Se le due ruote restano al palo

Foto Getty Images / Fotobank

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Nel 2012 in Russia si è corsa per la prima volta una tappa del World Superbike Championship. Eppure, benché non manchino le gare prestigiose e i piloti di successo, il motociclismo in Russia continua a versare in condizioni difficili

Fino a poco tempo fa le gare di motociclismo russe fuori dai confini del paese venivano associate esclusivamente al motocross. Nella seconda metà del secolo scorso i piloti sovietici erano davvero forti: i nomi dei piloti di cross Vladimir Kavinov, Igor Grigoriev, Gennadij Moiseev e Viktor Arbekov erano conosciuti in molti paesi. Negli anni Novanta, però, il motocross in Russia venne dimenticato e i nomi dei piloti nostrani scomparvero a lungo dalle classifiche mondiali.

Del motociclismo russo si è tornati a parlare, dopo un lungo intervallo, nel 2012, quando nel calendario del World Superbike Championship è apparsa la tanto attesa tappa russa. Ciò è stato possibile grazie al nuovo circuito automobilistico Moscow Raceway, progettato da Hermann Tilke. Lo sponsor della gara è Yakhnich Motorsport, che ha concluso un contratto decennale per finanziare lo svolgimento della tappa russa del Superbike. Il grande motociclismo è tornato così in Russia, e ne è subito diventato protagonista Vladimir Leonov, pilota del team Yakhnich Motorsport che corre nella categoria Supersport. Nella prima gara disputata in casa Vladimir ha fatto un'ottima prestazione ed è salito sul terzo gradino del podio, dimostrando al mondo intero che il motociclismo russo è una realtà. 

La tappa russa del Superbike mondiale si è già tenuta due volte nei mesi estivi (nella stagione 2014 la gara in Russia è stata annullata per motivi tecnici). Molto probabilmente l'anno prossimo il campionato continuerà questa tradizione; il calendario per il 2015 non è ancora stato fissato. Da quest'anno, poi, la Russia avrà anche un altro circuito di livello internazionale: l'autodromo di Sochi. Gli appassionati di motociclismo sperano che la pista potrà ospitare anche le gare di moto, ma gli organizzatori per ora non si sbilanciano: il primo e più importante progetto per il nuovo circuito è il Gran Premio di Formula 1 in Russia, che si correrà il prossimo ottobre. 

In Russia esiste anche un campionato nazionale di gare su pista, anche se, a dire il vero, non sta vivendo il suo periodo migliore. Ecco uno degli episodi verificatisi quest'anno: una riorganizzazione interna dei dirigenti della Federazione Russa di Motociclismo e la sostituzione dell'organizzatore del campionato nazionale hanno condotto alla decisione di non svolgere affatto il campionato né la Coppa di Russia Superbike. I piloti e le scuderie in compenso hanno ottenuto un'alternativa: la Russian Superbike Championship International Cup 2014, aperta anche ai piloti stranieri.

Le gare dei volontari per passione

Il motociclismo russo ha le sue peculiarità. Le scuderie dei piloti che partecipano alle gare sono per la maggior parte dei club: i piloti stessi pagano, in tutto o almeno in parte, la loro quota di iscrizione al campionato, il lavoro dei meccanici e la manutenzione di moto e attrezzature. Racconta Anastasia Nifontova, vicecampionessa di Russia nel Cross-country Rally del 2013: "Fare motociclismo in Russia non è facile. In primo luogo, perché bisogna trovarsi degli sponsor. Purtroppo, il 90 per cento del nostro motociclismo è costituito da persone che fanno tutto a proprie spese. Solo pochissimi piloti riescono a trovare degli sponsor".

In quest'ultima stagione Anastasia è stata la prima ragazza russa a partecipare al Campionato mondiale di cross-country rally e a conquistare il secondo posto nella tappa di Abu Dhabi. Ma la motociclista continua a considerare importante anche il campionato nazionale: "Per me gareggiare in Russia è una questione di prestigio, e anche di responsabilità nei confronti degli sponsor. Significa sostenere il nostro motociclismo. Naturalmente, potrei dire "basta ragazzi, sono stanca e non voglio più partecipare al campionato. Ma ciò significherebbe che una partecipante "se la svigna", e se a poco a poco cominceranno ad andarsene tutti, sarà la fine, il nostro sport morirà".

La mancanza di una cultura motociclistica frena lo sviluppo di questo sport

Formare un'appropriata cultura del motociclismo significa determinarne il corso per molti anni a venire.  Sergei Vlasov, campione di Russia nelle gare su pista (nelle stagioni 2010 e 2013), partecipante del Campionato mondiale Superbike e commentatore sportivo, osserva: "Quanto più investiamo nella nostra cultura motociclistica, tanto più forte sarà la concorrenza, e quindi il motociclismo stesso e il campionato. L'impulso principale, checché se ne dica, deve venire dallo stato. Allora sì che arriveranno i campioni e tutto il resto. Che cosa si può fare? Si può dare più attenzione ai motociclisti, almeno nelle piccole cose: ridurre la tassazione, costruire dei parcheggi... I prezzi delle moto in Russia sono astronomici. Abbiamo bisogno di una pubblicità sociale. In televisione, sulla stampa... E servono delle buone strade".  

Anastasia Nifontova è più ottimista: "Formare dei buoni piloti oggi per noi è molto più facile di quanto non fosse una quindicina di anni fa. Anche se per arrivare ai livelli dell'Italia o della Spagna ci resta ancora molta strada da fare. Pensiamo anche solo al fattore più banale, quello del clima. In Russia la stagione per andare in moto non dura molto, mentre in quei paesi dura tutto l'anno. Per giunta, essi hanno una solida tradizione formatasi nel corso degli anni; in questo senso noi dovremo crescere ancora molto prima di raggiungere i nostri colleghi. Comunque, siamo già in grado di fare qualcosa di buono: le vittorie di Vladimir Leonov ne sono una prova evidente".

I re delle corse sul ghiaccio

Tra l'altro, nel motociclismo esiste una specialità nella quale i russi non hanno rivali: le corse sul ghiaccio. Le imprese di Nikolai Krasnikov, una leggenda vivente, sembrano davvero incredibili.  Nikolai è stato 18 volte campione del mondo di ice speedway, e per 8 volte consecutive si è aggiudicato il titolo onorario per il miglior punteggio personale.  L'anno scorso Krasnikov ha concluso la sua carriera da professionista. Ma il podio non rimane vuoto: ora gli sguardi degli appassionati sono fissi su di un altro pilota russo, Daniil Ivanov, che nella scorsa stagione si è laureato campione del mondo nella classifica piloti. Il campionato del mondo di ice speedway si svolge ogni anno d'inverno in alcuni paesi europei. Le due finali si correranno sicuramente in Russia, sulle piste ghiacciate di due diverse città.

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