Il curling in gonnella è pronto per Sochi 2014

Nkeirouka Ezekh, a destra, è nata a Mosca nel 1983 (Foto: Alexei Danitchev/RIA Novosti)

Nkeirouka Ezekh, a destra, è nata a Mosca nel 1983 (Foto: Alexei Danitchev/RIA Novosti)

L’atleta di origini africane Nkeirouka Ezekh tira le somme sulla stagione conclusa, valutando le chance delle russe per una medaglia alle Olimpiadi invernali che si giocheranno in casa

Le compagne di squadra la chiamano semplicemente Kira. Ma in una delle lingue africane la traduzione del suo nome significa “speranza” e Nkeirouka Ezekh lo è davvero per il curling russo. Nata a Mosca nel 1983 da madre russa e padre africano, l’atleta è entrata nella nazionale russa dai primi anni Duemila e in questo tempo è riuscita a diventare campionessa d’Europa e a partecipare a tre Olimpiadi. Arriverà l’oro alle Olimpiadi di Sochi per la sportiva di origine africana?

“La stagione è stata sicuramente buona, e per tutte e due le nazionali”. Kira inizia con una nota positiva. “Il primo posto agli Europei è il secondo successo dal 2006. Quest’anno abbiamo consolidato la nostra leadership, anche se siamo state a lungo tra le prime quattro. Ed ecco che alla fine siamo riuscite ad arrivare prime! È vero, nel Campionato del mondo ci siamo piazzate seste, ma avremmo potuto tranquillamente finire tra le prime quattro. Tutto è possibile, ci stiamo preparando alle Olimpiadi, valutiamo alcuni difetti nella preparazione. Spero che i risultati arrivino”.

Avete un’idea del perché non sia andata bene ai Mondiali? Per quale motivo non siete arrivate a una medaglia?
Non so concretamente cosa sia girato storto. Abbiamo un team di allenatori piuttosto grande per risolvere questi problemi. Per come abbiamo iniziato e continuato a giocare nelle prime cinque mani sembrava che avessimo ipotecato l’arrivo tra le prime quattro. Le ultime quattro giocate invece sono andate male. Un motivo potrebbe essere semplicemente la sfortuna.

Nel 2012 avete cambiato allenatore. Al posto di Olga Andrianova è arrivato Tomas Lips. Dov'è la grandezza nel lavoro sotto la direzione del tecnico svizzero?
Sul piano della preparazione tecnica non vedo alcuna differenza. Ci alleniamo come prima, due volte al giorno. Anche la preparazione fisica estiva è identica. Forse si fa un po’ di più nel corso della stagione per mantenere la condizione lungo tutto il periodo di gare. La differenza potrebbe essere sul piano dell’atmosfera psicologica, ma è difficile dire concretamente in cosa si distingua. La cosa importante è che se ne vedano i risultati.

Al Campionato russo hanno diviso i membri della nazionale femminile in due squadre “Nazionale di Mosca-1” e “Nazionale di Mosca-2”. Com’è giocare l'una contro l’altra?
Il nostro allenatore ci teneva molto che giocassimo insieme nel Campionato russo, per creare a livello psicologico un’atmosfera tranquilla nella squadra. Noi però abbiamo detto: “No, vogliamo giocare separate”. Ogni anno ci alterniamo sul podio, una volta siamo noi prime, un’altra loro.

È cambiato il programma di preparazione in vista delle Olimpiadi?
Penso che cambierà e non credo che il top della forma lo raggiungeremo durante gli Europei. L’importante, ovviamente, è giocare bene alle Olimpiadi. E raggiungere più volte la forma ottimale in una sola stagione è molto difficile. Dobbiamo assolutamente accumulare un certo numero di partite, fare esperienza. Non si può prendere e andare alle Olimpiadi solo allenandosi, senza giocare. Il coach ha analizzato l’intera stagione, ci ha fatto delle domande. Ha tutti i risultati, le statistiche. Credo che la squadra raggiungerà la condizione ottimale proprio alle Olimpiadi. Tutto dovrà concorrere a questo scopo.

Si sente già la pressione per una responsabilità in più visto che le Olimpiadi invernali saranno in casa?
Certo, iniziamo già a sentirla. Nessuno ovviamente pretende da noi la vittoria a qualunque costo. Ma ci saranno pressioni, questo è indubbio, così come una certa agitazione. In più ci affiancherà uno psicologo (sorride). Sentiamo la responsabilità. Ci saranno molti spettatori e telespettatori, vogliamo far vedere un risultato straordinario. Ce la metteremo tutta e c’è la sensazione di poter fare grandi cose. Abbiamo giocato con tutte le squadre e le abbiamo battute. Sappiamo con assoluta sicurezza che possiamo conquistare qualsiasi medaglia.

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