Le ricette per la nazionale

Lo chef italiano Nino Graziano seguirà la nazionale russa per i Mondiali di calcio (Foto: unione russa di calcio)

Lo chef italiano Nino Graziano seguirà la nazionale russa per i Mondiali di calcio (Foto: unione russa di calcio)

Lo chef della squadra russa di calcio, Nino Graziano, ci racconta come i suoi piatti aiuteranno i calciatori a gestire l’ansia prima dei mondiali

Sale la febbre da Mondiali. E lo chef della nazionale russa di calcio, Nino Graziano, ci parla della politica culinaria di Fabio Capello.

Dalla Sicilia al Bolshoi

Nino Graziano è uno chef italiano, proprietario in Sicilia del ristorante “Il Mulinazzo”. Dall’inizio del 2004 Nino Graziano si è trasferito in Russia: prima ha lavorato in un ristorante moscovita, “Semifreddo”, poi, nel 2012 ha aperto un proprio ristorante, “La bottega siciliana”, che si trova vicino al teatro del Bolshoi

Condivida con noi le aspettative al riguardo del lavoro che svolgerà in Brasile: è preoccupato?

Certamente no. Nessuna preoccupazione. Sono chef da 44 anni, so bene come organizzare il lavoro in cucina. Sarò affiancato dallo chef russo Viatcheslav Multchenko e da aiuti cuoco brasiliani. Beninteso, per ciò che concerne il menù del giorno chiederemo sempre il parere del medico della squadra, Eduard Bezuglov. Nutrire bene i professionisti dello sport nei periodi di intenso sforzo e di competizioni è in ogni caso molto particolare. Il menù di base è già pronto.

Quale regime alimentare devono dunque attendersi i calciatori russi in Brasile?

Diremo un ‘no’ deciso a qualsiasi alimento grasso. Prepareremo pasta e pollo, pesce con riso e verdure. E naturalmente carne, che in Brasile è di ottima qualità. E poi molta frutta. L’umore dei calciatori, e quindi anche i risultati delle prestazioni della squadra, dipenderanno anche dalla qualità dell’alimentazione. Se il cibo sarà buono, i calciatori si sentiranno bene e giocheranno bene. Se qualcosa non dovesse essere buono, potrebbero innervosirsi. Ma io non ho dubbi in proposito: andrà tutto bene!.

Qual è il piatto del suo menù che consiglierebbe?

Pasta e fagioli. È il piatto preferito della mia infanzia, grazie a mia madre. Un sapore da leccarsi i baffi! Del resto questo è anche il piatto preferito di Fabio Capello. E infatti i nostri gusti coincidono.

Quali piatti della cucina russa le piacciono?

Il bortsch, naturalmente! Adoro anche l’ “aringa in pelliccia” e l’insalata russa. Anatoli Komm, che considero il migliore chef russo, mi ha raccontato molte cose interessanti sulla cucina russa.

Ci dica: come è nato il suo legame con la Russia?

Parecchi partner e io avevamo da sempre l’idea di aprire alcuni ristoranti di cucina italiana e siciliana genuina un po’ ovunque nel mondo, in altri paesi europei, in Giappone e ovviamente in Russia. Quando ho avuto la possibilità di prendere parte al progetto a Mosca ho accettato, con grande gioia. Amo molto la capitale russa, è una città nella quale mi sento proprio bene. In questi ultimi anni sono giunto alla conclusione che i siciliani e i russi si assomigliano molto per le loro mentalità: sono entrambi emotivi e… pronti al colpo di testa!

Conosce da molto Fabio Capello?

Ci siamo conosciuti un anno e mezzo fa. Avevamo amici in comune nel mondo del calcio: sono loro ad avergli consigliato il mio ristorante, quando Fabio è venuto a lavorare in Russia. Capello sa benissimo come lavoro e mi ha proposto di aiutare la squadra russa ai mondiali. Naturalmente ho accettato subito! In Brasile prepareremo la pasta per i nostri calciatori. Credo che ne saranno molto soddisfatti.

Come giudica il calcio russo?

Posso affermare che da quando vivo in Russia, e quindi da dieci anni, il calcio russo ha fatto grandi progressi. Adesso nel campionato c’è vera concorrenza e le squadre che possono ambire a vincere la medaglia d’oro sono quattro o cinque. I tifosi ne sono entusiasti e il livello del calcio in genere è migliorato. Oggi ci sono molti calciatori di grande talento, russi e stranieri. La Russia fa molto perché la squadra nazionale vinca. E giochi bene.

Secondo lei che cosa hanno in comune calcio e cucina?

La passione! Senza la passione, in entrambi i casi è incredibilmente difficile avere successo e riconoscimenti.

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