Le stelle dello sport nell'anno di Sochi

I dieci nomi che hanno brillato nel corso dei dodici mesi trascorsi. Dai trionfi di Sochi alle delusioni del mondiale di calcio

Il trionfo plurimo dei pattinatori russi alle Olimpiadi, le vittorie degli atleti naturalizzati, il fantastico debutto di Daniil Kvyat nella Formula 1, il favoloso ritorno di Maria Sharapova ai campi di tennis dopo l'infortunio e le peripezie di Voyonov nell’hockey: ecco quali sono stati secondo RBTH i principali protagonisti della scena sportiva russa durante il 2014.

Adelina Sotnikova, pattinaggio di figura

Foto: Lori / Legion Media

Adelina Sotnikova è un’altra giovane stella che ha brillato sotto la volta dell’"Iceberg", il palazzo del ghiaccio di Sochi, durante le Olimpiadi del 2014. La diciottenne pattinatrice di figura, dopo un inizio all’ombra della sua compagna di squadra più giovane, Julia Lipnitskaya, ha dimostrato tutto il suo potenziale nelle gare individuali. Il programma libero della Sotnikova "Rondò Capriccioso" conteneva diversi elementi e passi complessi, che le hanno permesso di battere non solo l’italiana Carolina Kostner, ma anche la favorita del torneo, la sudcoreana Kim Yu-Na. La vittoria della Sotnikova, tuttavia, ha dato origine a un vero e proprio scandalo: alcuni esperti ritengono infatti che i giudici le abbiano concesso, in maniera immeritata, la vittoria. Il celebre allenatore russo Alexei Mishin ha a sua volta osservato che la Sotnikova è colei che meglio ha eseguito gli elementi coreografici e decorativi del suo numero e per questo ha vinto la competizione (Izvestia).  Anche la Federazione di Pattinaggio di figura della Corea ha protestato contro la decisione dei giudici, ciononostante, i risultati della competizione femminile individuale non sono stati rivisti.

Andrey Karginov, automobilismo 

È ormai da tempo che le vittorie della squadra russa KAMAZ-Master, al rally-raid Dakar, hanno smesso di sorprendere il pubblico. Non è il primo anno, infatti, che la squadra russa brilla nella categoria camion. Ogni vittoria, tuttavia, ha una sua storia dietro. Dopo il ritiro dallo sport del leggendario Vladimir Chagin, sette volte campione della Dakar (l’ultimo trionfo del campione risale al 2011), la lotta si è particolarmente inasprita. Quest'anno, abbiamo visto lottare fino all’ultimo minuto per la vittoria, l’autocarro Kamaz di Andrey Karginov e l’Iveco di Gerard de Roy, per la squadra olandese. A pochi istanti del traguardo abbiamo assistito a un vero e proprio dramma: nell’ultimo tratto, Karginov, che conduceva la gara, si è visto costretto a fermarsi per aiutare il concorrente cinese che aveva avuto un incidente con il suo fuoristrada. La sosta inaspettata ha fatto perdere a Karginov minuti preziosi che lo hanno fatto indietreggiare rispetto a de Roy. Il pilota russo ha tagliato così il traguardo solo al secondo posto. A fine gara, tuttavia, i giudici hanno deciso di dedurre dal risultato finale il ritardo maturato da Karginov a causa della sosta e il russo si è così meritatamente aggiudicato il primo posto. Karginov non è estraneo a vincere in condizioni estreme: nella Dakar del 2013, concluse l’ultima tappa su tre ruote, vincendo la medaglia di bronzo, mentre nella Dakar del 2014, in una delle tappe, soffrì un forte colpo di calore.

Julia Lipnitskaya, pattinaggio di figura

Foto: PhotoXPress

Nel febbraio del 2014 la sedicenne Julia Lipnitskaya è finita sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo per aver impeccabilmente completato sul ghiaccio olimpico di Sochi il programma breve della gara di pattinaggio di figura a squadre. La giovane, avvolta in un vestito rosso, si è esibita sulle note della colonna sonora del film "La lista di Schindler", guadagnandosi l’ammirazione e il riconoscimento non solo degli spettatori e degli esperti, ma anche dello stesso Steven Spielberg, che le ha inviato personalmente una lettera. L'oro è andato ovviamente a tutta la squadra russa, nonostante la vera stella della gara sia lei. Sfortunatamente, la Lipnitskaya non è riuscita a reggere la pressione psicologica anche durante la gara individuale, dove la giovane atleta ha commesso diversi errori che l’hanno fatta slittare al quinto posto. In un'intervista ai giornali russi, la Lipnitskaya ha ammesso di avere ancora delle difficoltà a gareggiare ai più alti livelli mantenendo un livello costante. Alla fatica e al peso della responsabilità può essere attribuita anche la sua scandalosa assenza, a novembre, alla cerimonia di premiazione del Gran Premio di Cina: la pattinatrice ha ammesso di essersi fatta prendere dal panico e di essersi banalmente dimenticata dell’evento.

Evegeny Plushenko, pattinaggio di figura 

Il pattinatore di figura Evgeniy Plyushenko è stato una delle figure più discusse delle Olimpiadi di Sochi 2014. Dopo aver superbamente superato la gara a squadre, dove la nazionale russa ha vinto l'oro, Evgeniy ha clamorosamente fallito nel programma individuale: l’atleta trentatreenne non è nemmeno sceso sul ghiaccio a causa di un vecchio infortunio alla schiena. Subito dopo le Olimpiadi, il pattinatore si è sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Il ritiro del figurista dalla competizione è stato accolto in maniera contrastante in Russia. Una parte dei tifosi era già rimasta particolarmente oltraggiata dal fatto che Plyushenko fosse stato inviato alle Olimpiadi non per i suoi meriti in campo sportivo (non aveva partecipato, infatti, né al campionato della Russia né a quello del mondo nel 2013), sbarrando così la strada ad altri possibili atleti. Sfortunatamente, a causa delle scarse prestazioni della nazionale russa ai Campionati del Mondo, la Federazione russa poteva inviare alle competizioni olimpiche maschili solo un atleta. Nonostante tutto, Plyushenko, che vanta milioni di fan tanto in Russia come all'estero, preferisce non commentare le critiche. Subito dopo essersi recuperato dall’infortunio, il pattinatore ha iniziato un tour del proprio spettacolo sul ghiaccio. Il figurista non ha comunque nessuna intenzione di rinunciare alle sue ambizioni sportive: nel mese di luglio l’atleta ha infatti dichiarato di aver intenzione di partecipare alle Olimpiadi di Rio, nel 2018.

Viktor An, short-track

Foto: PhotoXPress

Il coreano naturalizzato Victor An, in pochi giorni, lo scorso febbraio, è riuscito a conquistare e a far innamorare di sé metà della popolazione russa. Ahn Hyun-Soo è arrivato in Russia nel 2011, dopo aver smesso di gareggiare per la nazionale della Corea del Sud a causa di un infortunio. Con alle spalle ben tre vittorie olimpiche, il coreano aveva intenzione di rilanciare la sua carriera sportiva nella grande Federazione russa. I funzionari russi hanno creduto nell'atleta asiatico, gli hanno concesso rapidamente la cittadinanza russa e gli hanno dato la possibilità di allenarsi con la nazionale russa. I risultati, alla fine, hanno superato qualsiasi aspettativa: a Sochi An ha brillato nella 1.500 e 1.000 metri, giocando un ruolo fondamentale anche nella vittoria della squadra russa nella staffetta. L’atleta ha imparato la lingua russa e si è ben adattato alla vita nella Federazione: a Mosca, dove lo shortrackista vive e si allena, An si è trasferito con la propria compagna. I risultati sportivi del coreano naturalizzato continuano a impressionare i tifosi: i due ori a marzo, alla Coppa del Mondo in Canada, fanno ben sperare per la nuova stagione in arrivo.

Vic Wild, snowboard

Foto: PhotoXPress

Come Viktor An, anche lo snowboarder americano Vic Wild è approdato nella nazionale russa nel 2011. Anche con lui la politica di naturalizzazione ha funzionato bene. In pochi tra i tifosi russi si sarebbero aspettati che la nazionale avrebbe fatto incetta di medaglie in due discipline sportive così “esotiche” per la Russia come lo short-track e lo snowboard. Eppure, il giovane ventottenne originario dalla città di White Salmon, Washington, è riuscito a deliziare il pubblico di Sochi, vincendo ben due medaglie d'oro, una nello slalom parallelo e una nel gigante parallelo. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Wild, la nazionale russa non gli ha fatto mancare assolutamente nulla, quando invece negli Stati Uniti lo snowboarder si era scontrato con diversi problemi a livello di finanziamento: mentre le stelle dell’half-pipe e dello snowboard cross brillano negli X-Games, guadagnando premi di tutto rispetto e collezionando contratti di sponsorizzazione, gli slalomisti rimangono quasi sempre a bocca asciutta. Al cambiamento di nazionalità di Wild ha contribuito in maniera significativa anche la moglie dell’atleta, la snowboarder russa Alena Zavarzina, vincitrice a Sochi del bronzo nello slalom gigante parallelo.

Vyacheslav Voynov, hockey

Nel giugno del 2014 il difensore del club NHL “Los Angeles Kings”, Vyacheslav Voynov, assieme alla sua squadra, ha conquistato la Coppa Stanley per la seconda volta in tre anni. Il ventiquattrenne nativo di Chelyabinsk è diventato così il più giovane atleta russo ad aver vinto per due volte di fila il prestigioso trofeo. La nuova stagione autunnale non è iniziata altrettanto bene per Vyacheslav, anche se questa volta i suoi risultati sportivi non c’entrano. Il 20 ottobre Voynov è stato arrestato dalla polizia della città californiana di Redondo Beach con l'accusa di violenza domestica. L’hockeista russo è stato rilasciato su cauzione, tuttavia la NHL ha deciso di squalificarlo durante tutta la durata dell’inchiesta. Il 1 dicembre si è tenuta la prima udienza del processo, durante la quale Vyacheslav si rifiutato di riconoscere la propria colpevolezza.

Aleksandr Kerzhakov, calcio 

Foto: PhotoXPress

L’attaccante trentaduenne dello Zenit di Pietroburgo Aleksandr Kerzhakov è uno dei pochi veterani rimasti nella squadra di Fabio Capello, che è solito puntare su atleti più giovani. Insieme alla nazionale russa, Kerzhakov non è riuscito a entrare nella finale della Coppa del Mondo FIFA. Tuttavia è stato proprio grazie a un suo gol che la squadra russa ha evitato la sconfitta contro la nazionale della Corea del Sud. Il 3 settembre, in una partita amichevole contro la nazionale dell’Azerbaigian, Kerzhakov ha segnato una doppietta, diventando così, con 28 reti, il miglior capocannoniere della nazionale russa.

Maria Sharapova, tennis 

Foto: PhotoXPress

La numero uno del tennis russo ha avuto una stagione niente male nel 2014, se si considera che Maria ha iniziato l’anno dopo un infortunio piuttosto grave. Nel 2014, la Sharapova ha inaspettatamente dimostrato di essere una forte combattente sui campi da tennis: il trionfo al Roland Garros e le vittorie in diversi altri tornei su terra battuta hanno dimostrato che la russa è in grado di essere abbastanza versatile. Peccato per gli altri tre tornei del Grande Slam, dove Maria si è dovuta accontentare di poco: ogni volta, per lei, il quarto round è risultato fatale. In Australia, alla fine della prima settimana la sua corsa verso la vittoria è stata arrestata da Dominika Cibulkova, a Wimbledon da Angelique Kerber, mentre negli Stati Uniti, sui campi di Flushing Meadows, Maria non è riuscita a contrastare il potente gioco di Caroline Wozniacki. Ad autunno, per la gioia dei fan la Sharapova ha conquistato il torneo di Pechino, non riuscendo pero, alla fine, a passare le Finals di Singapore. Il risultato finale è stato solo un secondo posto nel round robin, con Serena Williams semplicemente fuori portata. Il fatto che il Grande Slam, nel 2014, sia stato vinto da quattro tenniste diverse, tuttavia, dà motivo di pensare che l'egemonia di Serena potrebbe essere compromessa l’anno che viene. E chi, se non la Sharapova, potrebbe porre fine a tale egemonia?

Daniil Kvyat, automobilismo 

Vera e propria rivelazione della Formula 1, Daniil Kvyat, ventenne, nativo di Ufa, è riuscito in un anno a farsi un nome di tutto rispetto nella massima categoria delle corse automobilistiche. All'inizio della stagione quasi nessuno avrebbe pensato che il nuovo arrivato sarebbe stato in grado di maturare punti di rating già nel corso della sua prima gara al volante della vettura "Toro Rosso". La perseveranza e la concentrazione hanno tuttavia aiutato Daniil Kvyat a finire nella Top-10 dei migliori piloti: al successo della sua corsa di debutto in Australia si sono susseguite altre importanti prestazioni in Malesia e in Cina. Anche le più alte sfere della Formula 1 si sono accorte del talento del giovane prodigio russo: proprio prima del Gran Premio di Sochi in Russia,  Christian Horner, team manager della Red Bull Racing, ha proposto al giovane di Ufa l’ingaggio come pilota titolare della Red Bull per la stagione 2015 in sostituzione del quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel. Al volante di una vettura più potente per Daniil si aprono ora nuove prospettive e il 2015 potrebbe essere determinante per la carriera del giovane pilota.

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