La fiamma che unisce

Nel suo viaggio verso Sochi, la fiamma olimpica ha percorso più di 65mila: un record assoluto per le Olimpiadi invernali (Foto:  Ramil Sitdikov/RIA Novosti)

Nel suo viaggio verso Sochi, la fiamma olimpica ha percorso più di 65mila: un record assoluto per le Olimpiadi invernali (Foto: Ramil Sitdikov/RIA Novosti)

La staffetta della torcia olimpica è uno degli eventi più spettacolari dei Giochi. Le città che in tempi moderni hanno ospitato le Olimpiadi fanno a gara per escogitare trovate sensazionali

La staffetta della torcia olimpica di Sochi 2014 è partita da Mosca il 7 ottobre del 2013, ed ha coperto il 90 per cento del territorio russo. Nella sua corsa verso Sochi, la fiamma olimpica ha percorso più di 65mila chilometri ed è stata vista da circa 130 milioni di persone: un record assoluto per le Olimpiadi invernali. Ha attraversato il Paese in auto, in treno, in aereo, a bordo di una troika trainata da cavalli, di una slitta tirata da renne, a dorso di cammello e, per la prima volta nella storia, è anche andata nello spazio. Ma il principale motore della staffetta stati i 14mila tedofori: tra loro vi sono persone comuni e grandi atleti sovietici e russi, come la sciatrice Lyubov Yegorova, la velocista su ghiaccio Lidia Skoblikova, il campione di biathlon Alexander Tikhonov, il giocatore di hockey Vladislav Tretiak, e molti altri ancora.

“Il Paese celebra con grandi speranze”

L’atleta russa più premiata della storia dei Giochi invernali, Raisa Smetanina, vincitrice di dieci medaglie, ha raccontato a Russia Oggi la propria esperienza di tedofora: “Sono stata molto felice di portare la torcia olimpica. Sarebbe un grande onore per qualsiasi atleta. Inoltre, essendo stata l’ultima tedofora della mia città, in tanti sono venuti a vedermi (Smetanina ha partecipato alla staffetta nella città di Syktyvkar, nella Russia settentrionale, ndr). Secondo gli organizzatori erano presenti circa 70mila persone. È stato un po’ come partecipare di nuovo ai Giochi”. Per il presidente della Federazione russa di hockey su ghiaccio, nonché tre volte campione olimpico Vladislav Tretyak, si è trattato della terza staffetta. “Stiamo assistendo a un evento che farà storia. La fiamma olimpica di Sochi 2014 unisce tutto il popolo della Russia. Quasi tutti coloro che desideravano farlo hanno avuto l’occasione di vedere la torcia e farsi contagiare dallo spirito delle Olimpiadi. C’è anche chi ha sottolineato dei dettagli di poco conto, come il fatto che in un paio di occasioni la torcia si sia spenta. Non credo che ciò abbia alcuna importanza. Ho l’impressione che il Paese nutra molte speranze, e mi auguro che gli atleti riescano a soddisfare tutte queste aspettative. Avevo già avuto l’onore di portare la torcia olimpica durante la staffetta di Torino (2006) e i Giochi di Vancouver del 2010. È una sensazione indescrivibile”.

Lo speciale su Sochi 2014

La staffetta olimpica nel XXI secolo: una corsa all’insegna della tecnologia

La prima staffetta della torcia olimpica si tenne in occasione dei Giochi di Berlino del 1936 e coinvolse tremila tedofori. Durante i Giochi invernali del 1936 e del 1948 la fiamma rimase accesa, ma la consuetudine della staffetta fu introdotta anche per le Olimpiadi invernali solo in occasione dei Giochi di Oslo del 1952. Nel XXI secolo gli organizzatori olimpici tentano di stupire il pubblico con idee sempre nuove. Alle olimpiadi di Atene del 2004 la fiamma prese parte per la prima volta a una staffetta globale. La torcia, dalle linee semplici, che ricordano una foglia di olivo, presentava alcuni problemi dal punto di vista tecnico, e durante il tragitto si spense più volte a causa del vento. Si spense anche durante la cerimonia di presentazione della fiamma olimpica alla presidente del Comitato organizzatore dei giochi: Gianna Angelopoulos-Daskalaki, tenutasi nel tempio di Hera.

Il viaggio della fiaccola
olimpica da Mosca a Sochi

La staffetta organizzata in occasione dei Giochi di Pechino del 2008 è stata l’ultima staffetta mondiale: nel 2009, infatti, il Comitato olimpico internazionale ha stabilito che la torcia potesse viaggiare solo all’interno del Paese ospitante. Durante la staffetta di Londra 2012, i tedofori hanno accompagnato la torcia olimpica in tutto il Regno Unito, facendola viaggiare tra l’altro a bordo di una funivia, nella metropolitana londinese, e su dei cavalli da corsa. Per vigilare sull’incolumità della torcia era stata addirittura costituita un’apposita unità del Metropolitan Police Service (Mps), che riuscì a scongiurare il furto da parte dei repubblicani del Derry (nell’Irlanda del Nord) e a proteggerla da un abitante di Headingley (un sobborgo di Leeds) intenzionato a prenderla a secchiate d’acqua.

La fiamma delle Olimpiadi di Mosca

La staffetta della torcia olimpica che precedette le olimpiadi di Mosca del 1980 durò poco meno di un mese. Oltre all’Urss, la torcia raggiunse la Grecia, la Bulgaria e la Romania. Giunta a Mosca, la fiamma fu fatta passare sotto l’Arco di Trionfo di Kutuzovski Prospekt e trascorse la notte precedente alla cerimonia inaugurale nell’edificio del Comitato centrale del Partito comunista dell’Urss. L’accensione della torcia era stata affidata al famoso giocatore di pallacanestro Sergei Belov, scomparso nel 2013. Il nome della persona che il 7 febbraio accenderà la fiamma durante la cerimonia di apertura dei Giochi di Sochi non è ancora stato annunciato. Gli organizzatori hanno fatto sapere che si tratterà di un personaggio meritevole, che ha contribuito molto allo sport russo.

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