Un pareggio sofferto nel caldo di Cuiaba

Aleksandr Kerzhakov durante l'incontro Russia-Corea Del Sud (Foto di Aleksandr Vilf / Ria Novosti)

Aleksandr Kerzhakov durante l'incontro Russia-Corea Del Sud (Foto di Aleksandr Vilf / Ria Novosti)

Dopo essere andata sotto, la nazionale della Federazione riesce a pareggiare. Ma con la Corea del Sud non si va oltre. Decisivo il prossimo incontro

Niente tweet, niente vittoria. La Russia di Fabio Capello esordisce con un pareggio (1-1) ai Mondiali brasiliani contro la Corea del Sud. Nessun regalo di compleanno per il tecnico italiano, che compie 68 anni. Non ha portato bene quindi la decisione di Capello di mettere il lucchetto ai profili Facebook, Twitter, Instragram dei suoi atleti. Niente social network durante i Mondiali. Ma ai russi è andata bene. I commissari tecnici di Bosnia e Messico hanno proibito il sesso ai propri calciatori. Gli uomini di Capello hanno incontrato notevoli difficoltà nella prima frazione di gioco contro i coreani. Che giocano a memoria, hanno in media 25 anni, si conoscono da 15. In campo quindi con una mentalità da club, sorretti da un'inviabile condizione atletica.

E a Cuiaba fa caldo, molto caldo. I russi soffrono, senza riuscire a innescare il talento offensivo di Kokorin, pupillo del tecnico italiano – paragonato su Instagram alla teen star Justin Bieber - che lo piazza come terminale per andare a segno, spesso partendo da sinistra per poi convergere al centro, con a sostegno il duo Samedov e Zhirkov. Anzi, verso la fine del primo tempo gli asiatici si avvicinano al vantaggio più volte. Il ct russo si era portato avanti con il lavoro, chiedendo al collega italiano Alberto Zaccheroni, ct del Giappone (entrambi hanno vinto scudetti al Milan), qualche consiglio su come affrontare la Corea del Sud. E sapeva che superare gli asiatici sarebbero stato complicato, considerando pregi e difetti della sua Nazionale.

Anche nella ripresa i russi sono ammirati dal pubblico più per la bellezza della divisa di gioco che per la qualità della manovra. Doppia tonalità di rosso, un modello semplice, che richiama le grandi imprese dei sovietici nello spazio. Davanti, una serigrafia che riprende il Museo dei cosmonauti a Mosca, sul retro della maglia, un omaggio a Yuri Gagarin, il primo uomo nello spazio nel 1961. E a differenza di Gagarin che volava nello spazio, i due portieri, Akinfeev e Jung Sung-Ryong si fanno notare tra i pali per voli goffi e fuori tempo sulle conclusioni che arrivavano da fuori area. E a metà del secondo tempo, Akinfeev fa il regalo sbagliato a Capello: papera su un innocuo tiro da fuori area di Lee Keun Ho, Corea del Sud in vantaggio, l'estremo difensore si dispera. E Capello mette subito dentro Kerzhakov, il miglior marcatore russo di sempre (225 gol in carriera).

Ed è proprio Kerzhakov che pareggia dopo pochi minuti. Due reti in un attimo, la partita diventa divertente nella fase finale. Con la Russia che finisce in crescendo. Diventa determinante, a questo punto, il prossimo incontro, domenica 22 giugno, alle ore 18 italiane, a Rio de Janeiro contro il Belgio, favorito del girone H e vincente all'esordio, non senza difficoltà (2-1 allo scadere) contro l'Algeria. E se la Russia stenta alla prima brasiliana, va forte invece nei negozi. La casacca ufficiale, come scrive il Wall Street Journal online, è tra le più vendute in alcune città. Mentre in un negozio di maglie da calcio vintage di Belo Horizonte vanno fortissimo le casacche della gloriosa Cccp. Dallo scorso agosto, oltre 500 maglie sovietiche dei Mondiali 1958, 1970, 1982. E 65 negli ultimi 15 giorni. La più ricercata è quella del Ragno Nero Lev Jashin, forse il portiere più forte della storia del calcio, l'unico a vincere il Pallone d'Oro, nel 1963

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