Sfida all'ultima nota

Come inno ufficiale dei Giochi Olimpici è stata scelta la canzone "Igry, kotorye my zasluzhili vmeste s toboy” (Foto: imago/east news)

Come inno ufficiale dei Giochi Olimpici è stata scelta la canzone "Igry, kotorye my zasluzhili vmeste s toboy” (Foto: imago/east news)

L’inno dei Giochi deve essere unico, memorabile. Riuscirà la canzone ufficiale delle Olimpiadi invernali di Sochi a reggere il confronto con i capolavori degli anni passati?

Nel film cult sovietico “Vesyolye Rebyata” (L’allegra combriccola) c’è una canzone le cui parole sono diventate uno specchio per comprendere quegli anni: “La canzone ci aiuta a costruire e a vivere”. In Russia, la canzone è molto di più che solo musica e parole. Non vi è da stupirsi, pertanto, se la scelta dell’inno delle Olimpiadi invernali di Sochi sia stata affrontata con la massima serietà e responsabilità.

Lo speciale su Sochi 2014

La canzone ufficiale dei Giochi di Sochi

Gli organizzatori del concorso avevano avanzato richieste ben precise ai potenziali autori della canzone ufficiale dei Giochi: l’inno di Sochi 2014 non deve solo riunire in sé tutti i principi, obiettivi e basi fondamentali del movimento olimpico ma deve anche riflettere appieno le caratteristiche del Paese che ospita questo importante evento sportivo quadriennale. Alla fine, come inno ufficiale dei Giochi Olimpici di Sochi, è stata scelta la canzone "Igry, kotorye my zasluzhili vmeste s toboy” (I giochi che ci siamo meritati assieme a te), scritta da Nikolai Arutyunov e Karen Kavaleryan, e registrata in collaborazione con alcuni grandi nomi della musica pop russa. Tra questi, vale la pena segnalarne due. Il primo è il cantante Dima Bilan, che ha partecipato due volte all’Eurovision Song Contest, vincendo l’edizione 2008 grazie a un’esibizione spettacolare con il famoso violinista Edvin Marton e la campionessa olimpica di pattinaggio di figura Evgenia Plushenko. Nel 2012 e nel 2013, il cantante è stato uno dei mentori della versione russa dello show musicale “The Voice”. E il secondo è "il re della scena pop”, alla maniera russa, Philipp Kirkorov, che ha partecipato per ben cinque volte alla cerimonia dei World Music Awards ricevendo il premio di artista russo più popolare e quello di artista russo con maggiori vendite.

L’inno dei tifosi

Cento giorni prima dell'inizio dei Giochi, nel quadro delle Olimpiadi della Cultura "Sochi-2014", è stato presentato anche un inno speciale, realizzato in collaborazione con i tifosi. Per due anni, nel corso dei loro concerti, i componenti del gruppo pop-rock russo “Tokio” hanno composto una canzone utilizzando, per il ritornello, la voce degli spettatori. Durante i Giochi di Sochi l’inno suonerà in tutti gli impianti olimpici in cui si svolgeranno le competizioni sportive, diventando, di fatto, la principale canzone dell’evento. Per i visitatori stranieri verrà scritta una versione in lingua inglese.

Per il momento non si sa quali saranno le sorti del "primo" inno di Sochi. Tuttavia, la storia delle Olimpiadi è puntellata di esempi in cui la canzone ufficiale dei Giochi è diventata un autentico successo.

Ecco una breve lista degli inni olimpici che hanno fatto la storia:

Il più famoso. Si tratta del brano "Barcelona" eseguito dalla cantante lirica Montserrat Caballé e il cantante rock Freddie Mercury. Le due stelle scrissero la canzone nel giro di un paio di mesi, nel 1988, ma la eseguirono assieme, in pubblico, solo due volte. La terza volta sarebbe dovuta essere proprio in occasione della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Barcellona nel 1992. Tuttavia, Mercury morì inaspettatamente nel novembre del 1991. Su insistenza della Caballé, la canzone aprì comunque i Giochi estivi, in un formato insolito. La grande diva lirica spagnola eseguì dal vivo la sua parte, in piedi al centro dell'arena, mentre la voce registrata di Freddie Mercury risuonava dagli altoparlanti situati in tutto lo stadio.

Il più toccante. Alle Olimpiadi estive di Mosca del 1980, la bellissima canzone composta per la cerimonia di apertura dei Giochi – un pezzo dinamico e traboccante di spirito di competizione sportiva - rimase nell'ombra di un'altra composizione, scritta per la cerimonia di chiusura. Gli spettatori piansero ascoltando la canzone “Do svidanya, nash laskovyi Misha” (Arrivederci caro orsacchiotto Misha). L’orso bruno Misha, cinto alla vita da una cintura dorata fatta con gli anelli olimpici, era la mascotte dei XXII Giochi olimpici del 1980 a Mosca.

Il più originale. L’inno epico "Oceania", eseguito dalla cantante islandese Bjork nel 2004, in occasione dell'apertura dei Giochi olimpici estivi di Atene, non aveva nessuna relazione con lo sport, ma piacque comunque a tutti. Le Olimpiadi di Atene furono, in generale, piuttosto originali sul piano musicale. La parata di tutti i Paesi partecipanti - durante la quale gli atleti marciano con orgoglio sotto le loro bandiere - fu accompagnata dalla musica arrangiata live, alla consolle, da Dj Tiesto, che per l'occasione aveva scritto otto nuove canzoni.

Il più "innocente". Il quattordicenne canadese, René Simard, che eseguì la canzone ufficiale delle Olimpiadi del 1976 “Benvenuti a Montreal”, con una voce pura, tipicamente infantile, è diventato il bambino più famoso nel mondo della musica.

La hit delle hit. Alle Olimpiadi del 1988, Whitney Houston cantò “One Moment in Time”. La canzone riscosse un grande successo, conquistando la quinta posizione nella Billboard Hot 100, la classifica dei 100 singoli più venduti e trasmessi dalle radio negli Stati Uniti, e il primo posto nelle classifiche di Regno Unito e Germania.

L’inno olimpico per eccellenza

Oltre a questi inni unici, vi è un inno olimpico ufficiale con il quale tutto ha avuto inizio. Fu composto alla vigilia dei primi Giochi olimpici di Atene nel 1896 dal compositore lirico greco Spiro Samaras, su testo del poeta greco Kostis Palamas. L’inno ufficiale viene immancabilmente suonato in entrambe le cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi. E talvolta anche, in qualità di inno nazionale, alla cerimonia di premiazione degli atleti vincitori. Ciò è avvenuto per la prima volta ad Albertville nel 1992. La squadra unificata della Csi, che non aveva una propria bandiera nazionale, utilizzò gli anelli olimpici come stemma, mentre, quando alle competizioni sportive trionfarono gli atleti dell’ex Unione Sovietica, risuonò l'inno olimpico ufficiale.

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