La lotta punta al ritorno alle Olimpiadi del 2020

Dopo Londra 2012, da febbraio 2013, la lotta è stata esclusa dalle Olimpiadi. La Russia spera nella sua riammissione ai Giochi del 2020 (Foto: Kommersant)

Dopo Londra 2012, da febbraio 2013, la lotta è stata esclusa dalle Olimpiadi. La Russia spera nella sua riammissione ai Giochi del 2020 (Foto: Kommersant)

La Commissione esecutiva del Cio, riunita a San Pietroburgo, ha ridato alla disciplina buone chance di essere inclusa tra gli sport che saranno riammessi ai Giochi

Il wrestling, che a febbraio 2013 era stato clamorosamente escluso dalla lista dei “core sport” dei Giochi Olimpici, ha compiuto un importante passo avanti per riacquisire il suo status. Il 29 maggio 2013 la Commissione esecutiva del Cio (Comitato olimpico internazionale) ha votato a favore dell’inclusione della lotta tra le discipline sportive in lizza per partecipare ai  Giochi Olimpici del 2020, accanto a baseball/softball e squash. Una decisione definitiva al riguardo verrà adottata a settembre 2013 alla sessione del Cio.

La riunione della Commissione esecutiva del Cio, che  si è svolta a San Pietroburgo, ha stilato una short-list degli sport candidati a essere ufficialmente inclusi nel programma dei Giochi Olimpici del 2020. A rivendicare lo status erano in tutto sette discipline: lotta, baseball/softball, roller sports, arrampicata sportiva, wakeboarding, wushu e karate. Alla fine  sono rimaste in lizza solo tre discipline: lotta, baseball/softball e squash.

Va ricordato  che, a partire dall’antichità, la lotta ha sempre fatto parte del programma delle Olimpiadi e che da febbraio 2013 aveva clamorosamente perso il suo status di disciplina olimpica. Allora La Commissione esecutiva del Cio, dopo aver preso visione della relazione stilata dalla commissione speciale e aver valutato, in base ai risultati dei Giochi Olimpici di Londra, gli aspetti delle discipline sportive in programma, utilizzando una trentina di criteri, aveva stabilito che la lotta soddisfaceva meno di altre i requisiti richiesti. Così la Fila (Federazione internazionale delle lotte associate) ha dovuto escogitare qualcosa per “rientrare nei Giochi”e alla fine ha cambiato i suoi dirigenti, sostituendo il vecchio presidente Raphaël Martinetti, che molti ritenevano responsabile dell’accaduto, con Nenad Lalovic. Inoltre, al Congresso della Fila, che si è svolto a Mosca, sono state approvate in extremis alcune modifiche nelle regole di combattimento, la cui nebulosità aveva generato in precedenza confusione.

Parte del merito va senz’altro attribuita al lavoro svolto dalle autorità sportive di alcuni Paesi dove la lotta riscuote maggiore popolarità e ha fatto guadagnare numerosi riconoscimenti olimpici. Per dovere di informazione: alle sei Olimpiadi, in cui la squadra russa si è presentata con un suo team, i lottatori hanno conquistato 51 medaglie (di cui 25 ori). Numerose medaglie nella lotta sono state vinte anche da Turchia, Giappone e Stati Uniti.

Tuttavia, come ha osservato il presidente del Comitato olimpico russo, Aleksandr Zhukov, benché sia una lieta notizia la sua inclusione nella short-list al primo turno di votazioni, è ancora presto per rilassarsi dato che l’obiettivo non è ancora stato raggiunto. Occorrerà infatti aspettare settembre 2013, quando la Sessione del Cio si riunirà a Buenos Aires, in primo luogo per la nomina della capitale a sede dei Giochi Olimpici del 2020 (le aspiranti al titolo sono Tokyo, Istanbul e Madrid), e quindi, l’8 settembre, per la scelta di una delle tre discipline in lizza da includere nel programma delle Olimpiadi. Senza trascurare il fatto che in Argentina verrà eletto il successore dell’attuale presidente del Cio, Jacques Rogge.

Prevedere come voteranno gli oltre 100 membri del Cio è impresa assai difficile. La lotta, dovrebbe essere, presumibilmente, favorita nella competizione, se non altro per il suo retaggio storico, la sua diffusione - a Londra erano presenti lottatori provenienti da 29 Paesi del mondo - e la sua tempestiva volontà di riforma. Ma non va dimenticato che il Cio ha più volte dichiarato la sua intenzione di presentare alle Olimpiadi del 2020 una disciplina olimpica nuova e che lo squash non è stato mai finora incluso nel programma dei Giochi.

Quanto al baseball/softball, il presidente della Federazione Internazionale di softball, Don Porter, ha rilevato: “La lotta è un grande sport, mentre noi siamo degli outsider. Ma tutto si deciderà alla fine della gara”. Vorremmo aggiungere che il baseball e il softball erano stati inclusi nel programma dei Giochi in quanto disciplina da medaglia dal 1992 al 2008. Tuttavia, già a Londra il passatempo nazionale americano non aveva funzionato, ottenendo scarso successo tra i telespettatori.

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