I segreti di Maria

Maria Sharapova posa davanti alla Torre Eiffel a Parigi con la coppa vinta al Roland Garros (Foto: Gonzalo Fuentes / Reuters)

Maria Sharapova posa davanti alla Torre Eiffel a Parigi con la coppa vinta al Roland Garros (Foto: Gonzalo Fuentes / Reuters)

Nella finale durata tre ore del French Open ha battuto la rumena Simona Halep, vincendo il suo secondo Roland Garros. Rbth vi racconta Maria Sharapova, la regina del tennis

I premi, la ritrosia nei confronti dei giornalisti, le origini siberiane. Uno sguardo nella vita di Maria Sharapova, una delle regine del tennis internazionale. 

Rich girl

La vittoria al Roland Garros ha consentito alla Sharapova di salire al secondo posto nella classifica delle tenniste che hanno guadagnato il maggior ammontare di premi nella storia di questo sport. L'atleta russa, che al suo attivo conta trentuno milioni di dollari vinti sul campo, ha superato nella classifica l'americana Venus Williams. Per le somme guadagnate Maria è seconda solo all'altra delle due sorelle Williams, Serena, i cui premi sono stati stimati in cinquantacinque milioni di dollari. Per accumulare questa somma favolosa, Maria ha dovuto vincere trentadue tornei.

"Quando vedo le mie coetanee sedute nelle loro automobili costose, io so che la mia me la sono guadagnata, e per me questa è una soddisfazione. A volte percepisci gli sguardi biechi di qualcuno che ti guarda e pensa: 'A questa bambola viziata probabilmente la Range Rover l'ha comprata il papà'. E io penso: 'E invece no, caro mio: me la sono comprata da sola!'".  

 
Il dolce business della Sharapova

Spontaneità contro pianificazione

 Maria non segue i piani elaborati dall'allenatore e non analizza i propri match. La tennista confessa che questo fatto è un motivo di grande irritazione per tutti i suoi allenatori. La scarsa organizzazione dell'atleta russa è stata una delle ragioni determinanti dell'abbandono del famoso allenatore svedese Thomas Högstedt. L'allenatore non è riuscito a sopportare i capricci della sua pupilla, e dopo tre anni di proficua collaborazione ha rassegnato le sue dimissioni. Dall'agosto del 2013 la Sharapova è allenata dall'americano Jimmy Connors, ex numero uno mondiale (1974-1976).

"Indipendentemente da ciò che ci siamo detti alla vigilia del match, io entro in campo e gioco a modo mio. Alla fine della partita, l'allenatore mi domanda: 'Ma fai sul serio o scherzi? E allora io che ci sto a fare?'. Io gli chiedo scusa, ma la volta successiva torno di nuovo a fare di testa mia". "Non riesco a ricordare quando è stata l'ultima volta che ho guardato un mio match dall'inizio alla fine. Certo, questo non va molto bene, e il mio allenatore se ne dispiace. Lui sarebbe contento se io mi mettessi seduta a guardare le mie partite e ne traessi delle conclusioni. Ma la mia pazienza basta solo per guardarne 10-15 minuti. Certo, è bello rivedere le proprie vittorie, ma in realtà a me non piace molto guardarmi indietro. Tutto questo potrò farlo quando andrò in pensione".

Un diva difficile

Maria non ama parlare con i giornalisti. È una conseguenza delle frequenti conferenze stampa, dell'intensa vita mondana e delle continue richieste di interviste. Maria può rispondere in modo piuttosto brusco ai rappresentanti dei mass media, e a volte può addirittura perdere il controllo.

"Che cos'era quel biglietto che ho tirato fuori durante il match?Ma ovvio, la lista della spesa! Io sono qui per giocare a tennis. Credo che non sia difficile indovinare che sul biglietto c'erano degli appunti sul match". "Ragazzi, io capisco che voi siete giornalisti, che questo è il vostro lavoro, ma provate a mettere da parte i vostri taccuini, le penne, mettete da parte i "misuratori di grida" (la massima intensità del grido di Maria sul campo da tennis è di 105 decibel, che equivalgono al rumore di un motore a reazione di un aeroplano, n.d.r.), dimenticate lo show "Fashion Police", lasciate perdere tutto questo e guardate il match dal punto di vista dei tifosi. Dimenticate tutto il resto e osservate semplicemente il gioco.  Credo che se lo farete poi comincerete a fare delle domande interessanti".

Per la pace nel mondo

Nel febbraio del 2007 Maria divenne Ambasciatrice di Buona Volontà dell'ONU. La Sharapova sfrutta la sua popolarità per attrarre l'attenzione sui grandi problemi mondiali. L'atleta è preoccupata soprattutto dalla mancanza di acqua dolce in Africa, dalla dipendenza dagli stupefacenti nei paesi in via di sviluppo e dalla salvaguardia delle ricchezze naturali di alcune aree geografiche. Come ha ammesso la stessa tennista, la prima conferenza stampa all'ONU è stata uno dei momenti più stressanti di tutta la sua carriera.  

"Ho sudato freddo per tutto il tempo! Diciamo che non è stato il solito 'Come andava oggi il suo diritto'? Un giornalista mi ha domandato: 'Che cosa deve fare la gente affinché cessino le guerre e la povertà?'. Improvvisamente ho capito che avrei preferito parlare del mio diritto".

Le origini siberiane

Maria Sharapova è nata nella cittadina siberiana di Njagan'. Benché la tennista russa trascorra gran parte dell'anno in giro per il mondo, più di una volta ha sottolineato di essere orgogliosa delle proprie radici.  

"Sono molto fiera di essere nata in Siberia. A volte è molto divertente, quando sul campo da gioco mi presentano e non dicono "nata in Russia", ma "nata a Njagan', in Siberia". E ogni volta, dalle tribune si sente riecheggiare: 'Wow!' Per il pubblico è una notizia, se ne stupiscono, e io in quei momenti mi sento orgogliosa, più di quando annunciano che ho vinto il Roland Garros e che sono la numero uno della classifica mondiale".

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