La lunga marcia verso i Mondiali 2018

Il prossimo Mondiale di calcio si svolgerà in undici città russe, che stanno iniziando fin da subito a prepararsi al colossale evento. Nella foto, un momento dell’incontro tra gli esperti che organizzeranno la manifestazione (Foto: ufficio stampa)

Il prossimo Mondiale di calcio si svolgerà in undici città russe, che stanno iniziando fin da subito a prepararsi al colossale evento. Nella foto, un momento dell’incontro tra gli esperti che organizzeranno la manifestazione (Foto: ufficio stampa)

Quattro anni di tempo. Con quali difficoltà dovranno scontrarsi le città partecipanti, su che cosa sarà necessario concentrarsi innanzitutto e quali passi bisognerà assolutamente evitare? Gli esperti di logistica, del settore alberghiero e del marketing sportivo osservano i preparativi della Russia al grandioso evento

Migliorare la segnaletica stradale, modernizzare le strutture alberghiere, puntare sulla promozione. Tra il 17 e il 19 settembre nella città di Saransk (a 650 km a sud-est di Mosca) si è tenuto il forum per gli specialisti nel campo dell’organizzazione di grandi eventi sportivi. L’evento è stato dedicato al prossimo Campionato mondiale di calcio che si terrà in 11 città russe (Saransk è una di queste). RBTH ha intervistato gli esperti del forum a proposito degli aspetti principali cui la parte russa dedicherà particolare attenzione in vista della gara.

Trasporti: la vicinanza all’Europa come vantaggio

Se durante le Olimpiadi a Sochi alla prova di resistenza si è sottoposta una sola città, fra quattro anni a un simile test si dovrà sottoporre tutta la Russia. “Le condizioni del trasporto pubblico in Russia sono simili a quelle del Brasile, paese ospitante della precedente Coppa, e pertanto i visitatori si troveranno di fronte ai medesimi problemi. Avranno bisogno di navette, treni e di un buon sistema d’informazione”, commenta per RBTH Stefan Schmied, esperto tedesco in questioni di logistica, consulente in materia di trasporto ed ospitalità per la FIFA World Cup in Sud Africa. “La Russia ha comunque il vantaggio di essere vicina all’Europa e di avere inoltre un buon sistema ferroviario che potrà essere probabilmente migliorato con l’introduzione di convogli più nuovi. Quello che bisogna sistemare è la segnaletica delle strade: i cartelli devono essere in inglese”, aggiunge l’esperto.

Alberghi: no ai “pachidermi bianchi”

Un altro importante incarico per le città russe consiste nella modernizzazione dell’esistente infrastruttura alberghiera unita alla costruzione di quella nuova. Gli esperti sottolineano in questo caso il pericolo di sovrapproduzione. “L’esperienza delle Olimpiadi a Sochi ha dimostrato come piani edili troppo ambiziosi possano creare enormi problemi all’economia della regione. Persino a febbraio 2014, l’occupazione degli alberghi a Sochi non ha superato il 50%”, fa notare lo specialista di valutazione immobiliare della compagnia EY (in precedenza Ernst&Young), Ekaterina Janut. “È necessario misurare le esigenze della città nel concreto, tenendo conto della normativa FIFA. Altrimenti compariranno inevitabilmente i cosiddetti “pachidermi bianchi”, oggetti infrastrutturali che non han trovato alcun impiego dopo la chiusura del grande evento. Esempio classico del tipo è Atene, dove, a seguito delle Olimpiadi 2004, la maggior parte degli impianti è caduta nel degrado”, riporta l’esperto.

Promozione: cultura nazionale e razionalismo

Nonostante tutto, persino la presenza di degne infrastrutture sportive e trasportuali non basterà a garantire il successo dei paesi organizzatori. Ogni città ospitante gli incontri del Campionato deve avere idea chiara di che cosa voglia offrire al visitatore. “Per avere successo bisogna avere un piano non solo per la Coppa del Mondo, ma anche per i 15-20 anni del futuro della città stessa”, ha detto a RBTH Winfried Nass, consulente per le questioni di sviluppo comunale, negli anni 2001-2005 coordinatore capo del Campionato mondiale di calcio in Germania nel 2006. “Ad esempio a Francoforte abbiamo cominciato a ricostruire la città nel 2000 per completarla solo un paio di anni fa, molto tempo dopo lo svolgimento del Campionato”.

Mike Lee, specialista britannico per le strategie comunicative nello sport, che ha lavorato anche sulla promozione della città di Belo Horizonte durante la fase dei preparativi al Campionato in Brasile, ritiene che il successo dei paesi ospitanti la Coppa si basi sulle campagne brillanti delle singole città. "È solo la Russia a soffrire di un problema di scelta della città sulla quale concentrarsi, se su uno, o più centri principali. In Gran Bretagna l'attenzione è indirizzata sempre a Londra, in Brasile invece il focus è sulle città di Rio e Sao Paulo. La storia e la cultura della Russia sono così vaste, ci sono così tante culture differenti, tradizioni culinarie, gruppi etnici e cose da vedere, tutti elementi facenti parte di un'unica storia, di un'unica narrativa nazionale. E questa storia spesso la possono raccontare solo le singole città o regioni", fa notare Lee.

Nella caccia al programma culturale più brillante, bisogna quantomeno tenere in considerazione le condizioni economiche, come sostiene l'esperto di urbanistica e logistica Paul Freudenspung. "Nessuno schema di sviluppo che sia stato adottato in occasione degli scorsi eventi in Germania o in Brasile può valere per la Russia. In generale comunque ci sono cose che sono universalmente attraenti e importanti per chiunque sperimenti la Coppa del Mondo: l'autografo degli ex-giocatori, i festival di musica e così via. L'altra cosa invece sono le risorse a disposizione. Bisogna essere realistici e guardare anche al budget. Forse anche i talenti locali possono essere interessanti per i visitatori". L'esperto fa inoltre notare che alcune cose non possono in nessun modo essere calcolate in anticipo. "Bisognerebbe poter prevedere quali squadre giocano nella data città. Alcune partite attirano grande interesse, altre invece no. Se diecimila tifosi danesi o francesi arrivano in città, il discorso è ben diverso da quello di un match Slovenia-Paraguay. E questo è un aspetto molto importante, il fatto è che non lo si può indovinare prima del 2017". 

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