Sochi 2014, gli stadi a un tiro di schioppo

Gli impianti sportivi in costruzione a Sochi hanno spinto il capo del Comitato organizzatore ad etichettare la città come "il più grande cantiere del mondo" (Foto: Sergei Mikheev / RG)

Gli impianti sportivi in costruzione a Sochi hanno spinto il capo del Comitato organizzatore ad etichettare la città come "il più grande cantiere del mondo" (Foto: Sergei Mikheev / RG)

Il Parco Olimpico dell'edizione 2014 vanta di essere il complesso di strutture sportive più "compatto" della storia dei Giochi invernali, pronto a offrire il massimo comfort

Gli organizzatori del più importante evento invernale degli ultimi quattro anni sono orgogliosi di sottolineare che le Olimpiadi di Sochi saranno le più "compatte" della storia dei Giochi. I due palazzi in cui si svolgeranno le partite di hockey – il “Bolshoj” e lo “Shajba” – distano duecento metri uno dall’altro. A Vancouver, per fare un confronto, per vedere la nazionale di hockey bisognava andare dall’altra parte della città e per arrivare al Centro di pattinaggio di Richmond ci voleva un’ora e mezza. A Sochi invece per ammirare dal vivo i maestri del pattinaggio di velocità è sufficiente una passeggiatina di cinque minuti dal centro stampa.

Insomma, per i giornalisti lavorare al Parco Olimpico di Sochi sarà soltanto un piacere. Anche per i tifosi la vicinanza degli impianti sarà vantaggiosa. Tutte le strutture in cui si lotterà per conquistare una medaglia sono già pronte; in ciascuna di esse si sono svolti parecchi test di prova. I lavori di costruzione nel Parco Olimpico sono in corso soltanto nello stadio “Fisht”, dove si terranno le cerimonia di apertura e di chiusura dei Giochi e saranno premiati i vincitori.

Lo speciale su Sochi 2014

“Shajba” è stato l’ultimo impianto ad accogliere gare di prova: di recente vi si è svolto il torneo delle quattro nazioni di hockey su slittino, dopo il quale, senza nemmeno una pausa, sono iniziati e si stanno svolgendo gli allenamenti della nazionale femminile del Canada arrivata a Sochi per le due amichevoli contro la Russia. 

“Il nostro stadio è molto accogliente, a misura d’uomo. È confortevole, c’è un buon microclima e il ghiaccio è ottimo”, spiega il rappresentante della ditta costruttrice Sergej Tutushkin. Egli afferma che “l’unicità del Palaghiaccio sta nell’essere adatto per le persone con scarsa mobilità. Lungo tutto il perimetro ci sono moltissimi posti per i diversamente abili”.

Inizialmente lo “Shajba” era stato costruito con l’intenzione di poterlo smantellare e trasportare in un altro luogo; alla fine, però, si è deciso di lasciarlo qui dopo i Giochi, nel Parco Olimpico. “Abbiamo fatto due conti, sarebbe costoso e controproducente. È magnifico che la struttura rimanga a Sochi, ospiterà un centro di cure per bambini - aggiunge Tutushkin. - I bambini ovviamente vivranno da un’altra parte, ma il Palazzo del Ghiaccio diventerà uno spazio per gli allenamenti, dove prepareremo i nostri futuri campioni”.

Per ora nello “Shajba” si gioca a hockey, mentre il fratello maggiore, il “Bolshoj”, si sta preparando per un’iniziativa per nulla sportiva. Nell’arena da 12.000 posti che da fuori ricorda un disco volante il 26 settembre 2013 inizieranno i lavori del Forum Internazionale degli Investimenti “Sochi 2013”. “Ancora una volta si dimostra la polifunzionalità della struttura, adatta a ospitare eventi sportivi e molto altro. Può funzionare da sala da concerto e da centro espositivo”, racconta Natalja Cherepanova, specialista del servizio di attività organizzative e sportive per la direzione del Palazzo del ghiaccio “Bolshoj”.

La particolarità del “Bolshoj”, apprezzata da qualsiasi tifoso, è nei sedili rivestiti in tessuto che, al contrario della tradizionale plastica, riparano dal freddo. I sedili foderati non sono però l’unico motivo di vanto: “Questo cubo pesa 22 tonnellate, è stato realizzato appositamente per il Bolshoj” e Natalja Cherepanova indica l’enorme parallelepipedo con i maxischermi, sospeso esattamente al centro della pista. “Non ha nemmeno uno spigolo, gli angoli sono arrotondati e questo permette di proiettare a 360 gradi i replay e la diretta di tutto quello che succede tra le mura del Palaghiaccio e al di fuori”.

Un’altra peculiarità del “Bolshoj” è rappresentata dai 12 spogliatoi, 8 dei quali sistemati nella struttura principale e 4 in quella destinata agli allenamenti. Durante il torneo olimpico di hockey a ogni squadra sarà assegnato uno spogliatoio; la Nazionale russa ha già scelto il suo.

Il centro di pattinaggio di velocità “Adler Arena” è per superficie il più grande impianto del Parco Olimpico. Anche dall’esterno è fatto in modo da non dare adito a dubbi sul suo impiego futuro: dopo i Giochi infatti qui nascerà un centro espositivo, ma al momento gli operai sono impegnati a rendere ideale il rivestimento per il pattinaggio di velocità sul ghiaccio. “Il ghiaccio non si è sciolto da novembre 2012, perché, a differenza di quello per l’hockey o per il pattinaggio artistico, più invecchia più migliora: è più compatto e trattiene meno aria. Ogni giorno gli addetti ne tolgono uno strato sottile e ne aggiungono uno nuovo”. Dmitri Grigorev, responsabile dell’impianto “Adler Arena”, svela qualche segreto.

Nel Palaghiaccio non fa caldo, la temperatura dell’aria oscilla tra i 15 e i 17 gradi, considerata ottimale per il ghiaccio. Durante i Giochi sulle tribune farà un po’ più caldo, 3-4 gradi in più, ma non certo a scapito della qualità del rivestimento: un moderno sistema di ventilazione crea una cortina d’aria tra le tribune e le piste di ghiaccio.

Il tetto del Palazzo di Ghiaccio è coperto all’interno da un materiale argenteo che ricorda la carta stagnola. Come spiega Dmitri Grigorev “diminuisce di quasi dieci volte l’emissione termica dal tetto sul ghiaccio. La stessa arena funziona da termos; le pareti, le vetrate e il soffitto permettono agli addetti di tenere d’occhio più facilmente il clima”.

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