Sochi, aspettando le gare

La stazione sciistica di Roza Khutor è pronta a ospitare le gare dei Giochi (Fonte: Paul Duvernet)

La stazione sciistica di Roza Khutor è pronta a ospitare le gare dei Giochi (Fonte: Paul Duvernet)

La stazione sciistica di Roza Khutor, che accoglierà la maggior parte delle competizioni sulla neve dei Giochi Olimpici di Sochi, ha appena aperto le piste ai turisti

Abbondanti nevicate. Freddo decisamente più rigido rispetto a quello tipico della stagione. E per una volta, si tratta di buone notizie. “Il cielo è dalla nostra parte” sorride Alexandre Belokobylsky, direttore esecutivo della stazione sciistica di Roza Khutor, l'epicentro dei Giochi di Sochi. “Per noi questa era l’unica incertezza” ha spiegato venerdì scorso, facendo visitare la stazione a un gruppetto di giornalisti arrivati da Mosca. Dai piedi della stazione sciistica (Rosa Dolina, 560 metri d’altitudine) fino alla cima di Rosa Pic (2.320 metri), una spessa coltre di neve fresca riveste ora le piste, pronte a essere solcate e percorse da migliaia di sci e di tavole da snowboard. Per premunirsi contro gli imprevisti del meteo, la stazione sciistica è stata dotata “del più potente sistema di innevamento artificiale d’Europa” sottolinea Belokobylsky, mostrando due laghi artificiali di 130mila metri cubici d’acqua destinati ad alimentare i cannoni sparaneve in caso di necessità.

I primi arrivi. Migliaia di turisti sabato 14 dicembre di primo mattino si sono accalcati per prendere le cabinovie. “Abbiamo un tasso di afflusso che si avvicina al 100 per cento della capienza, per tutta la settimana” si rallegra Jean-Marc Farini, direttore generale delle piste della stazione sciistica da tre anni per conto della Compagnie des Alpes. Facendo notare che “oggi c’è più neve qui che sulle Alpi”, Farini si occupa meticolosamente del successo commerciale della nuova stazione sciistica e di conseguenza dei servizi destinati alla clientela. “Roza Khutor è la prima stazione russa a essere conforme ai migliori standard europei” assicura. “Si tratta di una bella stazione regionale di alto livello e di qualità internazionale, ad appena due ore da Mosca”. I visitatori ai quali è destinata sono per lo più russi. “Non hanno bisogno di visto e qui tutti parlano russo”, a differenza delle altre stazioni sciistiche europee dove finora si recavano i facoltosi appassionati russi di sci. Le impressioni dei primi turisti sono sicuramente positive: “vedo enormi passa avanti rispetto ad altre stazioni sciistiche russe” spiega con la tavola in mano Aliona, una moscovita di 25 anni. “Di solito vado a sciare a Dombaï [una stazione sciistica realizzata in epoca sovietica nel Caucaso], ma lì c’è l’anarchia totale. Si deve pagare ogni singola risalita, perché gli impianti hanno proprietari diversi. Invece qui il sistema è eccellente” dice al suo gruppetto di amici seduti accanto a lei in cabinovia, e tutti sembrano condividere la sua opinione.

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Verso la cerimonia d'apertura. A causa delle Olimpiadi, la stagione turistica sarà breve. Dal 7 febbraio al 17 marzo, Roza Khutor riserva le proprie piste agli atleti. “La stazione sciistica sarà aperta completamente soltanto l’inverno prossimo, con oltre cento chilometri di piste” precisa Jean-Marc Farini. E gli stranieri? Il savoiardo resta cauto: “Penso che si potrà attirare qualche curioso, quelli che amano fare il giro delle piste d’Europa e vogliono scoprirne di nuove. Gli appassionati stranieri di sci vorranno provare queste piste almeno una volta in vita loro”. Secondo Farini, la clientela russa rappresenterà l’80 per cento di chi frequenta questa stazione sciistica: “Non penso però che ciò ridurrà la presenza degli sciatori russi in Europa”. Il numero degli sciatori russi dovrebbe in effetti aumentare rapidamente negli anni a venire, soprattutto grazie alla popolarità dei Giochi Olimpici di Sochi. In termini di prezzi, Roza Khutor punta alla classe media con pacchetti di alloggio e ski-pass equivalenti a quelli delle stazioni sciistiche francesi dello stesso livello.

Marketing. L’inclusione nel comprensorio sciistico di Roza Khura delle stazioni sciistiche vicine (Laura, Alpica Service e Gorny Karussel) dovrebbe renderla ancora più interessante come meta per lo sci, ma le trattative sono appena all’inizio. La Compagnie des Alpes del resto ha in mente di offrire un pacchetto gratuito a Roza Khutor a coloro che usufruiscono di forfait nelle stazioni sciistiche savoiarde che essa gestisce, e viceversa. “È tutta questione di marketing” dice Farini, che più di ogni altra cosa vuole far conoscere il grande asso internazionale nella manica della Compagnie des Alpes.

Le piste. La stazione caucasica dispone di incontestabili vantaggi: si allunga sul fianco nord e offre neve fresca anche grazie all’influenza del Mar Nero nelle vicinanze. La bellezza del paesaggio che si può ammirare in vetta è stupefacente. Un’ampia gamma di piste di vari gradi di difficoltà offre grande scelta agli appassionati di sci, fino a due piste nere che hanno “muri” con pendenze del 69 e del 68 per cento. I provetti sciatori non potranno che apprezzare, mentre gli altri getteranno un’occhiata atterrita e passeranno oltre. “I russi non hanno paura di niente” dice divertito Jean-Marc Farini, con gli sci ai piedi, mentre osserva un gruppetto di appassionati di snowboard divertirsi su una di quelle piste. L’esperto savoiardo, in passato soccorritore, dichiara in ogni caso che la sicurezza degli sciatori è garantita dalla stazione sciistica purché restino sulle piste battute e non vadano fuoripista. In questa giornata inaugurale, egli ispeziona metodicamente le piste e i tracciati di risalita, richiamando i dipendenti quando trova qualcosa che non lo soddisfa pienamente. Restano ancora da regolare alcune cose prima di arrivare ai livelli delle migliori stazioni sciistiche (prevendita dei pacchetti, norme per le file d’attesa, assortimento dell’offerta dei rifugi e così via), ma in ogni caso il Caucaso ormai compare a tutti gli effetti sulle cartine geografiche di riferimento degli appassionati di sci più esigenti.

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