Sochi, l'invasione pacifica dei volontari

Conto alla rovescia per la chiusura delle selezioni dei volontari che parteciperanno alle Olimpiadi di Sochi del 2014 (Foto: RIA Novosti / Valery Melnikov)

Conto alla rovescia per la chiusura delle selezioni dei volontari che parteciperanno alle Olimpiadi di Sochi del 2014 (Foto: RIA Novosti / Valery Melnikov)

Pioggia di richieste per prendere parte alla grande macchina organizzativa che lavorerà dietro le quinte delle Olimpiadi del 2014

Manca meno di un anno all’inizio delle Olimpiadi di Sochi 2014 e meno di un mese alla fine della selezione dei volontari. Già ora però il numero di persone che ha espresso il desiderio di diventare volontario alla XXII edizione dei Giochi Olimpici Invernali supera di tre volte la quantità richiesta. Pare che il movimento di volontari di Sochi 2014 abbia portato a un’esplosione di attivismo sociale da parte dei cittadini della Russia di oggi.

La selezione
I volontari di Sochi 2014 iniziano il loro percorso sul sitohttp://vo.sochi2014.com. Dopo la registrazione e la compilazione di un minuzioso questionario su di sé, a ogni volontario si propone di fare un test per la costanza e uno sul livello di competenza dell’inglese. Nel caso di superamento delle prove online il volontario è invitato a un incontro di mezz’ora che consta di un curioso colloquio flash, grazie al quale l’intervistatore verifica l’adeguatezza del volontario, può conoscere le sue precedenti esperienze e valutare la proprietà dell’inglese parlato.

Per decisione degli organizzatori, ad avere più chance di andare alle Olimpiadi sono quelle persone che hanno un livello di inglese superiore alla media.

I requisiti

Fino al 1° marzo 2013 gli stranieri di età compresa tra i 18 e gli 80 anni possono fare richiesta per partecipare ai Giochi Olimpici di Sochi 2014. Requisito preferenziale per la selezione finale dei volontari sarà la conoscenza del russo e dell’inglese. Il comitato organizzativo dei Giochi paga le spese di soggiorno e i pasti dei volontari, mentre il volo per Sochi è a carico del volontario

Il comitato organizzativo di Sochi 2014 paga ai volontari tre pasti al giorno (colazione e cena sono a buffet) e il soggiorno. A carico dei volontari rimane il viaggio per arrivare a Sochi. Nelle competizioni di prova i volontari vengono sistemati nei centri di cura disposti nel quartiere Adlerskij, mentre durante i Giochi vivranno in casette separate del Villaggio olimpico, ancora in fase di costruzione.

Ciascun volontario riceverà l’accredito per un solo impianto, ma nei giorni liberi potrà ottenere biglietti gratuiti per le competizioni in qualsiasi struttura.

Training
Per passare la selezione però non basta un buon inglese e la voglia di aiutare il proprio Paese a organizzare i suoi primi Giochi Olimpici Invernali. Per meritarsi un posto alle gare, ogni volontario selezionato deve anche superare alcuni training dedicati alla pianificazione del lavoro del personale e alla conoscenza delle strutture olimpiche. I volontari russi che hanno partecipano alle Olimpiadi di Londra svolgono un ruolo attivo nella preparazione e gestione dei training.

Madina Tsadina, ex volontaria alle Olimpiadi londinesi, ha raccontato ad esempio che a Londra l’Adidas voleva applicare delle sanzioni e togliere le medaglie ad alcuni atleti perché questi, nonostante avessero firmato un accordo, avevano indossato la divisa di un’altra marca.

L’incidente è stato poi risolto, ma è rimasto comunque un po’ di amaro in bocca a tutti i protagonisti della vicenda, atleti compresi. Alcuni volontari di Sochi seguiranno questi dettagli in modo che non si ripetano gli errori del passato.

Le gare di prova
Oltre ai training tutti i volontari devono obbligatoriamente prendere parte alle gare di prova negli impianti di Sochi, grazie alle quali potranno osservare a distanza ravvicinata come saranno organizzate le future competizioni. Alle gare di prova per ogni impianto si possono incontrare come minimo 15 canadesi, americani o norvegesi. Sono tutti ex volontari delle Olimpiadi di Vancouver e ora, in qualità di consulenti, sono pienamente coinvolti nel lavoro di coordinamento dei volontari.

La curiosità

Durante la tappa a Sochi della coppa del mondo di sci, svoltasi dal 28 gennaio al 2 febbraio 2013, la squadra spagnola capitanata da Joan Erola ha perso gli sci durante lo scalo a Zurigo. I volontari lo hanno scoperto un giorno prima dell’inizio delle gare, si sono attivati all’istante e, grazie a un lavoro ben organizzato, gli sci sono stati ritrovati e restituiti agli atleti nel giro di 8 ore. “Senza esagerare: se non fosse stato per loro, non avremmo gareggiato. Questi ragazzi si trovano sempre dove serve”, così il capitano della squadra spagnola ha espresso il suo ringraziamento ai volontari

Alle gare di prova che si sono tenute a inizio febbraio 2013 ha partecipato anche Jon Servold, supervisor del complesso di trampolini “Russkie gorki” (piccole montagne russe,ndr), una delle strutture più costose e complesse delle Olimpiadi. “Sono canadese di origine norvegese – ha spiegato -. Mi sono occupato dei trampolini ai Giochi invernali di Vancouver. Russkij Gorkij è una straordinaria struttura di trampolini, la vista da lassù è meravigliosa, ma di certo le gare non saranno semplici a causa del clima mite e del tempo. Il mio unico consiglio è: ‘Spera il meglio, ma preparati al peggio’. L’ultima parola spetta comunque alla natura. Per questo dobbiamo essere pronti, qualunque tempo faccia” mi ha spiegato Jon Servold.

I volontari
Il gruppo più numeroso di volontari è composto da studenti. Non è un caso, visto che il lavoro da volontario ai Giochi Olimpici prevede carichi notevoli e molto tempo libero.

Durante le gare di prova ho conosciuto Ljudmila Cherkasovaja, una donna di Sochi con un’interessante storia di volontariato alle spalle. Adesso lavora come addetta alle pulizie alle Russkij Gorkij. "Fin da giovane ho praticato la combinata nordica. Un tempo ho lavorato anch’io nel Comitato olimpico delle VI Spartachiadi dei popoli dell’Urss e mi ricordo quanto fosse importante che tutti i servizi fossero coordinati: i supervisori, le pulizie, i pasti. Oggi, a trent’anni di distanza, provvedo alla pulizia di uno dei più importanti e costosi impianti olimpici. Spero di riuscire a dare almeno una sbirciatina alle gare e fare qualche foto con i campioni", ha confessato Ljudmila.

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