Giro 2013, l'emozione di Belkov sul podio di Firenze

Il ciclista russo del team Katusha racconta la vittoria della nona tappa della gara italiana attraverso le dichiarazioni pubblicate a caldo sul suo blog

Maksim Belkov, il ciclista russo del team Katusha, racconta il suo Giro d'Italia fino alla vittoria della nona tappa e l'emozione del trionfo a Firenze, il 12 maggio 2013, nel blog che tiene sul sito di Rsport.ru.

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"Questo è il mio secondo Giro d'Italia. Il primo l'ho corso col team Vacansoleil nel 2011, ma questa è tutta un'altra storia. All'epoca, si può dire, che non mi ero preparato per niente al Giro e in pratica fino all'ultimo minuto non sapevo neanche se avrei corso oppure no. Per questo Giro invece il team Katusha mi ha dato la possibilità di prepararmi seriamente. Sono molto grato di avere avuto questa possibilità  e di come sono andate le cose".

"Quando Luca (Paolini) ha vinto la tappa e si è messo la maglia, abbiamo deciso che volevamo portarla noi quella maglia. L'abbiamo tenuta per cinque giorni, eravamo felicissimi per Luca. La sua vittoria ci ha dato delle certezze e anche tutta la situazione era molto positiva, ci sentivamo tutti pieni di carica. E poi lavorare in un'atmosfera simile è sicuramente più facile: a tavola si scherza in continuazione, tutti sono allegri. È così che abbiamo corso questa parte della prima settimana".

"Ieri (11 maggio 2013, ndr) c'è stata la cronometro. Io ho cercato di risparmiare le forze perchè ho capito che era meglio vincere il giorno dopo piuttosto che entrare tra i primi 20 cronometristi migliori il giorno prima, per poi perdere le forze e anche la possibilità di correre per la vittoria della tappa successiva".

"Però devo ammettere che stamattina non avevo nessun presentimento del tipo: Ecco, oggi potrei conquistare la mia prima vittoria professionale individuale, oggi vincerò la tappa del Giro d'Italia. Il mio unico obiettivo era quello di distinguermi un po' nella fuga tanto per cominciare, anche perchè il percorso della tappa passa vicino a casa mia, e poi dopo, vada come deve andare... Non mi aspettavo proprio che andasse a finire così bene".

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"E poi mentre correvo sono stato contento quando si è messo a piovere. La pioggia poteva aiutarmi ad andare più veloce di tutti gli altri in discesa. Mi ha dato un buon vantaggio, e poi… una buona gamba, per mantenere il vantaggio, per continuare a guidare la corsa fino alla fine della tappa. In pratica: da solo ho corso per circa 50 chilometri, in fuga praticamente fin dalla partenza. Cosa ci si poteva aspettare dopo il traguardo? Di sicuro, ero molto emozionato, ho anche sbattuto col manubrio".

"Poi dei tifosi russi si sono avvicinati all'autobus, si sono fatti fotografare con me. Sinceramente non sono abituato a questo tipo di attenzioni, è la mia prima vittoria, ed è anche la prima volta che sono così al centro dell'attenzione. È piacevole.È ovvio che questa vittoria per me personalmente è l'emozione più grande di questo Giro, ma non voglio restarci troppo attaccato".

Per leggere le dichiarazioni di Maksim Belkov in versione originale cliccare qui

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