Sochi, i miti da sfatare

A Sochi non nevica spesso, ma le gare si svolgeranno fuori città, in montagna. E per evitare imprevisti, da marzo dello scorso anno sono state immagazzinate diverse quantità di neve (Foto: Aleksandr Kryazhev / Ria Novosti)

A Sochi non nevica spesso, ma le gare si svolgeranno fuori città, in montagna. E per evitare imprevisti, da marzo dello scorso anno sono state immagazzinate diverse quantità di neve (Foto: Aleksandr Kryazhev / Ria Novosti)

La sicurezza, la neve che non c'è, un'operazione di facciata. Ecco le questioni aperte su cui s'interroga parte dell'opinione pubblica mondiale

Manca poco, pochissimo all’inaugurazione del Giochi Olimpici invernali di Sochi. Gli ultimi preparativi sono in corso, gli atleti sono ormai arrivati, e i turisti si stanno registrando negli alberghi della città. È possibile, tuttavia, che molte stanze resteranno vuote. Alcuni falsi miti sui Giochi Olimpici stanno dissuadendo gli appassionati dall’assistere alle Olimpiadi dal vivo.

Mito numero uno: problemi per la sicurezza

I media internazionali mettono spesso in evidenza che la vicinanza di Sochi alla regione del Caucaso settentrionale in pieno subbuglio ne fa un potenziale obiettivo dei terroristi. I recenti attentati a Volgograd hanno acuito questi timori. Il governo britannico lancia il monito di un elevato rischio terroristico, e il Comitato Olimpico del Regno Unito mette in guardia i turisti dal dichiarare in pubblico la loro nazionalità o indossare qualsiasi indumento che possa contribuire a farli riconoscere come britannici. È tuttavia dimostrato che questi pericoli sono esagerati. Tanto per cominciare, Sochi non confina con l’area più turbolenta: è situata a 972 chilometri di distanza da Makhachkala, il punto più caldo del Caucaso settentrionale, e a 653 chilometri da Nalcik, la città del Caucaso settentrionale più vicina ai siti dei Giochi Olimpici.

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Queste distanze sono più o meno equivalenti a quelle che separano rispettivamente Parigi da Lipsia e Londra da Edimburgo. In secondo luogo, ai Giochi sono state dispiegate misure di sicurezza senza precedenti. Oltre 30mila agenti delle forze dell’ordine si occuperanno della sicurezza con la collaborazione delle unità locali dei Cosacchi. A Sochi non potrà entrare nessun automezzo proveniente da altre regioni russe e tutti i pacchi postali in arrivo in città saranno sottoposti a ispezione. Le spese per queste misure di sicurezza sono complessivamente stimate nell’ordine di svariati miliardi di dollari. È risaputo che i terroristi del Caucaso settentrionale non hanno più risorse sufficienti per penetrare un sistema di sicurezza organizzato su così tanti livelli.

Mito numero due: a Sochi non ci sarà neve perché la città di villeggiatura è nella fascia subtropicale

A Sochi forse non nevicherà spesso, ma le gare olimpiche si svolgeranno fuori città, in montagna. Al momento c’è neve nei siti più importanti delle gare. Anche se da qui a quando saranno inaugurati i Giochi si dovesse sciogliere la neve, non c’è nulla da temere: la Russia ha imparato la lezione di Vancouver e delle sue Olimpiadi senza neve, e si è preparata di conseguenza. Dal marzo dello scorso anno fuori Sochi sono state immagazzinate ingenti quantità di neve. Altra neve potrebbe essere prelevata dalle pendici delle montagne, trasportata in strutture adeguate, compressa e ricoperta da teloni particolari che ne impediscono lo scioglimento. L’area complessiva di neve così accumulata copre una superficie di 120mila metri quadrati. Il progetto è costato più o meno 6 milioni di dollari.

Mito numero tre: le Olimpiadi di Sochi sono soltanto un’operazione di facciata

Alcuni media affermano che le Olimpiadi sono costate molto al di sopra del budget iniziale a causa della corruzione dilagante e di sottrazione di fondi, e che le strutture olimpiche non sarebbero state completate. Ma non è vero. Il budget di Sochi è stato in effetti molto elevato, ma non a causa della corruzione (per altro presente). Le spese, però, sono semplicemente lievitate, come è normale che accada in tutti i Giochi Olimpici. Il budget per i Giochi Olimpici di Montreal del 1976, per esempio, inizialmente era stato fissato in 124 milioni di dollari, mentre la spesa finale arrivò a 2,8 miliardi di dollari. Le Olimpiadi di Atene hanno fatto decuplicare il budget, passato dagli iniziali 1,6 miliardi di dollari previsti a 16.

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Il budget delle Olimpiadi di Pechino, stimato inizialmente in 1,6 miliardi di dollari, è schizzato a 40 miliardi di dollari. Anche nel caso delle Olimpiadi di Londra all’inizio si pensava che sarebbero costate 2,4 miliardi di sterline, ma fatti i conti alla fine si è scoperto che sono costate 10,7 miliardi di sterline. Per quanto riguarda gli impianti sportivi, sono stati ultimati e collaudati da tempo, come hanno confermato sia le autorità russe sia il Comitato Olimpico Internazionale. Alcuni piccoli dettagli sono tuttora in corso di miglioramento, ma quando si apriranno i Giochi Olimpici si sarà posto rimedio a tutto e tutto sarà pronto.

Mito numero quattro: gli stranieri che appartengono alla comunità LGBT saranno soggetti ad arresti e multe

È vero: in conformità alla nuova legge russa che proibisce ogni propaganda gay – e che è stata ampiamente criticata in Occidente – i cittadini stranieri potranno essere multati per una cifra equivalente a 120-150 dollari, essere messi agli arresti per 15 giorni ed espulsi. In realtà, saranno penalizzati soltanto coloro che promuoveranno apertamente l’omosessualità tra i minori. In Russia non basta essere gay per essere puniti. “La gente ha tutto il diritto di avere una propria vita personale, purché ciò non avvenga nei confronti di minori” dice il primo vice primo ministro Dmitry Kozak. Per coloro che non danno per scontate le leggi russe, il presidente Vladimir Putin in persona ha garantito che gli appartenenti alla comunità LGBT in arrivo a Sochi non saranno perseguiti. Ed è pronto a dimostrarlo, oltre tutto.

Stando alle prime voci, della parata della cerimonia d’inaugurazione faranno parte anche le T.A.T.U, un duo femminile un tempo popolare, che sul palcoscenico ha mantenuto una cauta immagine saffica. Tenuto conto dell’importanza che i Giochi rivestono per la Russia e per Putin a livello personale, è difficile che il presidente possa permettersi di rovinare gli eventi sportivi perseguendo gay e lesbiche. Naturalmente, esiste la possibilità che alcuni degli atleti stranieri mettano in scena qualche azione dimostrativa e qualche provocazione a sostegno della comunità LGBT russa, (come ha fatto un’atleta svedese ai campionati su pista di Mosca dipingendosi le unghie delle mani con i colori dell’arcobaleno). In ogni caso, non è Putin di cui si dovrà avere paura, ma dei funzionari del Comitato Olimpico Internazionale: è risaputo infatti che gli atleti possono andare incontro a squalifiche anche lunghe per le dichiarazioni politiche fatte ai Giochi Olimpici.

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