I Mondiali di atletica visti da dietro le quinte

Un esercito di volontari, tecnici e agenti della polizia ha partecipato, dietro le quinte, ai Mondiali di atletica di Mosca (Foto: Mikhail Sinitsyn / RG)

Un esercito di volontari, tecnici e agenti della polizia ha partecipato, dietro le quinte, ai Mondiali di atletica di Mosca (Foto: Mikhail Sinitsyn / RG)

Un esercito di volontari e collaboratori ha contribuito, nell'ombra, alla realizzazione del Campionato tenutosi a Mosca. I racconti dei protagonisti

I Campionati del Mondo di atletica che si sono svolti a Mosca dal 10 al 18 agosto 2013 non hanno chiamato a raccolta solamente 206 Paesi, 1.974 atleti, 2.000 tra allenatori ed assistenti, ma hanno riunito anche 3.500 volontari, centinaia di giudici di gara, 200 squadre di soccorritori, 2.000 agenti della polizia e un grandissimo numero di collaboratori che hanno lavorato nell’ombra per garantire la sicurezza durante le gare, per garantire i collegamenti televisivi e telefonici, e per far funzionare la grande macchina dei Campionati.

I più bei momenti
dei Mondiali di atletica

Vladimir Berezin, responsabile del centro volontario di accoglienza turistica, spiega che gli stranieri in visita ponevano ogni volta le stesse domande:  dove si possono acquistare le miniature degli atleti, dove è possibile recuperare il programma delle competizioni, perché è vietato bere birra all’interno degli stadi… e perché i russi non sorridono mai. “Ad alcune domande non sapevamo cosa rispondere – racconta -. Noi, al contrario, ci siamo chiesti perché c’erano così pochi tifosi cinesi. Secondo alcune statistiche, a Mosca ci sono soprattutto turisti provenienti dalla Cina. È per questo motivo che noi abbiamo preparato parecchi opuscoli in cinese. Ma alla fine ci siamo resi conto che le pile di brochure in questa lingua restavano perlopiù intatte. Mentre quelle in giapponese andavano a ruba. Si sono presentati anche molti tifosi spagnoli, africani e dalla Giamaica”.

Aleksandr Mulik, collaboratore nei punti ristoro degli atleti: “Tra i nostri compiti c’è anche quello di garantire ai partecipanti cibo e ghiaccio. Non tutte le squadre possono permettersi di piazzare propri rappresentanti lungo il tragitto della maratona, perché non tutti hanno a disposizione così tanti collaboratori. In casi come questo, noi recuperiamo dei volontari. Le maratone sono state particolarmente impegnative: lungo il fiume Moscova c’erano 28 gradi. L’aria non era per niente fresca, ma umida e pesante”.

Alexei è stato invece impiegato come commesso in uno dei negozi ufficiali dei Mondiali. “Le maglie della Giamaica sono state vendute come il pane. Non solo per i loro colori vivaci, ma soprattutto per il sostegno a Bolt. Sappiamo bene che è stato lui il protagonista assoluto di questo Campionato del Mondo”.

Sergei Gostev fa parte della squadra impiegata per mantenere l’ordine. “Nelle gare di atletica, gli incidenti per fortuna sono rari – ha spiegato -. Generalmente tutto si svolge in tranquillità. Il nostro compito è quello di garantire che gli spettatori non si infilino nel tragitto sul quale correranno gli atleti”.

Ramil Sitdikov, fotografo, spiega che l’atletica è uno degli sport più difficili da fotografare. “Alcune discipline sono anche pericolose: quando ci si ritrova nel territorio della competizione, e si vede ad esempio un giavellotto che vola verso di te, bisogna avere un buon sangue freddo per non girarsi e correre verso un luogo più sicuro. L’accoglienza riservata a Elena Isinbayeva mi ha veramente impressionato – ha aggiunto -. Ad ogni sua mossa, gli spettatori sulle tribune si alzavano e si mettevano ad applaudire. Al momento del salto, lo stadio ha ruggito. Noi, che eravamo ai piedi degli spalti, abbiamo avuto le orecchie paralizzate per qualche minuto. Un’energia incredibile arrivava dal pubblico. Sono state queste le emozioni più forti di tutto il Campionato”.

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