Le giovani stelle di Sochi

La Russia si sta facendo notare a livello mondiale nello sci acrobatico (Foto: Vladimir Pesnya / Ria Novosti)

La Russia si sta facendo notare a livello mondiale nello sci acrobatico (Foto: Vladimir Pesnya / Ria Novosti)

Guida ai talenti della Federazione da tenere d'occhio. Dallo sci acrobatico allo Skeleton. Tutti pronti a stupire il mondo intero

Nessuno ci avrebbe scommesso nulla. Se un anno fa un esperto avesse detto che la nazionale russa poteva aspirare a una medaglia nello sci acrobatico, la sua affermazione avrebbe senza dubbio suscitato un sorriso sarcastico. Ora, però, la situazione è cambiata. E in maniera radicale. Il freestyler ventunenne originario di Yaroslavl, Pavel Krotov, sta disputando una stagione davvero eccezionale. Già nella prima tappa della Coppa del Mondo di freestyle, a Mont Gabriel (Canada), il giovane atleta ha regalato alla squadra russa la prima vittoria in questa disciplina negli ultimi sette anni. Krotov ha superato senza alcuna difficoltà il campione in carica, il canadese Olivier Rochon, e l’atleta giapponese Naoya Tabara. Per il giovane russo si tratta solo della seconda stagione ai grandi livelli.

Nel 2012 Krotov soffrì diversi infortuni e a un certo punto pensò persino di appendere gli sci al chiodo. Ma il suo personal trainer lo aiutò a superare il difficile periodo. Ora come ora Krotov è uno dei favoriti a Sochi. Ha ottime probabilità di competere per un posto sul podio. “Il mio programma è già pronto e vi posso assicurare che in termini di complessità esso non ha nulla da invidiare ai programmi dei miei avversari cinesi, che sono soliti dominare le classifiche. Se riuscirò a realizzare con precisione ogni singolo salto, ho delle buone possibilità di trionfare. Tuttavia, devo ancora lavorare un po’ sugli atterraggi. Devo cercare di ammortizzare meglio il peso. Questo perché quando si atterra da un’altezza pari a quella di una casa di tre piani, si esercita un grande carico sulle ginocchia e la colonna vertebrale”.

Mentre Krotov pensa a perfezionare la propria tecnica, un’altra speranza olimpica russa, la ventiquattrenne Olga Potylitsina, campionessa di skeleton, si è ripresa da una grave lesione alla gamba ed è pronta a dare filo da torcere alle sue principali rivali. Alla fine di ottobre, Olga si è aggiudicata l’oro nella Coppa di Russia, il terzo della sua carriera, stabilendo un nuovo record di pista a Sochi (2 minuti e 1,16 secondi). Questo risultato dovrebbe essere sufficiente a garantirle un posto sul podio olimpico. Per incrementare le possibilità di vittoria, la Potylitsina deve in ogni caso lavorare sulla stabilità. L’anno scorso la giovane ha alternato grandi partenze con autentici fallimenti.

Lo speciale su Sochi 2014

La Potylitsina aveva iniziato la carriera sportiva nello sci, ma dopo aver subito un grave infortunio si rese conto che non sarebbe più stata in grado di raggiungere traguardi importanti in questo sport. Per questo motivo, nel 2007, su consiglio del padre, Olga decise di cimentarsi nello skeleton. Nel giro di sei anni è diventata la leader della nazionale russa in questa disciplina. 138 km/h è il record di velocità stabilito dalla giovane atleta originaria di Krasnoyarsk. La pista di Sochi è meno ripida, pertanto il livello di velocità sarà inferiore ma ciò non significa che non possa riservare delle sorprese.  “La pista olimpica ha un paio di tratti piuttosto complessi, dove è facile sbagliarsi e commettere degli errori”, spiega la Potylitsina. “È proprio da questi tratti che dipende il risultato della gara. So bene quali sono; e solo l’agitazione potrebbe giocarmi dei brutti scherzi. Ho imparato molto dall’anno scorso e in questa stagione sono pronta a dare il massimo”.

La Russia può puntare in alto anche nel biathlon, lo sport invernale più popolare del Paese. Se nel biathlon femminile la Russia continua ormai da parecchi anni a mantenere il proprio prestigio, nella versione maschile, con l’uscita di Pavel Rostovtsev, Vladimir Drachev, Alexander Tikhonov, i tifosi si sono già dimenticati il sapore delle grandi vittorie. Ciononostante, la nuova generazione di biatleti russi fa ben sperare. Gli occhi sono tutti puntati sui due venticinquenni Evgeny Garanichev e Timofey Lapshin e in particolare sul ventiseienne Dmitry Malyshko. Quest’ultimo ha iniziato a gareggiare ai grandi livelli solo un paio di anni fa. Egli è comunque riuscito a farsi notare in fretta. Secondo gli esperti, il ventiseienne è uno dei favoriti ai Giochi di Sochi, tanto nello sprint quanto sulle lunghe distanze.

Per il momento, i maggiori traguardi raggiunti da Dmitry sono: quattro vittorie nella Coppa del Mondo del 2013, la medaglia d’argento nella staffetta del Campionato mondiale del 2010 e il premio "Rookie of the Year" per la stagione 2011/2012. Dmitry è un grande fan del WRC e della Formula 1. Nel caso in cui vinca l’oro a Sochi, il giovane vuole realizzare il suo sogno, ovvero compiere un giro di prova a bordo di un bolide della F1. Il direttore esecutivo di Marussia Motors, Nikolay Fomenko, ha già fatto questa promessa al biatleta. “Se la salute mi assiste, sono sicuro di farcela”, dice Malyshko. “La scorsa stagione, ad esempio, quasi in ogni gara ho conquistato una medaglia. Attendo con ansia il momento in cui potrò competere con Martin Fourcade ed Emil Hegle Svendsen. Sono desideroso di batterli nella mia patria”.

Impressionante anche il progresso dei fratelli ventiseienni Andrey e Sergey Volkov, che hanno registrato ottimi risultati nel freestyle, nella specialità “gobbe”. La scorsa stagione, nella tappa della Coppa del Mondo a Deer Valley (USA), Andrey è arrivato terzo nella specialità “gobbe”, mentre il fratello Sergey ha vinto la gara. Per la prima volta dal 2008 i russi sono comparsi in vetta alla classifica di questo sport olimpico. In totale, durante tutta la durata della Coppa del Mondo, la squadra russa si è portata a casa ben dieci podi e a Sochi ci si aspetta di ripetere questo ottimo risultato.

Anche nel pattinaggio artistico, una disciplina sportiva in cui gli atleti sovietici e russi si sono sempre distinti, i talenti non mancano: la quindicenne Yulia Lipnitskaya, le diciasettenni Lisa Tuktamysheva, Adelina Sotnikova, Polina Korobeynikova e il diciannovenne Maxim Kovtun sono già pronti a dare sfoggio delle loro abilità. Adesso rimane solo da vedere chi riuscirà a superare al meglio la competizione all’interno della squadra stessa.

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