L'eleganza del ragno nero

Lev Yashin (Foto: Ria Novosti)

Lev Yashin (Foto: Ria Novosti)

Chi conobbe Lev Yashin e lavorò con lui condivide le memorie del grande portiere sovietico

Negli anni Novanta la Fifa nominò Lev Yashin miglior portiere del XX secolo. Insieme a Pelé, Maradona, Beckenbauer, Bobby Charlton, ed Eusébio, egli divenne parte della squadra ideale migliore di tutti i tempi selezionata dalle associazioni di calcio e dei giornalisti sportivi. Malgrado tutti i titoli che ebbe – campione europeo, campione olimpico e molti altri – Lev Yashin rimase sempre un uomo affabile, privo di arroganza e di boria.

Pallone d’oro

Lev Yashin è tuttora l’unico portiere ad aver vinto il premio di Calciatore europeo dell’anno, il Pallone d’oro. Ciò accadde nel 1963, un anno dopo i mondiali di calcio in Cile, nei quali la squadra sovietica non riuscì ad arrivare alle semifinali e le autorità calcistiche sovietiche imputarono proprio lui la sconfitta. Yashin però riuscì a uscirne pulito e iniziò a giocare perfino meglio, vincendo non solo il titolo di “Pallone d’oro”, ma ricevendo anche un pallone di cioccolata di cui i pasticceri francesi gli fecero omaggio. Si è saputo adesso che quel pallone di cioccolata esiste ancora oggi, a distanza di 50 anni! I nipoti di Yashin ne hanno smangiucchiato soltanto un pezzetto alla base… Questo aneddoto è stato raccontato dalla vedova del portiere, Valentina Yashina, nel corso della presentazione di un nuovo libro dedicato al grande Yashin.

Malgrado abbia superato gli ottanta anni, Valentina Yashina ha una memoria fenomenale e ricorda ancora tutti i dettagli della vita e della carriera del “Ragno nero”, come fu soprannominato Lev Yashin fuori dall’Unione Sovietica per le sue lunghe braccia che riuscivano a parare ogni tiro in porta e per la sua caratteristica maglietta nera. Il libro su Yashin è appena uscito nell’illustre e lunga serie di biografie ZhZL (Vita di persone eccezionali), che è iniziata a uscire alla fine del XIX secolo e della quale fanno parte opere con la vita di persone che hanno lasciato un segno nella storia, da Omero a Putin.

Monumenti a Rio e a Mosca

Per caso, la presentazione della biografia di Yashin è avvenuta in contemporanea con l’annuncio della notizia che nei mondiali di calcio del 2014 a Rio de Janeiro sarà inaugurato un monumento dedicato al “Ragno nero”. Esso sarà una replica esatta del monumento a Yashin eretto fuori dallo Stadio Dinamo di Mosca. Lo Stadio Dinamo al momento è interessato da lavori di riparazione e ristrutturazione importanti, al termine dei quali uno dei padiglioni sarà ribattezzato con il nome del grande portiere, che vi trascorse l’intera carriera sportiva con la squadra, dal 1949 al 1971.

"Yashin è stato un precursore"

Alla presentazione del libro, alcuni giocatori ed ex giocatori della Dinamo hanno detto che Lev Yashin fu un precursore. “Non ricordo nessun altro portiere nella storia del calcio che abbia avuto una comprensione e un’interpretazione così chiara del gioco. Nel momento in cui gli avversari partivano all’attacco, Lev Yashin diceva istantaneamente ai giocatori dove dovessero disporsi in campo. I tifosi hanno sempre chiamato Yashin con il suo nome: per i fan era uno di loro, un fratello o un amico. Lo accompagnavano a casa e lo aiutavano a trasportare le pesanti borse sportive” ricorda Vladimir Pilguy, che ha sostituito Yashin in porta con la Dinamo dopo il ritiro di quest’ultimo. Un altro portiere, Oleg Ivanov, ricorda che una volta sostituì Yashin in una partita contro lo Ska (Odessa) a 20 minuti dal fischio della fine e non riuscì a parare un pallone mal tirato. Yashin, che era seduto dietro la rete e fumava (è risaputo che era un forte fumatore e fumava perfino nell’intervallo), disse a Ivanov: “Domani facciamo insieme una seduta di allenamento”.

Il giorno dopo, malgrado avesse un giorno libero dopo quella partita, Lev Yashin si recò al campo di allenamento della Dinamo e trascorse molte ore istruendo il giovane portiere. “Lev Yashin mi ha insegnato che quando si è grandi bisogna essere generosi e bendisposti” ha detto l’ex capitano della nazionale russa di calcio, oggi consigliere del presidente della Dinamo FC Aleksey Smertin. Rammenta infatti che nel 1989, quando era adolescente, andò a seguire una partita della Dinamo disputata in occasione del 60° compleanno di Lev Yashin: “Lev Ivanovich, seduto in tribuna, firmava autografi a chiunque glieli chiedesse, anche durante la partita. La cosa andò avanti per almeno la metà del primo e del secondo tempo, ma lui non allontanò neppure un tifoso, anche se in teoria avrebbe potuto godersi in pace la partita”. Yashin è amato e ammirato oggi come cinquanta anni fa. “Solo Yashin, solo Dinamo” è uno degli slogan scanditi dai tifosi della Dinamo con i quali ancor oggi inneggiano ai successori di Yashin negli stadi.

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