Il futuro dei fischietti

L'ex arbitro Roberto Rosetti (Foto: Itar Tass)

L'ex arbitro Roberto Rosetti (Foto: Itar Tass)

Roberto Rosetti lascia la guida degli arbitri di calcio della Federazione. Innovazioni e molto lavoro svolto. Ma alcuni problemi sono ancora sul tavolo

L’ex fischietto italiano Roberto Rosetti lascia la guida del dipartimento arbitrale del calcio russo. Prima dell’addio, il miglior arbitro del mondo 2008 ha affermato che i giudici di gara della Federazione hanno davanti a sé un grande futuro. Ciononostante, nessun arbitro russo parteciperà al Campionato mondiale di calcio 2014. Rosetti è stato uno dei migliori arbitri europei degli anni 2000. L'apice della sua carriera è stata la finale del Campionato europeo del 2008. Sempre nel 2008, è stato nominato miglior arbitro dell’anno dalla Federazione internazionale di storia e statistica del calcio.

Un fischietto italiano
sui campi di calcio russi

Chiamato a sovraintendere il lavoro degli arbitri russi dall’ex presidente della Federazione russa calcio Sergei Fursenko, l'italiano ha accettato con entusiasmo l’incarico. Rosetti partecipava alle partite nelle varie regioni, si preoccupava di trovare nuovi arbitri, di farli ruotare tra le varie serie e di dare a quelli locali nuovi stimoli. Sotto Rosetti, i fischietti russi hanno iniziato a essere pagati esclusivamente per le partite che dirigevano. Niente stipendi. Una partita nella Premier League russa erano 2.500 euro. Nonostante gli sforzi, il lavoro di Rosetti alla fine non ha dato i risultati sperati. Il fatto che nessuno degli arbitri russi sia stato incluso nella lista dei 156 candidati a partecipare al Campionato mondiale di calcio 2014 è una dimostrazione chiara ed evidente della difficile situazione, a livello di personale, che sta vivendo il settore arbitrale russo. Secondo l’ex fischietto italiano questo fallimento sarebbe legato al numero davvero irrisorio di giudici di gara professionali in Russia. Nella Federazione russa si contano 3.500 arbitri, in Italia 35mila e in Germania 85mila. Le differenze sono evidenti. Rosetti, dopotutto, era stato chiamato proprio per migliorare la situazione.

Secondo Anatoly Vorobyov, segretario generale della Federazione russa calcio, gli alti dirigenti del calcio russo erano contenti dell’operato dell’italiano ed erano disposti a concedergli del tempo per migliorare la situazione. Poi, però, si sono interposte motivazioni di natura personale. Rosetti ha subito recentemente la perdita del padre. Ciò lo ha costretto ad assentarsi spesso dalla Russia per recarsi in Italia. È probabile che proprio questo fattore abbia giocato un ruolo chiave nella sua decisione. La supervisione degli arbitri russi verrà ora affidata a un’altra persona. L’ex fischietto della Fifa Igor Egorov non ha un’opinione molto alta dell’operato di Rosetti. “Roberto ha insegnato ai giudici di gara russi a pensare come gli arbitri occidentali. E gli siamo davvero grati per questo. Ora i nostri arbitri non hanno paura di sollevare il cartellino e di squalificare un giocatore nei momenti cruciali di una partita. Ciononostante nell’operato dell’italiano si osservano anche grossi errori. Ritengo che incarichi simili, nella nazionale e nella Federazione calcistica russa, andrebbero affidati a specialisti russi. Roberto si è rivelato poco deciso, preferendo la carota al bastone. In Russia abbiamo una mentalità secondo cui l’individuo deve essere mantenuto in costante tensione, altrimenti si rilassa e compie il suo dovere con noncuranza. In due anni e mezzo, Roberto non è riuscito a capire questo. Quando un arbitro sbagliava, lui continuava comunque a ingaggiarlo. E così abbiamo perso i nostri migliori arbitri”.

L’arbitro della Fifa Sergei Khousainov ritiene che Rosetti abbia fatto una scelta davvero coraggiosa a lasciare il suo incarico. “Si tratta di una decisione davvero coraggiosa da parte di Rosetti. Voleva costruire un corpo arbitrale moderno, ma si è scontrato con varie difficoltà. Rosetti, ad esempio, arrivò in Russia quando la generazione forte dei nostri arbitri era appena andata in pensione, ritrovandosi a lavorare con i più giovani. Aveva bisogno di tempo, ma nessuno glielo voleva concedere. Tutti volevano vedere già i risultati. Rosetti ha fatto tutto quello che poteva, ma lo sforzo di un solo uomo non è sufficiente. Ritengo che il successore di Rosetti dovrebbe continuare la sua linea. Affidarsi ai giovani arbitri, avere fiducia in loro e sostenerli”. Va aggiunto che grazie all’italiano, nel 2012, la Russia ha aderito alla Convenzione arbitri della Uefa, che permette ai giudici di gara russi di prepararsi seguendo i programmi dell’organizzazione e di fare pratica assieme ai colleghi occidentali.

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