I più bei momenti dei Mondiali di atletica

Il giamaicano Usain Bolt che gareggia a Mosca (Foto: Mikhail Sinitsyn / RG)

Il giamaicano Usain Bolt che gareggia a Mosca (Foto: Mikhail Sinitsyn / RG)

L’ultimo salto della Isinbayeva, la velocità di Bolt, la “doppia” gara della Lashmanova e altri indimenticabili ricordi delle gare di Mosca

I Campionati mondiali di atletica leggera di Mosca si sono ormai conclusi, con la compagine russa che si è aggiudicata ben sette medaglie d’oro, classificandosi ai vertici del medagliere. I russi non conseguivano un simile risultato dai Campionati mondiali di Edmonton, nel 2001.

Eppure le giornate di Mosca non saranno ricordate solo per le numerose medaglie, ma anche per aver regalato al pubblico emozioni e momenti salienti. Gioie intense, dolore, frustrazione e lacrime: proprio come accade nella vita.  

Fulmini e saette

La vittoria di Usain Bolt, l’uomo più veloce del mondo, a Mosca era annunciata, e lo sprinter giamaicano non ha deluso il pubblico. Né i rivali né le condizioni atmosferiche hanno scoraggiato il vincitore dei cento metri, che pur tra fulmini e pioggia a catinelle non ha lasciato infatti alcuno spazio agli altri atleti. E dopo aver vinto la sua gara preferita - i duecento metri piani - l’atleta si è congedato dai moscoviti a passo di danza.

Bolt lascia Mosca con in tasca l’ottavo titolo di campione del mondo e dei progetti decisamente ambiziosi per il futuro. “Non mi interessa ammucchiare le medaglie: intendo riuscire a fare qualcosa che nessun altro ha mai fatto prima. È per questo che voglio andare a Rio. Sognavo di diventare una leggenda, e alle Olimpiadi di Londra ci sono riuscito. Adesso voglio rimanere imbattuto!”.

L’ultima parola

Foto: Mikhail Sinitsyn / RG

Elena Isinbayeva festeggia l'oro di Mosca (Foto: Mikhail Sinitsyn / RG)

Elena Isinbayeva non ha stabilito ventotto record mondiali, ma il suo salto da quattro metri e ottantanove centimetri ha suscitato ugualmente una grande emozione nel pubblico moscovita. Con la vittoria di Mosca, la saltatrice d’asta ha concluso nel miglior modo possibile una carriera eccezionale. “Volevo lasciare un buon ricordo, e ho conseguito un risultato decente, che mi ha dato l’oro. Adesso, se dovessi non ritornare, potrò dire di essermene andata con la coscienza a posto... questa è stata la vittoria più speciale di tutta la mia carriera”.

Lacrime e inni

Era da molto tempo che la squadra femminile russa inseguiva una vittoria nella staffetta 4x400, così, una volta raggiunto il traguardo, le atlete non hanno nascosto le proprie emozioni.

Foto: AP

Le donne d'oro della 4X400 (Foto: AP)

L’ultima delle quattro staffettiste, Antonina Krivoshapka, non ha trattenuto le lacrime di fronte ai giornalisti. “Negli ultimi anni ci siamo sempre piazzate terze o seconde e avevo tanta voglia di vincere. Ho corso in tante staffette per poi salire sul podio e ascoltare un inno che non era il mio. Oggi invece hanno suonato il nostro inno, sul campo centrale, con il pubblico che ci ha accolto con un entusiasmo indicibile. Ho iniziato a piangere”.

Foto: Mikhail Sinitsyn / RG

Elena Lashmanova
(Foto: Mikhail Sinitsyn / RG)

Una gara, due arrivi

Uno sgradevole incidente è quasi costato l’oro a Elena Lashmanova, campionessa delle Olimpiadi di Londra, che ha partecipato alla marcia da venti chilometri. L’atleta infatti si è erroneamente fermata quando ancora mancava un giro al traguardo. Fortunatamente qualcuno le ha detto che la gara non era finita, impendendo così al dramma di trasformarsi in tragedia.

Danze e torsi nudi

Molti degli atleti che hanno gareggiato a Mosca non hanno nascosto le proprie emozioni. Subito dopo la vittoria il tedesco Robert Harting, indiscusso vincitore del lancio del disco, si è strappato di dosso la maglia, come già aveva fatto in passato. Dopo aver trionfato nella corsa a ostacoli, Ezekiel Kemboi si è invece cinto della bandiera keniota prima di esibirsi in una danza del proprio Paese.

Vecchio e nuovo

Per molti degli atleti favoriti alla vigilia, i Campionati mondiali di Mosca si sono trasformati in un incubo. Molti dei campioni delle Olimpiadi di Londra non sono infatti riusciti a replicare i loro risultati. Le prestazioni deludenti sono state tuttavia compensate da alcune piacevoli sorprese, come il successo riportato da Aleksandr Menkov nel salto in lungo.

Con un salto di otto metri e cinquantasei centimetri il ventiduenne, originario di Krasnoyarsk, non solo ha firmato il miglior risultato della stagione a livello mondiale, ma anche battuto due volte il record russo.

Menkov adesso è pronto a superare il record del mondo: “Oggi il mio ultimo tentativo è stato buono, ma ero talmente emozionato e avevo così tanta adrenalina in corpo che ho preso una rincorsa troppo lunga. Sono certo però che un giorno compirò un salto perfetto e sarà quasi da record mondiale!”.

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