Speranze a stelle e strisce per il basket russo

Il difensore russo Sergei Karasev (Foto: Ria Novosti)

Il difensore russo Sergei Karasev (Foto: Ria Novosti)

Andrei Kirilenko, Sergei Karasev, Alexei Shved, Timofei Mozgov. Ecco l'identikit dei quattro cestisti della Federazione impegnati nella stagione Nba in corso

Sulla scia di Andrei Kirilenko. La tendenza si attesta. Anzi, cresce. Nella prossima stagione Nba, saranno impegnati quattro cestisti russi: Sergei Karasev, Alexei Shved, Timofei Mozgov e lo stesso Kirilenko. E iniziano il campionato di Basket più importante del pianeta con molte ambizioni e qualche preoccupazione. Perchè l'occasione è unica.

Il debutto di Karasev

Il difensore russo Sergei Karasev, che l’anno scorso giocò per il Triumf, una squadra cestistica della regione di Mosca, è stato selezionato dai Cleveland Cavaliers come 19° scelta nel Draft Nba 2013. Secondo Andrei Kirilenko, il miglior giocatore russo nella storia dell’Nba, “i Cleveland Cavaliers sono una squadra che punta molto sui giocatori giovani, pertanto Karasev si trova nel “luogo più adatto” a lui”.

“Mike Brown è conosciuto per essere un allenatore che scommette molto sui giocatori giovani. Nelle sue posizioni giocano Dion Waiters e Alonzo Gee. Si tratta di buoni giocatori che al momento, però, non sono ancora sicuri al 100 per cento di giocare davanti a Sergey. Se tutto va bene, penso che egli possa lottare con loro per guadagnarsi un posto in campo. Se non nel quintetto iniziale, perlomeno alternandosi con loro dalla panchina”, ha dichiarato Kirilenko all’agenzia R-Sport.

Saranno quattro i cestisti russi impegnati nella prossima stagione Nba (Foto: Ria Novosti)

Kirilenko, il campionato o le nozze

Nel 2011, dopo aver militato per 10 anni negli Utah Jazz, Andrei Kirilenko è tornato in Russia a causa del lockout dell’Nba e ha firmato un contratto con il CSKA Mosca. L’accordo prevedeva la possibilità di ritornare all’estero al termine del lockout. Kirilenko ha però rifiutato l’offerta ed è tornato all’Nba nell’estate del 2012, dopo aver firmato un contratto di tre anni con i Minnesota Timberwolves, dove gioca anche un altro campione russo, il difensore Alexei Shved.

Nel 2009, Mikhail Prokhorov aveva acquistato la quota di controllo dei New Jersey Nets e la mossa aveva subito scatenato una serie di voci secondo cui Kirilenko sarebbe prima o poi passato alla squadra del magnate russo. E così è stato. L’attaccante ha rescisso il contratto con i “lupi” e ne ha firmato uno nuovo con i Nets, che nel 2012 si sono ufficialmente trasferiti a Brooklyn, cambiando nome in Brooklyn Nets. “Sono davvero molto contento che Andrei si sia unito alla mia squadra. Dopotutto egli iniziò la sua carriera principale proprio con me, quando ero proprietario del CSKA. In tre anni, è passato dall’essere un giocatore di grandissimo talento a un vero e proprio leader, tanto della nostra squadra quanto della nazionale. E ora, con il più forte giocatore russo dell’NBA in squadra, vinceremo il titolo”, ha dichiarato Prokhorov a R-Sport.

“Mi è stata data una possibilità davvero unica: quella di giocare in una squadra composta da giocatori di basket di altissimo livello. Si tratta davvero di un’ottima opportunità per vincere il titolo”, ha affermato Kirilenko ai microfoni di R-Sport. La scorsa estate, i Brooklyn Nets sono stati protagonisti di un’altra mossa che ha suscitato molto rumore a livello mediatico. Il 13 giugno 2013 il quarantenne Jason Kidd, fresco di ritiro come giocatore dei New York Knicks, è stato ingaggiato come allenatore della squadra. Tra l’altro, manca ancora una stagione e poi Prokhorov si vedrà costretto a mantenere fede alla sua promessa: “O i Nets vincono il campionato o mi sposo”, aveva detto il magnate russo. I Brooklyn e i Cleveland hanno inaugurato la stagione sfidandosi a Cleveland il 30 ottobre.


Alexei Shved (Foto: Ria Novosti)

Shved, il ripetente

Alexei Shved aveva iniziato brillantemente la sua prima stagione all’Nba nel 2012: il russo riusciva a totalizzare 10 punti a partita, con un tempo di gioco di soli 30 minuti. Verso fine stagione, tuttavia, il suo rendimento è andato scemando con una percentuale di tiri da dietro l’arco ferma al 30% - un risultato che l’allenatore Rick Adelman non si aspettava di certo dal suo difensore.

Il secondo anno è quello più importante: è quando il giocatore deve sfruttare gli anticipi concessi nel corso della prima stagione. Come se non bastasse si sta creando una concorrenza sempre più accesa attorno alla posizione di Shved nei Minnesota Timberwolves. Oltre a Ricky Rubio che milita nei “lupi” dal 2011, la squadra conta anche sulla guardia tiratrice Kevin Martin, fresco di un contratto di quattro anni del valore di 28 milioni di dollari. “La squadra è più forte adesso rispetto all’anno scorso. Questo, grazie alla presenza di giocatori esperti. Se ci fosse stato anche Andrei Kirilenko, sarebbe stata ancora più forte. C’è chi non ci considera dei pretendenti ai playoff. A noi, però, non interessa quello che pensa la gente. Dovremmo farci da parte e lasciare giocare qualcun altro, solo perché c’è qualcuno che dice che non passeremo i playoff?”, ha commentato Shved.

Timofei Mozgov (Foto: Photoxpress)

Il rilancio di Mozgov

Quella dell’anno scorso è stata una stagione molto confusa per i Denver Nuggets. La squadra ha giocato bene nella stagione regolare, raggiungendo un record di 57 vittorie, ma è stata eliminata al primo turno di playoff, suscitando ulteriori dubbi circa il potenziale di vincita della squadra. Il russo Timofei Mozgov ha trascorso quasi tutta la stagione in panchina, come riserva.

Durante l’estate, però, l’allenatore George Karl, che aveva riposto così poca fiducia nel centro russo, è stato licenziato. A differenza del predecessore, il nuovo allenatore Brian Shaw vede un grosso potenziale in Timofei. “Timofei mi aveva impressionato già quando giocava con i New York Knicks. Mozgov apporta dimensione e forza sotto il canestro. Tra tutti i nostri grandi giocatori, è colui che meglio si adatta agli schemi difensivi della squadra, giocando abilmente la sua posizione e reagendo sapientemente in base alle situazioni”, ha rilasciato Shaw al Denver Post.

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