Capello resta. E poi?

Foto: Reuters

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Pochi giocatori giovani e troppi stranieri. Queste, secondo il tecnico italiano, le cause del fallimento della Nazionale russa ai Mondiali. Anche se molti esperti reputano necessario concentrarsi più a fondo sui problemi del calcio locale

Fabio Capello rimane sulla panchina della nazionale russa. Nonostante il fallimento della squadra al campionato del mondo 2014. La Russia è uscita dalla competizione brasiliana già dal primo turno, senza avere ottenuto una sola vittoria negli incontri con la Corea del Sud (1:1), il Belgio (0:1), l’Algeria (1:1).

Di Capello si fidano come prima

“Se oggi sono qui con voi (in Russia), è chiaro che continuo a lavorare con la nazionale”, ha dichiarato Capello al termine della consultazione con i capi dell’Unione calcio russa (RFS). Fabio ha detto che la RFS e il Ministero dello Sport si fidano di lui e che lui sarebbe stato pronto a dimettersi qualora avesse avvertito invece la mancanza di tale fiducia. Il presidente della RFS Nikolaj Tolstych ha precisato che l’organo principale della federazione calcio del paese, il comitato esecutivo, non ha mai considerato la possibilità del licenziamento del tecnico. E questo, nonostante i funzionari abbiano valutato la prova della nazionale insufficiente.   

Ricordiamo che Capello ha prolungato il contratto con la nazionale russa a gennaio e che guiderà la squadra fino al termine del campionato mondiale 2018. Condizione obbligatoria del rinnovo era la conclusione del nuovo accordo prima dell’inizio del campionato 2014.

 
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Carenza di giocatori russi

Durante la conferenza stampa al termine dei Mondiali, il signor Capello ha evidenziato le due principali cause del fallimento in coppa del mondo. Innanzitutto, nel campionato russo ci sono pochi giocatori russi. Gli atleti giovani, capaci di dare nuovo vigore alla squadra, Maksim Beljaev, Maksim Grigor’ev, Aleksej Mirančuk (tutti della Lokomotiv) e Andrej Rjazancev (Zenit) siedono sulle panchine dei rispettivi club. Non li vede in azione, dice l’allenatore, e non li può convocare in nazionale. Secondo l’opinione di Capello sarebbe bene incrementare il numero dei giocatori russi sul campo durante i match della competizione. Vale a dire passare dall’attuale limite del “7+4” per quanto riguarda gli stranieri (dove 4 è il numero obbligatorio dei giocatori russi) al “6+5”.

Il secondo motivo della sconfitta consiste nel fatto che nessuno dei giocatori russi gioca all’estero e pertanto non può ricevere la necessaria esperienza internazionale.

Le contraddizioni di Capello

Secondo l’opinione dell’ex-allenatore della nazionale russa Anatolij Bišovec, Capello si contraddice. “Le due motivazioni che ha presentato non possono essere elencate con una virgola, perché sono fra di loro in contrasto. Proprio per il fatto che da noi, tutti i club sono tenuti a mettere minimo quattro atleti russi nella composizione iniziale della squadra, nessuno va all’estero. Tale situazione è dovuta alla mancanza di giocatori col passaporto russo: i club si ritrovano a doverli pagare due-tre volte di più di quanto gli stessi otterrebbero nei club europei. Questo da tempo è chiaro a tutti”.

Un altro famoso allenatore, Aleksandr Tarchanov non vede progressi per Capello dopo due anni di lavoro in Russia. “In tutto il periodo del lavoro dell’italiano in Russia, la squadra non ha maturato alcuna idea di gioco, specialmente in attacco. Hanno agito a caso, non c’è intesa fra i giocatori nonostante giochino insieme da due anni. Sì, è vero, alla coppa del mondo non c’era il capitano, Roman Širokov, ma l'assenza anche di un solo giocatore non dovrebbe influire sulle mosse della squadra che dovrebbero invece distinguersi in qualsiasi situazione. Alla riunione del comitato tecnico (cui fanno parte tutti gli allenatori dei club RFPL - Premier League russa) abbiamo fatto molte domande alle quali Capello ha evitato di rispondere. Lui ha dichiarato che tutto era perfetto e che non avrebbe cambiato nulla. Ma questo non è corretto: se hai perso, significa che c’è bisogno di un’analisi approfondita. Secondo la sua opinione, il livello dei giocatori non corrisponde all’incarico richiesto (uscita dai quarti di finale). Io vorrei chiedergli perché il Messico e il Costa Rica hanno dimostrato un livello di gioco assai diverso. Lui ha detto solamente che non ci si aspettava di trovare squadre tanto veloci in campionato", osserva Tarchanov.

Capello ha definito suo compito principale un’ottima performance nel campionato di casa. Con questo, l’allenatore ha sottolineato che l’obiettivo più prossimo è quello di qualificarsi al campionato europeo di calcio 2016.

“Capello ha la possibilità di preparare una squadra decente per la coppa del mondo che si terrà in casa. Per questo però dovrà richiedere non di restringere, ma di eliminare il limite sui giocatori stranieri. In tal caso i club la smetterebbero di versare soldi in stipendi folli e li investirebbero piuttosto nel calcio giovanile. Solo un simile approccio potrebbe garantirci successo in futuro”, riassume Aleksandr Tarchanov.  

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