Lo Zar ritorna a casa

Origini russe, passaporto italiano, Ivan Zaytsev si prepara a giocare, dalla prossima stagione, nella Dinamo Mosca. E la pallavolo della Federazione si appresta a incoronarlo
 
Ivan Zaytsev
(Foto: Ufficio Stampa A.S. Volley
LUBE Macerata)

Magari a Mosca gli troveranno un altro soprannome. Perché “Zar”, quello che, ormai da anni, lo contraddistingue in tutti i campi di pallavolo in Italia e con la maglia azzurra, con la quale ha conquistato il bronzo a Londra 2012 e l’argento nei due ultimi campionati europei, nel resto del mondo, potrebbe non essere adatto alla prossima avventura di Ivan Zaytsev che, dalla prossima stagione, giocherà nella Dinamo Mosca.

Nato a Spoleto venticinque anni fa da papà Vjačeslav, pallavolista che ha vinto tutto con la maglia dell’ex Urss, e mamma Irina Pozdnjakova, nuotatrice di talento, Ivan Zaytsev, si confronterà con il campionato russo dopo aver conquistato il suo primo scudetto in Italia con la Lube Macerata. "La conquista dello scudetto è stata un’emozione bellissima perché è stata una vittoria sofferta e voluta da parte di un gruppo straordinario di cui sono stato il capitano. Ricevere da capitano la coppa tra le mani e alzarla al cielo è stata una cosa che non dimenticherò mai, la più bella vittoria della mia carriera".

La prima alla quale potrebbero seguirne altre…

Speriamo. Mi piacerebbe che questo fosse il primo di tanti scudetti e di molte altre vittorie.

Quanto tempo le ci vorrà per interiorizzare queste emozioni?

Un po’. Però basterà tornare in palestra, toccare di nuovo la palla e focalizzare il prossimo impegno per cominciare a percorrere nuove strade e provare altre emozioni.

Tra queste anche quella di diventare papà…

Proprio così. Questo 2014 è stato, fin qui, un anno indimenticabile. Non saprei cosa chiedere di più: con mia moglie Ashling abbiamo comprato casa a Roma in un posto che ci piace molto, ho vinto il mio primo scudetto, a fine ottobre diventerò papà e per allora saremo già a est.

Quindi sua moglie si trasferirà a Mosca con lei…

Certo. Per lei sarà una novità assoluta, ma è una persona molto matura e moderna, ha lavorato alle Nazioni Unite, sa bene cosa significa stare a contatto con un popolo “straniero” ed è molto curiosa per questa nuova esperienza. Prima però c’è il mio impegno con la Nazionale azzurra, ritroverò molti dei ragazzi che ho incontrato da avversari e altri che tornano dopo un’esperienza all’estero. Sono sicuro che lavoreremo e ci “divertiremo”.

Con la Dinamo Mosca ha firmato un contratto triennale perché, ha detto, “è un treno che non potevo perdere”…

È vero. Avevo un altro anno di contratto a Macerata, ma mi si è prospettata la possibilità di andare a misurarmi in un campionato difficilissimo e di altissimo livello e di spostarmi in una città straniera, perché nonostante io sia di origini russe, la mia casa è in Italia.

Non sarà un po’ strano per lei sentirsi straniero in Russia?

Sarà sicuramente una situazione molto particolare. Mi ci vorrà un po’ di tempo per adattarmi e per riprendere confidenza con la lingua che capisco e scrivo, ma non parlo quotidianamente quindi mi perdo qualche parola. Ma non è certo una cosa che mi spaventa.

Saranno felici i suoi genitori…

Sono molto contenti perché adesso, visto che la casa di famiglia è a San Pietroburgo mentre la villetta di nonna nei dintorni di Mosca, riusciranno a vedermi molto più spesso rispetto agli anni scorsi. In realtà non s’aspettavano questo mio trasferimento perché sapevano che a Macerata stavo benissimo. Poi, però, è arrivata la Dinamo Mosca a propormi un progetto tecnico elevatissimo.

Qual è il progetto con cui la Dinamo Mosca l’ha convinta?

La Dinamo vuole tornare a essere la società di vertice che era qualche anno fa, la dirigenza ha puntato su di me per tornare ai vertici. Questo mi ha molto lusingato.

In che ruolo giocherà?

Da opposto, ma sono anche pronto se ce ne sarà bisogno a cambiare (Zaytsev ha cominciato da regista, poi ha giocato da schiacciatore e, infine, da opposto, ndr) se l’allenatore, che a meno di stravolgimenti dovrebbe essere ancora Jurij Maričev, lo riterrà necessario.

Quale sarà la cosa che le mancherà di più dell’Italia e quale sarà felice di ritrovare in Russia?

A mancarmi di più sarà il mare, visto che negli ultimi anni ho vissuto a Civitanova. Sarò, invece, molto felice di ritrovare il cibo e la cultura russa. In ogni caso sono molto fortunato perché ho la possibilità di poter beneficiare delle cose migliori dei due paesi.

Ha promesso di tornare a Macerata. Che sia nelle Marche o altrove, lo considererà un ritorno a casa?

Sono italiano, casa mia è a Roma. Mi sto soltanto assentando un po’.

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