Crisi e ritardi, in salita la strada per i Mondiali

Stadio in costruzione (Foto: Igor Russak / RIA Novosti)

Stadio in costruzione (Foto: Igor Russak / RIA Novosti)

A tre anni dal fischio d'inizio solo uno degli undici stadi è pronto per accogliere le partite del torneo. In condizioni di crisi, il governo taglia i fondi per gli alberghi

Lo scandalo di corruzione nella FIFA ha fatto nascere nuove voci sul futuro del Campionato del mondo di calcio, che dovrebbe tenersi nei mesi di giugno e luglio 2018 in Russia. Nonostante i battibecchi fra i politici e le difficoltà economiche, la Russia continua a portare avanti la preparazione ai Mondiali. E al fischio di inizio mancano meno di tre anni.

Gli stadi: affrettarsi entro maggio 2017

Tradizionalmente, il maggior numero di domande - soprattutto alla luce dell'esperienza non troppo positiva dei precedenti padroni di casa del torneo, Sud Africa e Brasile - riguardano i tempi di costruzione degli stadi. In Russia, secondo i piani, le partite dovrebbero svolgersi in 12 stadi distribuiti in 11 città. Di questi, tre sono già conclusi, anche se, a onor del vero, solo uno di loro è realmente pronto ad ospitare i match: l'“Otkrytie Arena” a Mosca, appartenente al club Spartak, con una capienza di 45.000 spettatori. Altrettanti tifosi troveranno posto all'”Arena Kazan”, dove nel 2014 si erano svolti, appena in tempo, alcuni incontri, prima che lo stadio venisse chiuso per la preparazione al Campionato mondiale degli sport d'acqua, in programma per l'estate 2015, dove al posto del campo, verranno posizionate due enormi piscine. Non ancora pronto è lo stadio da 40.000 spettatori “Fisht”, a Sochi, principale arena dei giochi olimpici invernali 2014. Quivi occorre smontare le costruzioni utilizzate al tempo dei giochi e attrezzare il campo: il termine dei lavori è previsto verso il 2016.

Ancora due stadi sono in fase di ricostruzione. Uno è la principale arena della Russia “Luzhniki” di Mosca, dove si svolgerà la finale della Coppa del Mondo 2018. Essa venne chiusa nell'autunno 2013, con la promessa di riaprire alla fine del 2016. La sua capienza verrà portata fino a 81.000 tifosi, verrà inoltre modificato l'angolo di inclinazione delle tribune al fine di posizionarle più vicine al campo. Lo stadio “Centralnyj” di Ekaterinburg verrà ampliato a 35.000 posti. In entrambi i casi, in fase di ricostruzione, verranno mantenuti gli aspetti storici dei relativi edifici, costruiti negli anni Cinquanta. I lavori per la costruzione di arene da 45.000 posti sono già avviati in cinque città: Nizhnij Novgorod, Samara, Volgograd, Rostov-na-Donu e Saransk, anche se al momento non si è andati oltre i lavori di scavo e di posa del calcestruzzo. Ancora più indietro si è rimasti a Kaliningrad, dove al momento non è ancora stato approvato il progetto dello stadio. Il tempo per la consegna di tutte le arene è maggio 2017.

Gli interminabili lavori di San Pietroburgo

Il più grande stupore è causato dallo stadio di San Pietroburgo, in fase di costruzione ormai da dieci anni. Avevano iniziato a lavorarci dal 2006, al posto dello storico stadio Kirov sull'isola Krestovskij. L'arena per il club “Zenit” prevede novità tecnicamente complesse, come ad esempio 7800 tonnellate di campo mobile e 71.000 metri quadrati di tetto scorrevole dal peso di 22.000 tonnellate. Il progetto dell'architetto giapponese Kisho Kurokawa è stato in questi anni notevolmente emendato, i termini di consegna sono stati modificati e il budget è stato ripetutamente aumentato fino a raggiungere l'astronomica cifra di 34 miliardi di rubli. Secondo l'opinione del capo architetto dello stadio, Dmitrij Bush, il costo del complesso è giustificato.

Confrontare lo “Zenit-Arena” con i campi europei non è molto corretto. Si tratta di un altro tipo di costruzione: un'enorme sala interna con tetto scorrevole. Nel nostro paese non ve ne sono di simili per complessità. Una volta che il tetto è chiuso, è necessario creare un clima artificiale e il nostro compito è di riscaldare e ventilare questo spazio abnorme. Certamente ciò viene a costare caro. Il confronto bisogna farlo con i più grandi stadi americani e canadesi da 50-60 mila spettatori. L'analogo corretto è l'arena di “Dallas Cowboys”. Simili esempi sono presenti anche in Nord America e il loro costo è della misura del miliardo di dollari”.

Riduzione dei finanziamenti

Nel frattempo le autorità russe, in tempo di difficoltà economiche sono costrette a tagliare i finanziamenti per il torneo. In giugno il governo russo ha preso la decisione di diminuire le spese di 29 miliardi di rubli. Secondo le parole del ministro russo dello sport Vitalij Mutko, si è scelto di risparmiare sui fondi destinati agli alberghi. “Abbiamo rinunciato alla costruzione di alberghi nelle regioni in cui non saranno richiesti”, cita le parole del ministro RBK. Un'informazione ufficiale e precisa sul cambiamento delle spese per il torneo tuttavia non c'è. Nel 2013, il premier ministro Igor Shuvalov ha valutato l'importo minimo a 250 miliardi di rubli. Nel gennaio 2015 è stata annunciata una riduzione delle spese del 10%. Le Olimpiadi a Sochi, secondo dati ufficiali, sono costate alla Russia 214 miliardi di rubli. Ricerche alternative , in particolare quelle di Aleksej Navalnyj e Boris Nemcov parlano di costi fono a 1,3 trilioni di rubli.

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