Sostituire Capello?

Fabio Capello (Foto: Itar Tass)

Fabio Capello (Foto: Itar Tass)

Tra gli addetti ai lavori e nell'opinione pubblica continua la discussione sull'allenatore italiano della nazionale della Federazione. Tra chi ne vorrebbe l'esonero e chi continua a credere che Don Fabio sia la scelta migliore

La terribile prestazione della squadra di calcio russa in occasione della Coppa del Mondo in Brasile ha acceso i riflettori sull’alto compenso dell’allenatore della squadra Fabio Capello, con molti che hanno contestato non solo la cifra percepita come stipendio dal coach italiano, ma anche il compenso astronomico che riceverebbe in caso di licenziamento. Mancano solo quattro anni alla prossima Coppa del Mondo che verrà ospitata dalla Russia nel 2018 e l’Unione calcistica del paese si ritrova in una brutta situazione. 

Sul momento è sembrata una grande idea la possibilità di assicurarsi uno degli allenatori di maggior successo della storia del calcio per tutto il percorso fino al 2018, momento in cui l’allenatore avrebbe potuto portare la squadra russa a conquistare la Coppa del Mondo ospitata in casa. Certo, lo stipendio sembrava un po’ alto e c'era una preoccupante grossa somma scritta in caratteri minuscoli, ma chi poteva resistere? Dopo tutto, solo la firma di Fabio Capello era sinonimo di successo. Ma non si è rivelato così. Meno di sei mesi dopo la firma del lauto rinnovo di contratto per altri quattro anni, durante la Coppa del Mondo la squadra russa è uscita umilmente di scena nella fase a gironi e adesso Capello è finito nel mirino della stampa e di alcuni alti politici che ne hanno chiesto lo scalpo.

 
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Con uno stipendio ufficiale di 11 milioni di dollari all'anno, Capello guadagna più di 16 altri allenatori della Coppa del Mondo messi insieme e 50 volte di più del messicano Miguel Herrera, finora allenatore star del torneo. I giornali elencano le cose che Capello potrebbe acquistare con lo stipendio di un anno, a partire da attici SuperDeluxe ed esclusive opere d'arte fino al mio preferito, il castello di un arciduca italiano con vigneti e uliveti. Ancora peggio, il contratto di Capello contiene una bomba nascosta. Se l’Unione calcistica russa lo licenzia adesso, sarà costretta a pagare un risarcimento del valore di 25 milioni dollari - e questa è una stima prudente. Un rispettato giornale sportivo russo sostiene che la cifra reale potrebbe essere di 43,7 milioni dollari, effettivamente l’intero compenso di Capello fino al 2018, per non lavorare affatto. "È una buona cosa ricevere così tanti soldi per non fare niente", ha tuonato il perennemente infuriato leader nazionalista Vladimir Zhirinovsky. "La squadra ha perso e questo non pregiudica affatto la sua paga!"

Con la Russia fuori dalla Coppa del Mondo, criticare l'allenatore italiano è diventato lo sport del giorno, alimentato dalla rabbia dell'opinione pubblica: secondo un sondaggio, il 70 per cento degli intervistati vuole che se ne vada. Ci può essere rabbia adesso, ma le domande avrebbero dovuto essere poste prima che il super contratto di Capello venisse firmato. I giornalisti e molti dei politici che adesso accusano Capello hanno un colpevole segreto - fino al fallimento in Brasile, quasi tutti nei circoli sportivi russi si fidavano ciecamente di Capello, me compreso. Capello è arrivato nel 2012 e tutto è iniziato bene considerato che la Russia è stata ammessa alla Coppa del Mondo per la prima volta dal 2002, qualificandosi davanti al Portogallo di Cristiano Ronaldo (ma questo risultato sembra un po’ meno impressionante adesso dopo l’uscita spettacolare del Portogallo in Brasile). A gennaio, ha firmato il ricco rinnovo del contratto.

Il mondiale russo è stato un disastro dall'inizio alla fine. Capello è sempre stato un allenatore dalla mentalità difensiva, ma ha puntato doppiamente su questa strategia in Brasile. Affrontando la partita finale del girone contro l’Algeria che doveva essere vinta, ha scelto una partenza bizzarramente difensiva a 11, che prevedibilmente poteva condurre solo a un pareggio. Con il compito di costruire una squadra per il 2018 ha escluso alcuni dei migliori giovani giocatori russi. Gli errori dell’allenatore sono stati una sorpresa, ma ancora più sorprendente è stato il suo rifiuto totale di riconoscere i propri errori. A quanto pare, è stata tutta colpa degli arbitri. Ironia della sorte, il ricco contratto che sta rendendo Capello oggetto di tante critiche potrebbe essere ciò che gli permetterà di salvarsi la pelle. Il pagamento di una così grande somma di denaro per licenziare un uomo sul quale erano state riposte così tante speranze equivarrebbe a una pubblica umiliazione per la Federcalcio russa e il ministro dello sport Vitaly Mutko, che è stato il difensore più importante di Capello dopo l'uscita dalla Coppa del Mondo. Il tecnico italiano resta "uno dei migliori allenatori del mondo. Non abbiamo bisogno di nessun altro", dice Mutko, che ha giocato un ruolo chiave nel portare Capello in Russia.

C'è solo un candidato scontato che potrebbe succedere a Capello - Leonid Slutsky, di gran lunga l'allenatore russo di maggior talento in circolazione al momento, che ha vinto il titolo della Premier League russa due volte nelle ultime tre stagioni con il CSKA Mosca. Il quale, però, non ha fornito alcuna indicazione di volere l’incarico. Con Mutko in gioco e poche sostituzioni possibili, sembra improbabile che Capello possa andare via velocemente, nonostante le critiche che ha dovuto affrontare. Con il suo record di successi, è molto probabile che il tecnico italiano riesca a creare una squadra capace di avere successo nella Coppa del Mondo del 2018 che verrà ospitata in casa, ma la vera questione è quella della responsabilità. Capello dispone di un contratto con il quale essere licenziato è quasi altrettanto redditizio quanto avere successo. Guadagna più del doppio di qualsiasi altro allenatore della Coppa del Mondo. Eppure, fino a una settimana fa, per i funzionari del calcio russo abbagliati dalla stella di Capello, questo non rappresentava un problema. Per descrivere questa storia di ascesa e caduta dell’allenatore italiano, sembra appropriata una frase latina. Caveat emptor: Che il compratore stia in guardia.

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