Il “Momenti di Gloria” russo ravviva lo spirito olimpico

Una scena del film "Legenda N.17" (Fonte: kinopoisk.ru)

Una scena del film "Legenda N.17" (Fonte: kinopoisk.ru)

Un film patriottico, "Legenda N.17" su un mito dell’hockey degli anni ’70 spopola nel Paese, che si prepara alle Olimpiadi invernali di Sochi 2014

Mentre la febbre olimpica divampa in Russia in vista delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014, un nuovo blockbuster - la risposta moscovita a “Momenti di gloria” - si propone di animare la squadra nazionale di hockey su ghiaccio a emulare i predecessori sovietici e ad aggiudicarsi l’oro in onore della madrepatria.

Il patriottismo sul grande schermo

“Legenda N.17” è un altro dei blockbuster patriottici sfornati con il denaro del governo. “Il sole ingannatore 2” (2010) di Nikita Mikhalkov, sequel in due parti de “Il sole ingannatore” del medesimo regista, uscì in risposta a “Salvate il soldato Ryan” di Steven Spielberg. I film di Mikhalkov mirano ad alimentare l’orgoglio nazionale nei sacrifici in tempo di guerra

“Legenda N.17”, un biopic (abbreviazione per "biographical motion picture", ndr), costato più di 10 milioni di euro, su Valery Kharlamov, uno dei più grandi giocatori sovietici di hockey su ghiaccio, ruota intorno alle epiche Summit Series, disputate contro il Canada nel settembre del 1972, quando la cosiddetta “squadra di dilettanti” di Kharlamov diede parecchio filo da torcere ai tanto osannati giganti della National Hockey League (NHL), lasciandosi scappare la vittoria per un soffio.

Programmata per uscire in concomitanza con il Campionato mondiale di hockey su ghiaccio, la pellicola ha incassato circa 21 milioni di euro nel giro di un mese dal suo lancio nelle sale, il 18 aprile 2103, diventando il successo cinematografico nazionale dell’anno.

L’evento centrale del film è il match di apertura contro il Canada, la prima partita ufficiale disputata dalla selezione sovietica, soprannominata la “Grande Macchina Rossa”, contro i giocatori professionisti della NHL, che a quel tempo non partecipavano al Campionato del Mondo. La gara iniziale, conclusasi con il risultato finale di 7 a 3 a favore dell’Unione Sovietica, permise all’hockeista ventiquattrenne Valery Kharlamov, autore di due reti meravigliose con la maglia numero 17, di affermarsi sulla ribalta internazionale.

Il Presidente Vladimir Putin ha più volte sottolineato l’importanza per la Russia di conquistare un buon bottino di medaglie a Sochi 2014. Ciò, secondo gli osservatori, accrescerebbe il prestigio internazionale del Paese e sosterrebbe la campagna del governo volta a promuovere il patriottismo. La vittoria in sport prestigiosi come l’hockey su ghiaccio è vista come una necessità, e “Legenda N.17” è stato prodotto nello studio cinematografico del regista premio Oscar Nikita Mikhalkov, un caro amico e sostenitore di Putin.

L’idea è quella di riportare ai giorni di gloria l’hockey su ghiaccio russo; l’ultima volta che il Paese vinse l’oro olimpico fu nel 1992, quando la Russia faceva parte della Squadra Unificata. I dirigenti sportivi russi vogliono inoltre recuperare la magra figura fatta alle Olimpiadi invernali di Vancouver nel 2010, quando la Russia finì 11ma nel medagliere olimpico.

Fonte: kinopoisk.ru

Una scena del film "Legenda N.17" (Fonte: kinopoisk.ru)

Nel 1972, tuttavia, non ci fu nessun finale hollywoodiano per i sovietici, che persero la serie 4 a 3, dopo che Kharlamov venne messo k.o. a seguito della frattura della caviglia ad opera del canadese Bobby Clarke; un infortunio, a detta di molti, pianificato a tavolino.

Ciononostante, la classe del ‘72 è ancora considerata una delle più grandi squadre sovietiche di hockey su ghiaccio del Paese, in un periodo d’oro, quando i sovietici vinsero ben sei titoli olimpici su sette, dal 1964 al 1988. L’unica Olimpiade, che la Grande Macchina Rossa non riuscì a vincere nel 1980 a Lake Placid, ha indirettamente influenzato il film su Kharlamov. La sensazionale vittoria americana contro l’Unione Sovietica nella finale del 1980 inspirò il film statunitense del 2004 “Miracle”. È stato proprio guardando questa opera hollywoodiana che il produttore cinematografico russo Leonid Vereshchagin ha deciso di realizzare un film simile, ma dal punto di vista russo. La serie del 1972 è “uno dei pochi eventi sportivi che potrebbe riunire tutte le generazioni russe nel sentirsi orgogliose della propria squadra e del proprio Paese”, ha dichiarato Vereshchagin.

Il dolore dei tifosi russi di hockey, per la sconfitta olimpica del 1980, si acuì un anno dopo, quando Kharlamov morì, insieme alla moglie, in un incidente d’auto all’età di 33 anni.

“Legenda N.17” rischiava a momenti di non essere prodotto. Vennero scartate diverse versioni della sceneggiatura e venne persino coinvolto un nuovo regista, Nikolai Lebedev. Quando, però, alla fine, il film è uscito nelle sale ha ricevuto diverse recensioni positive.

“A differenza di Metro (un altro grande blockbuster russo del 2013, ndr), Legenda N.17 non fa ricorso a stereotipi hollywoodiani prefabbricati e non cerca nemmeno di evocare lo spirito del cinema sovietico di massa”, scrive la critica cinematografica Maria Kuvshinova sulla rivista Afisha. “Ha un taglio contemporaneo, con una sceneggiatura ben studiata, ricca colpi di scena. La recitazione è buona, in alcuni casi addirittura eccellente. Un hockey discreto, anche se non eccezionale, senza nessuna inclinazione ideologica precisa”.

Nonostante il successo al botteghino di “Legenda N.17”, l’attuale squadra russa di hockey su ghiaccio ha molto lavoro da fare se vuole realizzare i sogni del Cremlino e portarsi a casa l’oro a Sochi. Ai Campionati del Mondo in Finlandia e in Svezia, il team russo – campione in carica dal 2012 - è stato eliminato nei quarti di finale dagli Stati Uniti, perdendo 8 a 3.

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