Dalla Russia al Sahara. Su due ruote

Anastasia Nifontova, la prima partecipante russa al rally raid Africa Eco Race (Foto: africarace.com)

Anastasia Nifontova, la prima partecipante russa al rally raid Africa Eco Race (Foto: africarace.com)

La motociclista Anastasia Nifontova racconta la sua passione per le moto, l’ambiente culturale americano e il suo grande sogno divenuto realtà: l’Africa Eco Race

Per la motociclista Anastasia Nifontova il ruolo di “pioniera” non è affatto nuovo. Non è il primo anno, infatti, che la prima partecipante russa al rally raid Africa Eco Race, competizione che si svolge dal 2009 lungo il percorso classico della leggendaria "Paris-Dakar", sfata, nel proprio Paese, il mito secondo cui il motociclismo non è uno sport per donne.

Anastasia Nifontova è un’atleta realmente versatile. È la prima e unica ragazza a essere riuscita a far entrare la Russia nei primi tre Paesi più forti in ben cinque specialità diverse del motociclismo: motocross, enduro, rally, supermotard e road racing. In tutte queste competizioni, la Nifontova ha gareggiato alla pari con concorrenti maschi. Quest'anno ha vinto anche uno dei rally raid più impegnativi del mondo: l’Africa Eco Race. Percorrere 6mila km sul suolo africano era del resto uno dei sogni della Nifontova. La trentacinquenne motociclista russa si è prefissata poi come obiettivo quello di divulgare e far conoscere in maniera più approfondita il motociclismo nel suo Paese. Dal 2009 dirige e conduce un programma di televisione dedicato proprio a questo sport.

Born in US

La storia di Anastasia è piuttosto peculiare. La giovane è nata non in un posto qualsiasi, bensì nella capitale degli Stati Uniti, Washington. Ciononostante l'atleta si associa solo con la sua patria storica, la Russia. “Mio padre lavorava alla costruzione dell'ambasciata dell’Unione Sovietica negli Stati Uniti”, ricorda Anastasia. “Io sono nata durante uno dei suoi viaggi di lavoro. Cinque anni più tardi, tuttavia, siamo tornati in Russia, di modo che ho trascorso ben poco in America. Non sono, infatti, solita associarmi con questo Paese, solo sul mio passaporto è rimasto il ricordo del fatto che sono nata lì. I miei genitori sono ingegneri e non hanno mai avuto nulla a che fare con lo sport”. “Vivevo un po’ isolata dall’ambiente culturale americano, giacché in casa dei miei genitori tutto ricordava la Russia. Avevo, però, già allora un videoregistratore e guardavo un sacco di film in lingua inglese”, spiega Anastasia.

Una passione che porta con sé sin da bambina

Anastasia si è appassionata alle moto sin dall'infanzia. A detta dell’atleta stessa, uno dei ricordi più vividi della sua infanzia è legato proprio a una moto. “Successe quando eravamo ancora negli Stati Uniti. Una volta vidi una moto parcheggiata davanti a un negozio e non riuscivo a staccarmi da essa. I miei genitori mi dovettero lasciare lì con mio fratello maggiore” racconta Anastasia. “Non volevo andarmene finché non la vedevo partire”. “Quando per il suo sedicesimo compleanno comprammo a Nastya una moto, ero inizialmente contraria, ma tutti gli uomini della famiglia erano d’accordo”, confessa Galina Nifontova, la madre. “Mi ricordo ancora quel giorno di festa in cui andammo a comprarla. Non ce la volevano vendere. Il direttore del negozio diceva che il modello esposto veniva da una mostra e non era in vendita. Ma quando gli raccontammo che era un regalo di compleanno, e per di più per nostra figlia, ce la lasciò portare via”.

 Come atleta motociclista, Anastasia è emersa piuttosto tardi. Fino ai ventiquattro anni la ragazza si è dedicata principalmente alla propria istruzione, ottenendo una doppia laurea in lingue e teatro. Dopodiché molto tempo e fatica sono andati alle cure della sua piccoletta, nata nel 2003. Nel 2005, però, la passione per il motociclismo ha preso finalmente il sopravvento su tutto il resto.

Sognando il rally di Dakar

“Tutta la famiglia segue le gare di Nastya per televisione”, spiega Galina, la madre dell’atleta. “Il tifoso più giovane è suo figlio di soli due anni e mezzo e poi c’è Masha, sua figlia, che ha undici anni e ha già iniziato ad allenarsi. Abbiamo anche un video in cui Nastya, nella casa di campagna, le insegna a montare in moto”. “Sono sempre in apprensione: ogni gara è molto pericolosa”, confessa Galina. “E Nastya è piccola e magrolina, per questo ci preoccupiamo molto per lei. Ogni volta che la accompagno a una corsa, le dico: "Nastya, tu vai piano, senza fretta".

Anastasia ha piani piuttosto ambiziosi: partecipare al rally raid Dakar in Sud America, così come passare tutte le tappe della Coppa del Mondo e conquistarne il titolo. L’atleta russa se lo lasciò scappare l’anno scorso per un solo punto. La Nifontova fa inoltre notare che il fatto stesso della sua partecipazione al rally-maratona Africa Eco Race 2015 era fino a qualche tempo fa una "favola" per molti atleti, ora invece, nonostante la difficile situazione economica in Russia, un numero crescente di atleti vuole cimentarsi nelle diverse tappe della Coppa del Mondo.

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