Il sogno olimpico di Andrea

Andrea Chiarotti (Foto: www.toriseduti.org)

Andrea Chiarotti (Foto: www.toriseduti.org)

Andrea Chiarotti, capitano della Nazionale azzurra di hockey su slittino, sarà portabandiera dell'Italia ai Giochi Paralimpici di Sochi: "L’obiettivo è arrivare alle medaglie"

Quella delle Paralimpiadi di Sochi è una storia ancora tutta da scrivere. Ma già si intreccia con le tante storie di coraggio e forza di volontà degli atleti che si sono conquistati un biglietto per la Russia. Come i ragazzi della Nazionale italiana di hockey su slittino: al loro capitano, Andrea Chiarotti, spetterà l’onore di fare da portabandiera ai prossimi Giochi Paralimpici, dal 7 al 16 marzo 2014.

Chiarotti, detto Ciaz, classe 1966, viene da Torre Pellice, cuore di una vallata torinese dove la passione per l’hockey si respira nell’aria. Questa passione gli è rimasta anche dopo che nel 1990 un incidente motociclistico lo ha privato della gamba destra. Oggi Andrea allena normodotati e disabili, insegna alla facoltà di Scienze Motorie, partecipa a progetti scolastici e intanto continua a giocare e a vincere. Quattro scudetti italiani con i Tori Seduti e l’ultimo Europeo nella Nazionale azzurra.

A lezione per le Paralimpiadi

Pensare che fino a dieci anni fa lo “sledge hockey” nemmeno esisteva, in Italia. Fu l’avvicinarsi delle Paralimpiadi di Torino a riunire un gruppo di atleti provenienti da varie discipline: da allora Ciaz e compagni non si sono più fermati.  I Giochi in casa nel 2006, l’esordio al Mondiale nel 2008, poi la prima vittoria in una gara olimpica a Vancouver e lo storico trionfo nella finale europea del 2011 contro la Repubblica Ceca. 

A Sochi, Chiarotti realizzerà un altro sogno: “È un enorme piacere giocare per la prima volta in Russia, una delle patrie dell’hockey insieme al Canada. Ho vissuto un’Olimpiade nella mia città, una in Canada, adesso la Russia. Meglio di così non si poteva sperare”. Nel girone eliminatorio l’Italia dovrà vedersela proprio con i russi, insieme a Stati Uniti e Corea del Sud: “Ci siamo già confrontati con loro nell’ultimo Mondiale, perdendo di misura contro una formazione che poi ha conquistato il bronzo”.

Lo speciale su Sochi 2014

Anche in Russia l’hockey su slittino è un fenomeno nato in seguito all’organizzazione dei Giochi invernali. Ma i padroni di casa hanno bruciato le tappe, potendo far affidamento su una grande tradizione: “I russi sono un popolo di hockeisti - spiega Chiarotti -, perciò si aspettano grandi soddisfazioni sia dai normodotati che dai disabili. Nelle Olimpiadi puntano direttamente all’oro, ma anche la squadra paralimpica è molto cresciuta: non mi stupirebbe vederli sul podio”.

Nel frattempo, gli organizzatori di Sochi 2014 si preparano a offrire una degna accoglienza alle Paralimpiadi, assicurandosi che locali pubblici e infrastrutture siano pienamente accessibili dalle persone con disabilità motorie: “I Giochi - afferma il veterano azzurro -, servono anche dal punto di vista culturale, ad esempio educando al rispetto delle regole sui parcheggi riservati e sui mezzi pubblici”. Lo conferma l’esperienza vissuta nella sua Torino prima e dopo l’evento: “Torino 2006 ha aperto una nuova strada nella storia delle Olimpiadi invernali, in termini di coinvolgimento del territorio e di attenzione mediatica. Lo stesso si può dire di Vancouver 2010. Sochi non deve far altro che proseguire questo cammino”.

Un’altra eredità positiva è la collaborazione con le scuole: “Al torneo di qualificazione per Sochi, disputato a Torino, hanno assistito quasi 4mila studenti. Aumentano i ragazzi con handicap che si avvicinano allo sport. Ma resta molto da fare: abbiamo poco più di 20mila tesserati su oltre un milione di disabili motori in Italia”. Fare attività fisica, per un disabile, è importante sia sul piano motorio che su quello psicologico. Ma la disciplina che Chiarotti insegna agli appassionati e agli studenti universitari ha un fascino che oltrepassa le barriere: “In passato più di uno tra i ragazzi normodotati che ho allenato, compresi giocatori di serie A, si sono cimentati con lo slittino. L’ice sledge è una disciplina relativamente diversa rispetto all’hockey normale perché non si può pattinare all’indietro. Il fatto che sia uno sport dinamico e fisicamente duro lo rende più difficile da praticare ma sicuramente spettacolare”.

Il prossimo appuntamento in Russia sarà senz’altro un’altra occasione per dimostrarlo. L’Italia, assicura il portabandiera, non ci andrà solo per sfilare: “Canada e Stati Uniti partono con più chance. Ma noi ci siamo guadagnati la qualificazione e ce la vogliamo giocare fino in fondo: l’obiettivo è arrivare alle medaglie”. Parola di capitan Ciaz.

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