Boston, lo sport oltre il terrore

L'atleta americana di origini russe Tatiana McFadden ricorderà l'attentato di Boston per sempre: "Quel giorno ho vinto la gara" (Foto: Reuters)

L'atleta americana di origini russe Tatiana McFadden ricorderà l'attentato di Boston per sempre: "Quel giorno ho vinto la gara" (Foto: Reuters)

Gli atleti russi presenti sono rimasti scioccati dall'attacco terroristico che ha colpito la cittadina americana il 15 aprile 2013: sono vicini alle famiglie delle vittime e sperano che le maratone continuino

La comunità sportiva russa ha lanciato un segnale di risposta all'attacco terroristico alla maratona di Boston (Usa), il 15 aprile 2013. "Sono rimasta scioccata quando ho visto il filmato di Boston in Tv -, ha commentato a Izvestia l'atleta russa Lidia Grigoryeva, che partecipò e vinse l'edizione del 2007. - Le bombe sono state collocate vicino al punto in cui sono passata quando ho gareggiato a Boston. Sono esplose dopo quattro ore di gara. A quel punto, il gruppo di atleti professionisti aveva già completato la maratona, ed io sarei stata tra loro".

"L'ultima volta che ho corso a Boston è stato nel 2010 -, ha aggiunto la Grigoryeva. - L'evento è sempre stato molto ben organizzato. Anche questa volta lo era". Il marito della Grigoryeva, il famoso allenatore Valery Grigoryev non riesce a nascondere l'emozione. "Siamo stati al telefono e online per tutta la notte con gli atleti presenti. Abbiamo un sacco di ricordi legati a questo posto. Conosco perfettamente l'intero percorso. Le ragazze ed io, prendiamo questa tragedia personalmente. Si tratta di un vero e proprio shock", ha riferito Grigoryev al quotidiano Moskovskie Novosti.

"Conosco il punto esatto in cui le bombe sono esplose. E di solito attraverso proprio quel punto. Posso immaginare perché hanno messo le bombe lì: è vicino alla zona Vip con accesso limitato. Ed è anche lì che i tifosi si riuniscono regolarmente. Erano stati scelti come bersaglio dell'attacco", ha continuato Grigoryev.

Alla domanda su come può essere garantita la sicurezza in una maratona, Grigoryev non trova una risposta: "Non ne ho idea. Penso che sia un problema globale che non possiamo risolvere. Questo vale non solo per Boston, ma anche qualsiasi maratona su larga scala".

L'atleta americana di origini russe, Tatiana McFadden, ricorderà per sempre il 15 aprile 2013 con un misto di emozioni. Quel giorno, a Boston, ha vinto la gara in carrozzina delle donne. Deborah McFadden, commissario statunitense per le disabilità, portò negli Stati Uniti Tatiana da un orfanotrofio di San Pietroburgo, quindici anni fa.

"Era un giorno ordinario di primavera, prima delle esplosioni. Ho fatto bene dalla distanza, ho avuto un grande sostegno e ho vinto. L'esplosione mi ha scioccato: è stato molto triste, perché quelli che partecipavano alla gara erano tutti uniti e si sostenevano l'un l'altro -, ha commentato Tatiana a Izvestia. - Polizia e medici hanno fatto un ottimo lavoro. Hanno reagito immediatamente alla situazione. La città non è stata schiacciata: c'erano tante persone buone tutt'intorno. Cercavano di aiutare gli atleti".

Nonostante lo shock, gli atleti russi ritengono che tali eventi, come la maratona di Boston, devono continuare. "La fama della maratona di Boston ha subito una terribile ferita -, ha detto Lidia. - Pensavamo che lo sport fosse oltre il terrorismo, ma ora c'è tanta paura. Non credo che questi eventi si fermeranno. I terroristi vogliono spaventare la gente, quindi abbiamo bisogno di dimostrare che tutto va bene e andare avanti con la maratona".Tatiana è d'accordo con Lidia: "Io credo che tutto andrà bene e che la polizia troverà i colpevoli. Non si può vivere nella paura. Non si può permettere che questa influenzi la vita".

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