatto il giro del mondo. Anche i guidatori russi di mezzi pesanti hanno scioperato due volte, nel 2015 e nel 2017, ma senza grosse conseguenze per la logistica nazionale

Le proteste in Russia possono difficilmente portare a conseguenze analoghe a quelle del Brasile, dove uno sciopero dei camionisti ha paralizzato il Paese, tanto che in molte città brasiliane sono venuti a mancare i beni di prima necessità.

Le ragioni della rabbia

Finora scioperi dei camionisti in Russia si sono avuti nell’aprile del 2017 e alla fine del 2015. Centinaia di veicoli hanno preso parte alle proteste seguendo il cosiddetto “metodo italiano”: hanno bloccato il traffico con enormi colonne di camion che o stavano fermi o si muovevano con la velocità estremamente bassa di 5-10 chilometri all’ora. I camionisti protestavano contro l’introduzione del nuovo sistema Platon per i conducenti di camion. Da quel momento in poi dovevano iniziare a pagare per l’utilizzo delle autostrade federali. I camionisti consideravano le tariffe introdotte ingiustamente alte.

In entrambi i casi (nel 2015 e nel 2017) non ci sono state conseguenze drastiche degli scioperi per la popolazione della Russia nel suo complesso. Anche se a quanto pare in alcuni luoghi le proteste hanno portato a un aumento dei prezzi. Ad esempio, in Daghestan (regione del Caucaso settentrionale dove sembra esserci il maggior numero di camionisti insoddisfatti del sistema Platon) l’inflazione sui prezzi dei prodotti è aumentata dal 2,24% (prima dello sciopero) al 3,7% (dopo le proteste del 2017). Tuttavia, i disagi non si sono neanche lontanamente avvicinati alle previsioni spaventose secondo le quali gli scioperi dei camionisti avrebbero potuto paralizzare le strade russe. Le autorità sostengono che solo lo 0,01% di tutti i camionisti abbia partecipato alle proteste dello scorso anno.

La quinta rete stradale più lunga

I timori erano fondati sul fatto che il trasporto di merci da parte dei camion ricopre una significativa quota del traffico merci globale. A giudicare dal volume di merci trasportate su gomma, la sua quota è oltre tre volte più grande di quella delle ferrovie (5.041 milioni di tonnellate contro 1.329 milioni di tonnellate nel 2015).

La Russia ha una rete sviluppata di strade. Nella classifica basata principalmente sui dati del Factbook della Cia, occupa il quinto posto sul pianeta con quasi 1,5 milioni di chilometri di strade. La rete è cresciuta di pari passo con l’espansione del territorio della Russia. I tatari hanno dato un enorme impatto sullo sviluppo delle infrastrutture stradali della Russia medievale. Erano invasori spietati, ma allo stesso tempo, dopo aver conquistato la Russia nel XIII secolo, introdussero il sistema di soste speciali lungo le strade per il riposo dei cavalli, e si occupavano attivamente dello stato delle strade. Il che rese la comunicazione molto più semplice. Tuttavia, è solo dai tempi di Pietro il Grande, agli inizi del XVIII secolo, che lo Stato modernizzato ha iniziato ad affrontare il compito di costruire strade come una delle sue priorità. La costruzione intensiva di strade ha avuto luogo anche durante il secondo enorme programma di modernizzazione della Russia, sotto la guida di Stalin, a partire dagli anni Trenta del Novecento.

La “Febbre ferroviaria”

Tuttavia, sarebbe del tutto sbagliato arrivare alla conclusione che il trasporto su gomma occupi la posizione dominante sul mercato dei trasporti russo. Se si guarda al volume di mobilitazione merci calcolato in tonnellate-chilometri (il risultato della moltiplicazione del volume delle merci trasportate per la distanza), i veri ordini di grandezza diventano evidenti: il trasporto su gomma è dieci volte inferiore rispetto a quello ferroviario e consiste di solo 232 miliardi di tonnellate-chilometri contro 2.306 (dati 2015). Ciò significa che le ferrovie forniscono il trasporto di merci sulle lunghe distanze mentre il trasporto automobilistico copre principalmente le corse a breve distanza. Quindi, in generale, le ferrovie in Russia svolgono un ruolo molto più considerevole per quanto riguarda il trasporto merci.

Le ferrovie russe hanno raggiunto questa posizione centrale nella rete di trasporto russa in un tempo relativamente breve. La prima ferrovia in Russia apparve nel 1837 ma il boom della costruzione delle linee avvenne qualche decennio più tardi, dopo che nel 1865 fu creato il Ministero dei trasporti. L’accento fu posto sul fornire collegamenti tra Mosca e le regioni ricche di materie prime, e tra le principali regioni produttrici di granaglie e i porti, poiché i motivi economici erano allora in primissima linea. Nei primi anni del 1870 la Russia fu presa dalla “febbre delle ferrovie” quando gli investimenti nella costruzione di queste infrastrutture erano estremamente allettanti.

Alla fine del XIX secolo fu avviata la costruzione della famosa ferrovia transiberiana, che collega la parte europea della Russia con la regione degli Urali, la Siberia e l’Estremo Oriente e ha un evidente significato strategico per il Paese. Si estende per 9.000 chilometri ed è la ferrovia più lunga del pianeta. Ormai le ferrovie della Russia sono la seconda rete più lunga al mondo dopo quella degli Stati Uniti.

Una mezza vittoria

Una rete così sviluppata di ferrovie è stato uno dei motivi per cui le proteste dei camionisti non potevano paralizzare il Paese. Gli esperti sottolineano che dopo lo sciopero iniziato a fine 2015 “gran parte delle aziende ha trasferito i propri beni dai camion ai treni”. Anche se in seguito sono tornati ai camion, quando le ferrovie hanno aumentato le loro tariffe.

I manifestanti sono riusciti in parte a raggiungere il loro obiettivo: il governo ha temporaneamente ridotto le tariffe pianificate e questo ha giocato il suo ruolo nel placare la protesta.

Dodici camion che sono l’orgoglio dell’industria automobilistica sovietica e russa

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