Rio 2016, Isinbaeva: Siamo noi i più forti, non abbiamo bisogno di doping

: Michael Klimentyev/RIA Novosti
La due volte campionessa olimpica, intervistata da Rbth: “La nostra squadra gioca sempre secondo le regole”. Come lei, anche altri sportivi hanno raccontato perché, nonostante lo scandalo doping, bisogna comunque tifare per la squadra olimpica russa in Brasile

Sarà una Nazionale ridotta quella che parteciperà alle Olimpiadi di Rio, la cui cerimonia di inaugurazione si terrà questa sera. Ma, nonostante lo scandalo doping, la Russia vanta atleti che gareggeranno col cuore, tenendo alta la bandiera del Paese e arricchendo il medagliere nazionale. Rbth ha parlato con molti famosi campioni russi per sapere perché, nonostante tutti i problemi, bisogna comunque tifare per la squadra olimpica russa in Brasile.

Andrej Kirilenko, giocatore di basket, medaglia di bronzo alle Olimpiadi, campione europeo, detentore di molti premi individuali di NBA ed Eurolega

Andrej Kirilenko. Fonte: Evgeniya Novozhenina/RIA NovostiAndrej Kirilenko. Fonte: Evgeniya Novozhenina/RIA Novosti

“È molto semplice. Credo che nel nostro Paese ci siano moltissimi atleti di alto livello che vale la pena guardare e seguire. Io personalmente tiferò per la nostra nazionale, soprattutto alla luce di tutte le difficoltà che ha dovuto superare negli ultimi tempi. Tiferò per ogni singolo atleta e spero che i nostri olimpionici porteranno a casa molte medaglie”.

Evgeniya Medvedeva, pattinatrice, campionessa mondiale ed europea di pattinaggio artistico

Evgeniya Medvedeva. Fonte: Vladimir Pesnya/RIA NovostiEvgeniya Medvedeva. Fonte: Vladimir Pesnya/RIA Novosti

“A Rio gareggeranno le stelle del nuoto sincronizzato Natalia Ishchenko e Svetlana Romashina, la leader assoluta in ginnastica artistica Yana Kudryavtseva, la sciabola sportiva Sofia Velikaya, la ginnasta Aliya Mustafina... Queste persone non hanno mai fatto uso di doping e in tutta la loro carriera hanno passato centinaia di test antidoping. Senza la loro partecipazione, i Giochi Olimpici non sarebbero per noi così belli e interessanti.

Quindi gli spettatori ci hanno solo guadagnato se i funzionari sportivi hanno deciso di consentire alla nostra nazionale di andare a Rio. È un peccato che per via del divieto delle federazioni internazionali dei Giochi non parteciperanno Yulia Efimova (nuoto), Elena Isinbayeva (salto con l'asta) e Sergej Shubenkov (velocità e ostacoli). Aspettavano tanto l’inizio dei Giochi, ma dovranno guardarli in TV. Ci possiamo solo dispiacere per loro e augurare di avere pazienza”.

Pavel Bure, giocatore di hockey, medaglia di argento e bronzo, vincitore del "Calder Memorial Trophy" e del "Maurice Richard Trophy", membro della National Hockey League Hall of Fame

Pavel Bure. Fonte: Artyom Geodakyan/TASSPavel Bure. Fonte: Artyom Geodakyan/TASS

“Dalla Russia andranno a Rio solo atleti puliti, che non hanno storie di doping e che quest'anno hanno passato i test dei laboratori accreditati Wada sotto la lente di ingrandimento. La nostra Nazionale è sicuramente la più trasparente delle Olimpiadi, quindi chi ama i complotti e le cospirazioni dovrebbe metterci un po’ di buon senso e guardare le statistiche.

Nell'ultima relazione Wada per il 2014 la Russia è al 53° posto nella classifica dei violatori più attivi della normativa antidoping. La percentuale di campioni positivi da noi è 0,9% rispetto, per esempio, agli Stati Uniti con lo 0,7%. Allo stesso tempo, nessun funzionario sportivo russo nega che ci siano problemi con il doping in Russia. Esistono e bisogna contrastarli, ma anche in altri Paesi gli atleti usano sostanze proibite”.

Elena Isinbayeva, atleta, due volte campionessa olimpica, tre volte campionessa mondiale, detentrice del record mondiale di salto con l'asta (5 metri 6 centimetri)

Elena Isinbayeva. Fonte: Michael Klimentyev/RIA NovostiElena Isinbayeva. Fonte: Michael Klimentyev/RIA Novosti

“La nostra squadra gioca sempre secondo le regole e rispetta i principi del fair play in qualsiasi situazione. La storia conosce molti casi in cui i nostri atleti sono stati apertamente condannati, ma anche in queste situazioni non ci siamo lamentati e abbiamo continuato a lavorare con doppia grinta.

Basti ricordare la storia del ginnasta Aleksej Nemov alle Olimpiadi di Atene nel 2004. Per 15 minuti il pubblico in sala ha fischiato i punteggi bassi dei giudici, mentre Aleksej cercava di calmarlo. Quindi per gli atleti russi vale la pena tifare, sempre e ovunque. Noi siamo una nazione forte e non abbiamo bisogno di doping.

La storia dei nostri atleti squalificati ha dell’inverosimile. Ahimè, i funzionari del Comitato Olimpico Internazionale hanno più fiducia in un professore (Gregorij Rodchenkov, ndr) destituito per abuso di potere, che in campioni olimpici e atleti meritevoli”.

Marat Safin, tennista, ex prima racchetta del mondo, vincitore di due Tornei del Grande Slam, membro della International Tennis Hall of Fame

Marat Safin. Fonte: Anton Denisov/RIA NovostiMarat Safin. Fonte: Anton Denisov/RIA Novosti

“Tiferò per la nostra Nazionale, come un patriota. Non so spiegare perché i tifosi di altri Paesi dovrebbero supportare la nostra squadra. Di solito si tifa per i propri atleti oppure per i super campioni.

Alle Olimpiadi la squadra russa non porterà super campioni. La Sharapova, la Isinbayeva, la Efimova sono rimaste fuori.

La mia opinione sullo scandalo del doping? Ho detto molte volte che non bisogna cercare un nemico esterno. Noi dobbiamo cambiare il nostro sistema sportivo: educare gli allenatori dei più piccoli, rendere competitivi i loro stipendi, sviluppare infrastrutture sportive nelle regioni, migliorare le condizioni di allenamento, occuparsi seriamente di farmacologia... C'è molto da cambiare. Mi auguro che tutti gli scandali legati ai Giochi di Rio ci aiuteranno a riflettere su tutte queste questioni”.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta