Tutti aspettano Nikita

Nikita Krjukov (Foto: Ria Novosti)

Nikita Krjukov (Foto: Ria Novosti)

Hanno preso il via le gare di sci di fondo. Sono molti i fondisti russi in odore di medaglia. Fra questi, Nikita Krjukov occupa un posto speciale

Nikita Krjukov, campione a Vancouver 2010 nella sprint individuale a tecnica classica, ha conquistato - dopo un sondaggio tra i cittadini - anche il titolo di miglior atleta russo del 2013. Nella passata stagione, in Italia, in Val di Fiemme, Krjukov si era aggiudicato il titolo di campione del mondo tanto nella sprint individuale a tecnica classica che nella gara a squadre a tecnica libera. Negli ultimi tempi Krjukov, da specialista della tecnica classica, ha cominciato progressivamente a eccellere in tutti gli stili, dando ottimi risultati anche nel pattinato.

Le forze in campo

Nella stagione in corso, nell’ambito della Coppa del Mondo, a vincere le gare individuali di sprint a tecnica libera sono stati i norvegesi Anders Gløersen e Calre Halfvarsson, lo statunitense Simeon Hamilton, che si è distinto nel Tour de Ski, e il russo Sergej Ustjugov. L’esibizione più equilibrata è stata quella dell’italiano Federico Pellegrino che per quattro volte è riuscito ad arrivare in finale, aggiudicandosi la vittoria per due volte. Ma è difficile comporre un quadro esaustivo delle forze in campo in questa disciplina. Molti dei favoriti hanno saltato alcune tappe della sprint e altri non vogliono scoprire le proprie carte prima del tempo. I favoriti in odore di medaglie a Sochi sono i fondisti del gruppo norvegese e anche il finlandese Martti Julhae che appare dotato di un grande potenziale.

Il cammino verso le Olimpiadi

Nikita Krjukov è nato il 30 maggio 1985 nella città di Dzerzhinskij nella regione di Mosca, a poca distanza dalla capitale russa. Nikita ha cominciato a praticare lo sci di fondo a sette anni e tuttora il suo maestro è il noto specialista di sci Jurij Kaminskij, attuale allenatore capo della squadra russa per la sprint. “Alcuni anni fa lavoravo in un istituto professionale di Dzerzhinskij come insegnante di educazione fisica. Allora avevo appena cominciato a fare l’allenatore, ero abbonato a pubblicazioni scientifiche e mi documentavo sulla teoria e la metodologia dell’educazione fisica e sportiva nei paesi europei”, racconta Jurij Kaminskij. “Volevo confrontare i nostri metodi con quelli stranieri per valutarne gli effetti, con il direttore della mia scuola ho deciso di effettuare un esperimento: trasformare le due ore settimanali di educazione fisica in cinque. Dopo un anno facemmo un test: chiedemmo agli insegnanti di portare a lezione gli alunni delle ultime classi e i miei figli, che erano di 5-6 anni più piccoli, per resistenza fisica e per altri parametri risultarono migliori degli allievi più grandi! Da questo gruppo sperimentale è uscito anche Nikita Krjukov”. 

Il primo grande successo di Krjukov risale al 2008, quando si aggiudicò il titolo di campione della Russia. L’anno successivo per la prima volta si qualificò tra i vincitori delle gare della Coppa del mondo. Alle Olimpiadi di Vancouver Nikita non non era affatto ritenuto il favorito, quanto piuttosto un “dark horse”, ma fu proprio lui a far conquistare il primo oro alla Russia ai Giochi del 2010. Nella gara finale a inseguimento si trovava testa a testa con il suo compagno di squadra Aleksandr Panzhinzkij, distanziandolo comunque di qualche centimetro. Due settimane dopo la competizione a Krjukov fu assegnato il titolo di “cavaliere dello sport”.

“Ho cominciato a sognare di diventare un campione olimpico già a 14 anni”, confessa Krjukov. “Allora gli altri ragazzi con cui praticavo lo sci di fondo, quando lo dicevo, scoppiavano a ridere, ma non ho mai abbandonato il mio sogno”. Krjukov ha sempre sofferto del fatto che lo sci di fondo fosse messo un po’ in ombra dal biathlon, che dal 2000 grazie alle continue dirette televisive ha conquistato un successo colossale di pubblico. E quando è stato nominato lo sportivo migliore dell’anno nel 2013, Nikita si è rallegrato più per lo sci di fondo come disciplina che non per se stesso. “Ciò che mi fa davvero piacere è che uno sciatore sia riuscito a superare altri atleti più celebri” ha detto Krjukov. “Tuttavia, con le mie vittorie, io e i miei compagni di squadra abbiamo fatto sì che i tifosi cominciassero a interessarsi davvero allo sci di fondo e seguissero gli eventi sportivi su pista. Continueremo a promuovere la nostra disciplina sportiva. Spero che i Giochi Olimpici in questo possano esserci d’aiuto”.

Krjukov era già stato scelto in dicembre a rappresentare la squadra olimpica russa ai Giochi di Sochi 2014, ben prima di altri atleti dello sci. Nella stagione in corso aveva vinto due gare di sprint nell’ambito della Coppa del Mondo, entrambe le volte a tecnica classica.  Ad Asiago lo sprinter russo ha vinto nelle prove individuali e nella Repubblica Ceca, a Nové Město, in quelle di squadra in tandem con Maksim Vylegžanin. “Krjukov ha dimostrato di nuovo di essere molto forte” ha commentato Kaminskij. “È del tutto possibile che a potenziare la sua grinta sportiva sia stato anche l’incidente accaduto alla Coppa del Mondo di Davos dove era stato, a mio avviso, ingiustamente squalificato dai giudici per aver sfiorato l’avversario nella semifinale a inseguimento.

È interessante rilevare che Krjukov, come ha confidato in innumerevoli interviste, si dichiari un fervente ortodosso. Nikita ritiene che una prolungata esposizione mediatica distragga un atleta dalla sua occupazione fondamentale. Della sua vita privata non ama parlare. Si sa che usciva con una ragazza di nome Julja che aveva conosciuto prima di Vancouver, ma che lei non sopportava le continue separazioni e le partenze per gli allenamenti e le competizioni. E i due giovani si sono lasciati. La madre dell’atleta, Svetlana Fridrikhovna, che lavora al Centro medico internazionale di terapia delle sanguisughe, ci confida queste parole di Nikita: “Fino a Sochi non avrò nessuna vita privata. Le Olimpiadi sono il mio unico obiettivo. Tutto il resto verrà poi, se avremo fortuna”.

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