Maria e il fattore S

Maria Sharapova (Foto: Reuters)

Maria Sharapova (Foto: Reuters)

La Sharapova riuscirà a superare il suo complesso nei confronti di Serena Williams? Anche perchè questa stagione ha avuto alti e bassi per la tennista russa, con trionfi seguiti da cocenti sconfitte e viceversa

Il 2014 ha portato a Maria Sharapova sia vittorie ispiranti sia amare delusioni. Come al solito, la tennista russa ha iniziato la stagione giocando a Melbourne, con la differenza che questa volta è arrivata agli Australian Open non dopo una pausa di vacanza, ma dopo un infortunio. I suoi risultati sono stati nella media, ma dopo un fermo di cinque mesi è stato già un bene essere rientrata nel clima dei tornei di tennis. Dall’estate australiana, Maria Sharapova è poi volata direttamente alle Olimpiadi invernali di Sochi, dove ha avuto il suo bel daffare: ha preso parte alla cerimonia inaugurale, ha lavorato come corrispondente per il canale americano NBC, ha inaugurato un campo da tennis per bambini e ha assistito ad alcune delle gare come una tifosa sportiva qualsiasi.

 
Il dolce business della Sharapova

Non avendo calcato i campi di terra rossa né giocato per oltre un mese, Maria Sharapova si è quindi adoperata per recuperare il tempo perduto con il torneo in California. Tuttavia, la mancanza di allenamento e alcuni problemi insorti nei rapporti con il suo nuovo allenatore Sven Groenveld sono sfociati in una prematura sconfitta a Indian Wells. Eppure, già a Miami, grazie al sostegno della sua squadra, Maria era arrivata tranquillamente in finale, per essere poi sconfitta da Serena Williams.

Le vittorie sulla terra battura

I French Open di quest’anno sono stati uno dei tornei più difficili nella carriera della Sharapova: per tre partite di fila ha dovuto inseguire e ghermire la vittoria dopo aver perso i primi due set. Dopo essersi assicurata il suo quinto titolo del Grande Slam, Maria ha confessato: “Se qualcuno mi avesse detto in una fase qualsiasi della mia carriera che avrei vinto più Roland Garros di qualsiasi altro titolo del Grande Slam, probabilmente sarei andata a ubriacarmi”. Tuttavia, dopo il trionfo di Parigi, la tennista russa non è stata in grado di consolidare il suo successo. A Wimbledon è riuscita ad arrivare soltanto ai quarti di finale, mentre agli US Open ha giocato soltanto fino all’inizio della seconda settimana prima di essere sconfitta ed eliminata da una feroce Caroline Wozniacki.

Le montagne russe asiatiche

Maria ha iniziato la serie di tornei in Asia a Wuhan, ma senza grandi successi: ha perso durante la seconda partita ed è stata battuta da Timea Bacsinszky, che non è nemmeno nella Top 50. Ha reagito alla sconfitta nel miglior modo possibile, conquistando la sua prima vittoria a Pechino, e ottenendo così il suo primo titolo su un campo in terra battuta in 18 mesi. Grazie a quella vittoria, Maria ha potuto riconquistare la sua posizione al top che doveva essere decisa alle finali del WTA a Singapore. In ogni caso, però, Maria Sharapova non è riuscita nel suo intento: sono trascorsi 10 anni dalla sua vittoria, per altro unica, a Singapore, e ancora una volta è stata sconfitta in finale da Serena Williams, che ha ricevuto il trofeo dalle mani della leggendaria Billie Jean King.

“Il complesso nei confronti di Serena”

Secondo il parere di Andrei Cherkasov, medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 1992 e arrivato ai quarti di finale in tre tornei del Grande Slam, Maria Sharapova ha smesso di fare progressi da quando ha un nuovo allenatore. “Maria ha avuto una stagione piena di alti e bassi: da una parte ha vinto il Roland Garros e importanti tornei a Madrid, Stoccarda e Pechino. D’altra parte, tranne che sui campi in terra battuta, praticamente non ha conquistato altro e ancora una volta è stata sconfitta da Serena che, in effetti, occupa la posizione che occupava lei prima. Oltre a ciò, il suo mediocre risultato al WTA Tour Final, dove Masha non è riuscita neppure a superare le eliminatorie e ha giocato in modo nervoso, porta a chiedersi se Sven Groenveld sia davvero l’allenatore che le serve o se non sia soltanto un esperto di tennis per personaggi famosi”.

L’allenatrice della squadra nazionale femminile di tennis russa, la vincitrice di otto tornei WTA e semifinalista degli US Open Anna Chakvetadze crede che Sharapova si strugge dal desiderio di battere Serena. “Penso che questa stagione potrà piacere ai fan, ai commentatori, a chiunque tranne che alla Sharapova stessa. Si aspetta di più da sé stessa ed è veramente capace di fare di più. Bisogna renderle merito: dopo così tanti anni ai vertici, è sempre molto motivata. Prima, le cose erano molto più semplici per lei dal punto di vista psicologico: era la più giovane, aveva buone prospettive, aveva talento. Il talento lo ha ancora, ma adesso stanno emergendo giocatrici più giovani di lei, con le quali deve competere. Questa lotta continua è molto estenuante dal punto di vista psicologico. Penso che Serena sia anche più stanca. Quest’anno ha dimostrato un modo di giocare non così aggressivo come l’anno scorso. Io credo che Maria sia capace di superare il complesso che sente nei confronti della più giovane delle Williams. Serena ha già 33 anni e di anno in anno è sempre più difficile per lei riprendersi al termine della stagione. Se Maria Sharapova riuscirà a evitare gli infortuni, probabilmente verso la fine dell’anno potrebbe diventare la numero uno”. Secondo la stessa Sharapova, iniziare il 2015 ai vertici della classifica WTA non è un obbiettivo in sé e per sé: “Il mio obbiettivo principale è una vittoria del Grande Slam, non ritornare al primo posto della classifica”.

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