Pallamano, addio ai Chekhovskie Medvedi

La maggiore squadra russa scompare dalla scena professionistica, causa bancarotta e mancanza di sponsor e finanziamenti regionali

La squadra di pallamano più importante della Russia, i Chekhovskie Medvedi, eredi del Cska e vincitori degli ultimi nove campionati, scompare a causa dei debiti.

Si tratta di un duro colpo per lo sport russo. Il motivo? La bancarotta, un debito di 15 milioni di rubli (circa 400mila euro).

Nonostante la somma irrisoria, rispetto alle cifre che girano in calcio, basket e hockey, nessuno sponsor, né privato né pubblico, si è fatto avanti per salvare la squadra, piuttosto importante negli anni del boom economico del Paese.

La Russia dominò le selezioni della pallamano durante gli anni '90, ma da allora la popolarità di questo sport nel Paese è precipitata, in favore della pallavolo e persino del calcio a 5.

“Da novembre 2012 non ho fatto che scrivere lettere e parlare con gli sponsor, ma gli sforzi sono stati vani; non ho ricevuto nemmeno una risposta, la pallamano non interessa più a nessuno. Avrei potuto chiedere un altro prestito e pagare parte degli arretrati dei dipendenti, ma sarebbe stato solo ritardare l'inevitabile. Non c'era altra soluzione”, ha dichiarato il presidente e allenatore dei Chekhovskie Medvedi, il veterano Vladimir Maksimov, annunciando la scomparsa del team.

“Metteremo in vendita il pullman della squadra e divideremo il ricavato tra i dipendenti, per appianare il debito”. I giocatori della squadra, che non ricevono lo stipendio da più di quattro mesi, costituiscono la spina dorsale della nazionale russa e ora dovranno migrare per continuare a competere ai più alti livelli.

I Chekhovskie Medvedi nacquero quali eredi del Cska, un club storico della pallamano russa che sfornò, negli anni ’80, grandi giocatori come Talant Duyshebaev. Il passaggio avvenne nel 2001, quando la squadra trasferì la propria sede da Mosca a Cechov, una cittadina di circa 60mila abitanti, 77 chilometri a Sud della capitale.

Il club disponeva di un budget di 2,3 milioni di euro l'anno, che veniva destinato anche a finanziare le tre squadre di categorie inferiori. Si trattava di un budget che dipendeva quasi esclusivamente dalle sovvenzioni dirette del governo regionale, un impegno personale di Boris Gromov.

Alla fine del 2012 ci sono state le elezioni e un cambio di poltrone ai vertici regionali. Il nuovo governatore si è dimostrato, fin dal primo giorno, contrario a spendere soldi pubblici per finanziare club sportivi d’élite e soprattutto per pagare gli stipendi di giocatori stranieri.

Il nuovo governo regionale ha così rinunciato agli impegni finanziari assunti da quello precedente e le squadre di diverse discipline sportive hanno visto i loro bilanci contrarsi. La società cestistica Khimki BC si è salvata grazie a investitori privati​​, ma la pallamano non è così popolare e nessuna azienda ha voluto investire i propri soldi per sponsorizzare i Chekhovskie Medvedi.

“Nei Chekhovskie Medvedi gioca il nucleo della squadra nazionale, solo il portiere è straniero. È incredibile che una squadra così, con un nome e una storia simili, che contribuisce alla reputazione internazionale dello sport russo, smetta di esistere per mancanza di sostegno da parte della regione. Mi chiedo come si possa distruggere in un batter d’occhio, ciò che è stato costruito nel corso di un decennio”, ha dichiarato Vladimir Nelubin, presidente della Federazione russa di pallamano.

Prima di scomparire, i Chekhovskie Medvedi avevano totalizzato ben 172 vittorie nel campionato nazionale, con le quali avevano vinto gli ultimi nove titoli della lega, un risultato che la dice lunga sul basso livello delle squadre avversarie.

Tuttavia, con un budget inferiore anni luce rispetto a quello del Barcellona o delle squadre tedesche, i risultati dei Chekhovskie Medvedi, a livello continentale, negli ultimi dieci anni, sono stati relativamente discreti: hanno vinto la Coppa delle Coppe nel 2006 e sono arrivati alle semifinali della Champions League nel 2010. Prima, come Cska Mosca, erano riusciti a vincere la EHF Champions League nel 1988.

Maksimov ha dichiarato di voler continuare a lavorare nelle categorie inferiori del club per, un giorno, chissà, tornare ad allenare la squadra maggiore.

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