Il valore di Sochi

Il presidente del Comitato olimpico internazionale Thomas Bach (Foto: Grigory Sisoev / Ria Novosti)

Il presidente del Comitato olimpico internazionale Thomas Bach (Foto: Grigory Sisoev / Ria Novosti)

Thomas Bach, presidente del Cio: “I Giochi Olimpici saranno una fantastica opportunità per il futuro”

I valori del passato. Le speranze per il futuro. Lo sport come specchio di un mondo che cambia. Il presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio) Thomas Bach racconta cosa si aspetta dai XXII Giochi olimpici invernali in Russia e quali saranno i vettori di sviluppo del movimento olimpico.

Signor Presidente, secondo Lei, come si riflettono nei Giochi di oggi gli alti ideali umanistici del movimento olimpico?

Si riflettono principalmente negli atleti, che gareggiano assieme, all’unisono e secondo le stesse regole. Durante i Giochi, vivono assieme nel villaggio olimpico, dimostrando che, nonostante siano rivali, possono capirsi e rispettarsi a vicenda. Vivono insieme sotto lo stesso tetto, indipendentemente dalle loro visioni politiche, orientamento sessuale, razza e nazionalità. Sono uniti e possono e vogliono dimostrare che le persone possono vivere insieme pacificamente, competere serenamente e rispettarsi reciprocamente, indipendentemente da che siano vincitori o semplici partecipanti.

Il Presidente

Thomas Bach è il nono presidente nella storia del Cio. È stato eletto nel settembre del 2013 durante una sessione del comitato a Buenos Aires. Campione olimpico nel 1976 nel fioretto a squadre, nel 1991 viene eletto membro del Comitato Olimpico Internazionale. Nel 1996 diventa membro della commissione esecutiva del Cio e nel 2000 vicepresidente dello stesso. Negli ultimi anni è anche alla guida del Comitato olimpico della Germania

Secondo l'antica tradizione classica, durante le Olimpiadi, le guerre si fermavano. L'organizzazione delle Nazioni Unite ha adottato, nel mese di novembre, una risoluzione analoga che prevede una tregua olimpica durante i Giochi di Sochi. Si tratta di una decisione politica delle Nazioni Unite. D’altro canto, però, lo sport si mantiene fuori dalla politica. Che cosa ne pensa a riguardo?

Sono convinto che lo sport debba essere politicamente neutrale. Se lo sport inizia a occupare un posto - qualunque esso sia - nel mondo della politica, è destinato a scomparire. Tuttavia, non possiamo essere del tutto apolitici. Quando il Cio dà a una città, a un Paese l'onore di organizzare i Giochi Olimpici, sappiamo che l'attenzione di tutto il mondo si concentrerà automaticamente su questa città e questo Paese. Qui, risulta necessario adottare le misure necessarie per evitare che gli stadi, in cui si svolgono le competizioni sportive, diventino teatri di atti di violenza. Le Olimpiadi non riguardano la politica; esse uniscono i popoli senza distinzione di fede o credenze, creando ponti tra persone provenienti da ogni angolo del mondo.

Non molto tempo fa Lei ha dichiarato che le due grandi minacce per il movimento olimpico sono il doping e le partite truccate. Che cosa fa il Cio per porre fine a questi mali? So che la vostra organizzazione ha stanziato 20 milioni dollari a tal fine.

Innanzitutto dobbiamo intensificare la nostra lotta a favore degli atleti "puliti", con il fine di garantire pari condizioni nelle gare a chi non cerca di ingannare se stesso, noi e i tifosi. Lottare contro il doping è il nostro compito comune, e molto è già stato fatto in questa direzione. Se prestate per un attimo attenzione alle cifre, vi accorgerete che realizziamo 300mila test antidoping all'anno. Secondo le stime degli esperti, il totale degli investimenti nella lotta contro il doping si aggira sui 500 milioni di dollari. Ma il nostro obiettivo è andare oltre.

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Dobbiamo dedicare più attenzione alla qualità dei controlli. I test, che abbiamo preparato per lo svolgimento delle Olimpiadi di Sochi, saranno più precisi e mirati che mai. Per quanto riguarda la lotta contro le partite truccate, in occasione dei Giochi di Sochi ci serviremo di un sistema speciale di monitoraggio e controllo. Lavoriamo a stretto contatto con la polizia e le forze armate di tutto il mondo, tra cui anche l’Interpol. Chiediamo ai vari governi di prendere molto sul serio questa minaccia, giacché è una minaccia non solo per lo sport ma anche per la società in generale.

Qual è il Suo compito principale in qualità di presidente del Cio?

Vi sono tre punti essenziali a cui intendo dedicare particolare attenzione: il primo è sviluppare il concetto di sostenibilità per quanto riguarda i Giochi Olimpici, e valutare tutte le spese e l'eredità dei Giochi. A Sochi parleremo senza dubbio di come le Olimpiadi influiranno sulla città e l'intera regione. Non ho dubbi che per il popolo russo si apriranno fantastiche opportunità. Il secondo punto riguarda l'affidabilità: dobbiamo assicurarci che le gare si svolgano nel modo più trasparente possibile e che gli atleti siano "puliti".

E, infine, dobbiamo coinvolgere quanti più giovani possibili, tentando di avvicinarli al mondo dello sport, nei modi più disparati, come possono essere i Giochi Olimpici della Gioventù o una speciale educazione. Il nostro obiettivo non è solo fare in modo che i giovani guardino lo sport in Tv, ma che, a fine giornata, si alzino dal divano e loro stessi si mettano a fare sport. Per questo siamo molto lieti di vedere il grande sforzo che sta facendo in questa direzione la Russia.

 Il 7 febbraio si apriranno i Giochi a Sochi. Che cosa le piacerebbe augurare a tutti coloro che seguiranno le gare?

Godetevi le Olimpiadi, gustatevi le performance dei migliori atleti del mondo, apprezzate i loro sforzi, incoraggiateli in maniera imparziale, e godetevi le Olimpiadi, godete dei valori olimpici!

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