Volley, Mondiale: ultima chiamata per difendere il trono

L’esultanza delle giocatrici russe (Foto: Vladimir Pesnya / Ria Novosti)

L’esultanza delle giocatrici russe (Foto: Vladimir Pesnya / Ria Novosti)

Stasera sul parquet del Forum Assago di Milano la Nazionale russa, campione in carica, sfiderà le Azzurre. All’Italia basterà un solo set per far crollare il sogno delle semifinali alle avversarie

Per l'Italia, una festa contro le campionesse del mondo. Per la Russia, ultima chiamata per difendere il trono conquistato nel 2006 e 2010. Stasera sul parquet del Forum Assago di Milano alle 20, due Nazionali che hanno scritto la storia recente della pallavolo femminile. La Nazionale di Marco Bonitta per esaltare il pubblico milanese in un torneo inatteso, giocato a livelli altissimi, con convocazioni last minute per gli infortuni che hanno costretto a casa parte della squadra titolare immaginata in estate dal commissario tecnico azzurro. Con un set a referto, sarebbe in cassaforte il primo posto nel raggruppamento dopo aver avuto la certezza di giocare fino a domani grazie al terzo set conquistato dalla Russia contro gli Stati Uniti. Terza semifinale iridata nella storia per l'Italia.

Dall'altra parte della rete, le russe, talentuose ed enigmatiche. Un marchio di fabbrica. Contro le americane, nella partita che ha regalato matematicamente le semifinali alle azzurre, sono state travolte dal sestetto a stelle e strisce per due set, senza sfruttare l'infinito potenziale offensivo di alcune star come Ekaterina Gamova, fallosa in attacco e contenuta a muro. Poi, la reazione. Sotto nel terzo set, incredibile rimonta delle russe e parziale vinto. Per poi cedere di schianto nell'ultimo parziale. 

La fotografia del torneo a strappi della Nazionale della Federazione, che rischia l'eliminazione. Lo stesso destino toccato agli uomini, campioni olimpici in carica, usciti troppo presto dai Mondiali in Polonia.

Quindi, una mazzata a un movimento che – anche grazie a stipendi altissimi - continua ad attrarre campioni dall'estero.

Sinora le russe hanno tirato fuori il meglio del loro motore nel torneo solo con l'acqua alla gola, come confermato dal preparatore atletico Sebastiano Chittolini, emiliano in prestito allo staff russo da cinque stagioni, oltre a preparare i muscoli della Dinamo Mosca maschile. Per Gamova e compagne, finora solo una partita da dentro o fuori: 3-0 alla Serbia, senza neppure faticare. Questione di motivazioni, dunque. Forse di recuperare la motivazioni per vincere, recuperare una palla complicata in difesa, un muro portato con maggiore determinazione. La cura dei dettagli che porta al successo.

“Siamo un diesel, ma quando arriviamo alla temperatura giusta andiamo alla grande”, spiegava giorni fa la Gamova. Trentaquattro anni, compagna di squadra di Antonella Del Core alla Dinamo Kazan, una vita vissuta da star del volley, una medaglia di bronzo mondiale nel 2002, poi due successi, l'addio alla maglia della Nazionale, per poi tornare dalla porta principale. Con pronta replica su Facebook al ct della Nazionale brasiliana Ze Roberto, che l'accusava di aver indossato la casacca della Russia in cambio di “un camion di denaro”.

Alle russe serve vincere tre set a zero contro le azzurre per passare come prima nel suo girone. Se invece cedessero un set alle azzurre, passerebbero come seconde. Altri risultati manderebbero avanti gli Stati Uniti allenati dal mito Karch Kiraly. Il danno oltre la beffa, per la sconfitta bruciante subita poche ore prima. La sentenza tra qualche ora sul parquet di Milano.  

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