Zoeggeler, portabandiera dell'Italia a Sochi 2014: "Grande responsabilità per fare meglio"

Armin Zoeggeler rappresenterà l'Italia ai Giochi olimpici invernali di Sochi 2014 (Foto: Imago / Legion-Media)

Armin Zoeggeler rappresenterà l'Italia ai Giochi olimpici invernali di Sochi 2014 (Foto: Imago / Legion-Media)

Intervista al fuoriclasse dello slittino, che, tra qualche giorno, proverà le piste dei prossimi Giochi invernali, le stesse dove a febbraio rincorrerà la sesta medaglia olimpica

L’orgoglio di rappresentare l’Italia ai Giochi invernali di Sochi 2014. La responsabilità di essere la punta del nostro Paese, in un momento difficile, per il Paese stesso e lo sport. Armin Zoeggeler, il fuoriclasse dello slittino, sei medaglie a cinque cerchi (oro a Salt Lake City 2002 e Torino 2006, argento a Nagano 1998, bronzo a Lillehammer 1994) è a quattro mesi dall’ultima Olimpiade della sua carriera, in cui sarà portabandiera azzurro nella cerimonia d’apertura.

Lo speciale su Sochi 2014

Tra allenamenti in Nordeuropa, l’adrenalina per l’appuntamento sul Mar Nero, l’enigma delle condizioni di gara in Russia. Sullo sfondo, l’incertezza sul futuro, da decifrare nel post Olimpiade.

È passata qualche settimana dalla scelta del Coni di nominarla portabandiera italiana a Sochi 2014. Quali le sensazioni, a freddo?

Ora avverto soprattutto tante responsabilità. E un’attenzione nei miei confronti, tipo le interviste con i giornalisti, che ho ravvisato poco in passato, nonostante le medaglie olimpiche vinte. Diciamo che è una spinta a fare meglio. Ora spero che questa visibilità svanisca un po’. Ho gli allenamenti, devo prepararmi per bene.

La prima cosa che ha fatto, dopo aver appreso la notizia.

Il mio nome girava già da un po’ tra i candidati ma non ci facevo caso. Pensavo solo alla mia preparazione. È stata una grande felicità, condivisa con l'Arma (Carabinieri) e con il tecnico della squadra di slittino, Dietmar Pirhofer, con la mia famiglia. È un momento storico per lo slittino.

Una chiusura del cerchio della sua carriera. Portabandiera alla cerimonia di chiusura ai Giochi di Torino 2006, ora a quella di apertura, otto anni dopo.

È vero, ma non voglio pensare alla chiusura, alla fine della corsa. I Giochi sono tutto per uno sportivo, un’occasione unica per tutti. Solo a questo devo pensare.

Lei è stato a Mosca, qualche giorno fa, per lanciare il Samsung Team, un gruppo internazionale di stelle che a febbraio 2014 parteciperà all'Olimpiade invernale. Unico slittinista e azzurro della lista. E ha iniziato a respirare l’aria dei Giochi di Sochi...

E la prossima settimana saremo a Sochi, sul circuito di gara per test e allenamenti. Per la prima volta potrò vedere all’opera gli avversari delle altre Nazionali che si giocheranno il podio. Che resta il mio obiettivo, anche se i giovani vanno forte e la fatica, soprattutto in partenza, si fa sentire. Ci siamo allenati duramente a Lillehammer, in Norvegia, che a metà novembre 2013 ospiterà la prima gara di Coppa del Mondo. Siamo nella fase centrale della preparazione, ora si deve accelerare.

È consapevole che, se riuscisse a centrare la sesta medaglia olimpica, in una singola specialità, in altrettante edizioni dei Giochi, otterrebbe un primato che solo Valentina Vezzali, nella scherma, potrebbe eguagliare?

Sì, lo so, ma ora non ci penso. Sono sincero, spero di leggere più volte questa notizia su quotidiani, siti o libri. Ma a fine carriera…

Ha più volte fatto capire che il post carriera potrebbe arrivare presto, dopo i Giochi invernali di Sochi.

Mi prenderò un periodo lungo di riflessione. Assaporando le sensazioni delle Olimpiadi di Sochi, per poi prendere una decisione.

Cosa vuol dire essere il simbolo dello sport italiano in questo momento particolare per il nostro Paese?

Mi responsabilizza al 100 per cento, considerando la poca copertura mediatica dello slittino, che non è lo sci alpino o lo sci di fondo. Vivo spesso all’estero, torno in Italia soprattutto per vedere la famiglia e rilassarmi un po’ ma ci tengo a portare in alto l’onore del Paese.

Qual è l’incognita che potrebbe metterla in difficoltà in Russia, a parte gli avversari?

Le condizioni di gara. A Sochi può nevicare, possiamo trovare anche una temperatura di dieci gradi, oppure -15, ma con vento e sole. Servirebbe una temperatura costante sotto lo zero, altrimenti gli outisider potrebbero salire sul podio al posto dei favoriti.

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