La Isinbayeva decide di chiudere in bellezza

La campionessa russa Elena Isinbayeva (Foto: Itar-Tass)

La campionessa russa Elena Isinbayeva (Foto: Itar-Tass)

Alla vigilia dei Mondiali di atletica leggera di Mosca (10-18 agosto 2013), la campionessa promette di salutare nel migliore dei modi i suoi fan, prima del ritiro

La presenza di Elena Isinbayeva a Mosca per i Campionati mondiali di atletica leggera (10-18 agosto 2013) è diventata un evento. Che cosa ha spinto la due volte campionessa olimpica a saltare un meeting della “Diamond League” di Londra per esibirsi al Campionato che ha ignorato per 11 anni consecutivi? Era tutto pensato per sondare il terreno dello stadio Luzhniki, dove il 10 agosto 2013 inizieranno i Mondiali di atletica leggera.

La tecnica

Durante le gare, Elena Isinbayeva segue una tattica particolare: la prima altezza è di apertura, la seconda è vincente e la terza è da record. Su richiesta di Elena, l’azienda produttrice delle aste fabbrica un nastro adesivo per l’impugnatura di diversi colori: per l’altezza iniziale la Isinbayeva ha scelto il rosa, per quella della vittoria il blu e l’oro per siglare il record

Nelle due edizioni precedenti, Berlino 2009 e Daegu 2011, la Isinbayeva è rimasta senza medaglie, facendo crollare il mito della campionessa imbattibile. Alla lista si può aggiungere anche il flop ai Campionati invernali indoor di Doha 2010. Le competizioni di Mosca sono un tentativo di finire la carriera in bellezza.

L’atleta ha davanti agli occhi l’esempio di Sergei Bubka, campione olimpico di Seul 1988, per 36 volte detentore del record mondiale, ispiratore di Lena nei suoi successi. Nel 2000 a 37 anni è andato alle Olimpiadi di Sydney, tornando dall’Australia senza raggiungere nemmeno l’altezza minima.

Tatjana Lebedeva, altra famosa campionessa olimpica di atletica leggera nel salto in lungo, che non è riuscita a passare le qualificazioni per i Mondiali e a realizzare il suo sogno, terminare la carriera proprio al Luzhniki, ha fatto un’osservazione molto giusta: “Si vuol sempre chiudere con lo sport in bellezza, ma è molto difficile farlo. Gli anni sono già tanti, però la testa si ricorda tutti i movimenti, c’è una motivazione incredibile, ma mancano le capacità fisiche. Lo sport però è tutta la tua vita e per questo a volte non puoi proprio andartene quando dovresti”.

Anche la Isinbayeva, chiacchierando con i giornalisti dopo la vittoria ai Campionati di Russia con il risultato di 4,75 m, è stata un po’ confusa nelle dichiarazioni; ad alcuni ha detto che dopo i Mondiali si sarebbe presa una pausa, avrebbe partorito, tornando in pista per le Olimpiadi del 2016 di Rio. Ad altri che non avrebbe mai più tenuto un’asta. Russia Oggi è testimone diretta della seconda versione che lei stessa ritiene quella ufficiale.

Questi cambiamenti della Isinbayeva assomigliano alle montagne russe che si osservano anche nei suoi risultati. 2009: alla finale dei Mondiali, Lena non è riuscita a superare nemmeno un’altezza, ma dopo qualche tempo, durante il quinto meeting della “Golden League” di Zurigo ha stabilito il 27mo record del mondo indoor (5,06 m). Nel 201o: fiasco ai Mondiali di Doha. Al Grand Prix di Stoccolma ha stabilito il record mondiale (5,01 m), mentre ai Giochi Olimpici di Londra è riuscita ad agguantare soltanto la medaglia di bronzo con 4,70 m. Riuscirà la Isinbayeva a mettere un punto finale a Mosca e come sarà?

“I Mondiali sono gare particolari; metà della tribuna sarà probabilmente occupata da amici e parenti. Vorranno vedere la mia esibizione, visto che sarà il campionato conclusivo della mia carriera, - ha sottolineato l’atleta. - Applaudiranno, ringraziandomi per tutto quello che ho fatto, indipendentemente dal risultato. Prometto però che mi batterò fino all’ultimo. Anche ai Giochi di Londra l’esito sarebbe potuto essere diverso. In quel caso mi sono agitata troppo. A Mosca invece voglio andare con uno slogan: qualsiasi cosa faccia sia per il meglio. Sa, a trentun anni non ti vedi come a venti. Sento però di avere un potenziale enorme; l’importante è che tutto vada come deve andare”.

Nonostante la Isinbayeva sorridesse di continuo e scherzasse molto, era emozionata e dalle sue risposte si poteva intuire che non si stava soltanto allenando, ma anche riflettendo molto sulla sua vita sportiva e sugli insuccessi degli ultimi anni (ora non è più la stessa Isinbayeva che superava senza difficoltà qualsiasi altezza).

Probabile che sia un po’ triste o preoccupata, anche se tiene tutto ben nascosto dietro una maschera di allegria.

“Quando smetterò, prima scoppierò a piangere senza sosta e poi farò un film sulle mie vittorie”, aggiunge per intrattenere i giornalisti. “Non so nemmeno quante siano. Succedeva sempre così: vincevo e me lo dimenticavo. So soltanto quanti record ho stabilito, 28, perché li conto. Se ci penso ci sono state così tante vittorie e sono state così brillanti. Negli anni d’oro ho fatto 8 record del mondo in anno. Con l’età capisci il valore di questi successi”.

Per quanto strano possa sembrare, la Isinbayeva non si cura delle sue avversarie: “Non mi interessa. Quello che fanno adesso io l’ho fatto molto prima. Vanno per una strada già battuta, però sono stata proprio io a mostrare che tutto è possibile”.

C’è del vero. Se non avesse stabilito l’ennesimo record del mondo a 5,01 m, l’americana Jennifer Suhr non lo avrebbe potuto battere. Dal marzo del 2013 il nuovo record è arrivato a 5,02 m. La Suhr non è ancora riuscita a volare “in aria” a 5,07. La sfida però è stata lanciata. Come nei Giochi di Pechino e Londra (vinti entrambi dall’americana), ai Mondiali di Mosca sarà la prima concorrente della russa, anche se tutto sommato la nemica n. 1 della Isinbayeva è proprio lei stessa.

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