Giro d'Italia, anche Katusha in corsa per la maglia rosa

Nel team ciclistico russo nove atleti; nessun big, ma tutti pronti a supportare il capitano Yuri Trofimov nella scalata alla classifica. Partenza il 4 maggio 2013 da Napoli

Aggiunto un posto alla tavola delle squadre al Giro d’Italia, al via il 4 maggio 2013 davanti a sole e mare del Golfo di Napoli. C’è anche il Team Katusha.

Foto: Walter Medolla
La presentazione del Team Katusha
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Assoluto protagonista (il suo leader spagnolo Joaquin Rodriguez si aggiudicava la maglia a punti) al Giro 2012, il team della Federazione non era tra gli invitati della 96ma edizione della Rosa. Sospeso dall’Unione ciclistica internazionale (Uci) per questioni etiche. Decisione rivista dal Tribunale arbitrale dello sport (Tas), ecco i russi a pedalare tra colline e strade storiche di Napoli (prima tappa, Napoli – Napoli, 130 km).

Sono in nove gli atleti, formazione ristretta. Senza i big, gli uomini di alta classifica, che si sono fatti conoscere sulle strade italiane. Come Denis Menchov (successo finale al Giro 2009), lo stesso Rodriguez. Passisti e scalatori che potevano puntare al podio finale di Milano.

Senza leader o velocisti, i corridori russi saranno gli assi di briscola che movimenteranno gran parte delle tappe. Con una carta speciale da tirare fuori dal mazzo nella terza settimana di gara: Yuri Trofimov, professione scalatore. Il suo obiettivo: la top ten della classifica finale del Giro, da conquistare sulle Alpi. Ripercorrendo la strada di russi famosi in Italia, come Menchov e Pavel Tonkov, secondo dietro allo scatenato Marco Pantani nella famosa edizione 1997, vinta dal Pirata. E prima ancora, Evgenij Berzin, primo al Giro 1994.

“Vengo a questo Giro molto motivato, con i gradi di capitano per quello che concerne la classifica generale. Voglio entrare nella top ten della classifica. Non sarà semplice ma io ci credo e lotterò duramente per ottenere questo risultato che sarebbe importante per me e per la squadra”, ha detto Trofimov.

Un accenno al percorso: “Mi si adatta perché particolarmente duro. Soprattutto la seconda parte dove è concentrata la maggior parte delle salite”. Accanto a Trofimov, Maksim Belkov, campione europeo under 23 nel 2007, pochi successi tra i professionisti, uomo chiave nella cronosquadre (seconda tappa, domenica 5 maggio 2013: Forio–Ischia, 17.4 km): “Sarà un Giro molto duro ma bello. Noi saremo tutti intorno a Trofimov per aiutarlo a ottenere la migliore classifica generale possibile. Certo che se lungo il percorso ci sarà la possibilità, m’infilerò in qualche fuga per vedere di raccogliere anche qualcosa di personale”.

E nella gara contro le lancette, ecco Mikhail Ignatyev, Vladimir Gusev, Pavel Brutt. Forti sul passo, discreti in salita. Gregari preziosi in passato per Rodriguez e Menchov. “Ho voluto fortemente fare questo Giro d'Italia. Ci tenevo a dare il mio contributo come squadra e supportare il nostro leader per la classifica generale che è Trofimov. Ma ci sarà anche lo spazio per cercare di vincere una tappa, con qualche fuga da lontano. Non ho cerchiato di rosso nessuna frazione. Vedrò strada facendo in base alle sensazioni”, le parole di Brutt, alla vigilia della partenza.

Ai nostri microfoni
i ciclisti del Team Katusha 

Nel Team Katusha vive un’anima italiana, con Luca Paolini e Giampaolo Caruso. Due corridori di caccia, da fughe. “Per me è una grande emozione essere qui, ho 36 anni, 14 anni di professionismo alle spalle ma è la prima esperienza al Giro d’Italia – ha raccontato Paolini, in passato gregario di lusso dell’attuale capitano della Nazionale italiana, Paolo Bettini. – Neppure alle Classiche, alla Milano–Sanremo ho provato una sensazione del genere. C’è attesa, ma anche tanta tensione. Punto a una tappa”.

Insomma, asticella posta in alto in casa russa, nonostante l’assenza di un favorito per il successo finale: “Come al solito sarà una lunga, impegnativa competizione – ha spiegato Valerio Piva, direttore sportivo del Team Katusha. – Il Giro d'Italia è sempre una delle più difficili gare di tutta la stagione. Questa edizione non sarà diversa. La prima parte sarà più facile, ma ci saranno alcune tappe pericolose e nervose con un clima caldo, molto diverso da quello che i ciclisti hanno trovato in questa prima fase della stagione; mentre, nell'ultima settimana, il gruppo raggiungerà le Alpi, dove si deciderà la generale, con Tre Cime di Lavaredo poste il giorno prima dell'ultima tappa. Penso che la nostra squadra possa ottenere un buon risultato: penso che Trofimov possa entrare nella top ten finale”.

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