Il calcio russo perde i finanziamenti di Abramovich

Roman Abramovich resta proprietario del club londinese Chelsea FC, per il quale ha speso più di 185.000.000 di dollari nella prima stagione dopo l'acquisizione del club. Ma, secondo "Forbes", il magnate si sarebbe rifiutato di finanziare i preparativi per la Coppa del Mondo 2018 che si terrà in Russia (Foto: Reuters / Vostock Photo)

Roman Abramovich resta proprietario del club londinese Chelsea FC, per il quale ha speso più di 185.000.000 di dollari nella prima stagione dopo l'acquisizione del club. Ma, secondo "Forbes", il magnate si sarebbe rifiutato di finanziare i preparativi per la Coppa del Mondo 2018 che si terrà in Russia (Foto: Reuters / Vostock Photo)

Il magnate, patron del Chelsea, ha annunciato di interrompere l'elargizione di fondi per migliorare le infrastrutture sportive del suo Paese e creare nuovi centri di formazione per giovani talenti

Il magnate Roman Abramovich dice addio al calcio russo. Il proprietario del Chelsea, così come ha confermato John Mann, capo ufficio stampa della Millhouse Capital Uk Ltd, la società controllata dallo stesso Abramovich, smetterà di finanziare progetti legati al mondo del pallone russo. “La decisione è motivata dalla cessazione dell’attività della Fondazione Accademia nazionale di calcio (Naf)”, ha spiegato John Mann. 

“La notizia non ci ha certo colti di sorpresa - ha dichiarato il presidente del consiglio d’amministrazione dell’Accademia nazionale di calcio russa, Sergei Karpov -. Tutti gli obiettivi che si prefiggeva l’Accademia nazionale di calcio sono stati conseguiti: è stata creata una base materiale e con l’aiuto di alcuni allenatori olandesi abbiamo realizzato un programma di formazione. E ora non c’è più bisogno di investimenti ingenti com’era invece nella fase iniziale”.

L’Accademia nazionale di calcio ha contribuito con la sua attività a dare grande impulso al football russo. Nell’arco di alcuni anni di lavoro la fondazione è riuscita a far costruire 130 campi da gioco con tappeti erbosi artificiali e a finanziare numerosi programmi di formazione calcistica per bambini. Il budget della fondazione era di circa 1 miliardo di rubli, e sulla base di questi fondi l’Accademia nazionale di calcio ha investito complessivamente dai 150 ai 200 milioni di dollari.

Non va dimenticato che il progetto più clamoroso dell’Accademia nazionale di calcio è stato quello realizzato nel 2010, quando l’olandese Guus Hiddink lasciò il suo posto di commissario tecnico della Nazionale russa. L’olandese, così come tutto il suo staff e i trainer delle squadre giovanili, riceveva il suo stipendio direttamente dai fondi assegnati come donazione alla Federcalcio russa dall’Accademia nazionale di calcio.

Il finanziamento annuale di tutte le squadre costava all’Accademia più di 20 milioni di euro, di cui secondo fonti non ufficiali, 7 milioni andavano al solo Hiddink per il suo stipendio. Tuttavia, dalla fine dei Campionati europei di calcio del 2012, dopo l’abbandono di Sergei Fursenko della presidenza di Federcalcio, la principale fonte di finanziamento dell’organizzazione sono le strutture di Gazprom.

Da allora l’attenzione della Fondazione si è concentrata su due progetti meno eclatanti: la costruzione di campi da football e il sostegno all’Accademia di calcio Konoplev, che negli ultimi anni è diventata uno dei centri più attivi di formazione calcistica. Tanto per dirne una, il centrocampista del Cska Mosca e della Nazionale russa,  Alan Dzagoev, si è formato all’Accademia Konoplev.

Roman Abramovich continua a essere proprietario del Chelsea, squadra nella quale, solo nella prima stagione della sua acquisizione, ha investito più di 120 milioni di sterline. Secondo quanto pubblicato dalla rivista Forbes, il magnate si sarebbe detto contrario a finanziare l’organizzazione dei Campionati mondiali di calcio che si terranno in Russia nel 2018.

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