Il giro del mondo in bici

Due russi fanno il giro del pianeta pedalando, per rievocare il centenario dell'impresa compiuta da Onisim Pankratov. Tappa anche a Milano

Pavel Grachev, 47 anni, è professore di storia. Alain Khairullin, 26 anni, è ingegnere elettronico. Negli ultimi tempi, però, i due non hanno lavorato, dato che di giorno pedalano e trascorrono le notti accampandosi con l’attrezzatura che si portano dietro. Negli ultimi mesi hanno montato la loro tenda in una foresta francese, hanno passato la notte in un albergo deserto sulle montagne austriache innevate e in Italia si sono esibiti in strada per pochi spiccioli. Stanno seguendo le orme di Onosim Pankratov, un ciclista russo che nel 1913 divenne il primo a effettuare il giro del mondo in bicicletta.

Per il loro giro del mondo di quasi 21mila chilometri, Grachev e Khairullin sono partiti a novembre 2012 dalla città di Kazan e prevedono che per portarlo a termine saranno loro necessari nove mesi. Dopo aver pedalato in Europa per 7.403 chilometri, il 5 febbraio 2013 hanno iniziato il tratto del loro itinerario che attraversa l’America del Nord.

Una volta partiti da New York, Grachev e Khairullin pedaleranno fino a Washington DC e da lì, passando per Tennessee e Arkansas, raggiungeranno Dallas in Texas. A quel punto svolteranno a Sud e prima di dirigersi a Ovest si spingeranno fino al confine col Messico. Presumono di arrivare a Los Angeles in California entro la fine di marzo 2013, dopo di che partiranno alla volta della Cina e attraversando l’Estremo Oriente russo torneranno a Kazan in tempo per  l’inizio delle Universiadi, fissato il 6 luglio 2013.

L’itinerario non è esattamente il medesimo percorso da Pankratov, che partì da Harbin, oggi in territorio cinese, e lì fece ritorno. Pankratov era un vigile del fuoco e praticava molti sport. Dopo aver letto che la Federazione internazionale del ciclismo intendeva offrire un premio consistente in un ramo di palma di diamanti al primo sportivo che avesse attraversato l’Europa, raccolse la sfida.

Partito nel 1911, Pankratov iniziò il suo viaggio in Europa, ma non volle fermarsi lì e decise di attraversare anche il continente americano. Gli occorsero due anni per completare il giro del mondo, in parte perché lungo il tragitto dovette fermarsi e trovare qualche lavoretto occasionale che gli consentisse di raccogliere i soldi necessari a continuare il viaggio. Pankratov morì a 28 anni, mentre combatteva come pilota durante la Prima Guerra Mondiale.

Per fortuna, Grachev e Khairullin non devono sottrarre tempo alla bicicletta per guadagnare soldi: il loro tour è sponsorizzato dal governo locale in partenariato con l’Associazione Drug-Free World. Negli ultimi tempi il ciclismo è stato infangato dagli scandali del doping e uno degli obbiettivi di questo tour è attirare l’attenzione su stili di vita sani, che non implicano l’uso di farmaci.

“Di tutti gli sport, il ciclismo è uno di quelli più salutari, superato forse soltanto dal nuoto. Quando si corre le articolazioni risentono dell’impatto sul terreno e possono subire contraccolpi, mentre il ciclismo implica un movimento fluido e tiene in esercizio il cuore - dice Khairullin. - Soltanto il cingolo scapolare non è coinvolto durante la pratica del ciclismo, ma gli addominali e quasi tutto il resto del corpo fanno ottimo esercizio fisico”.

La squadra riceve sostegno economico sufficiente a coprire il prezzo dei biglietti e poche spese, e di conseguenza i due ciclisti spesso devono cavarsela nella ricerca di un alloggio. In qualche caso ricorrono al social network CouchSurfing, in altri fanno tappa da amici, altrimenti montano una tenda ovunque trovino posto.

In una notte particolarmente rigida, sulle montagne austriache, i due russi hanno deciso di fermarsi in un albergo che si erano trovati davanti: il portone d’ingresso era aperto e il riscaldamento era acceso. Una volta  entrati, hanno atteso che  qualcuno comparisse per dare loro una camera, ma visto che nessuno ha risposto alla loro chiamata, dopo un po’ si sono addormentati nella lobby, stanchi per le molte ore trascorse in sella. Soltanto in seguito hanno appurato che l’albergo in effetti era chiuso – non essendo stagione turistica – e qualcuno doveva essersi dimenticato di chiudere a chiave il portone.

Pochi giorni prima di Natale, Grachev e Khairullin sono arrivati a Milano. Mentre pedalavano lungo le strade milanesi hanno sentito un coro cantare le canzoni di Natale e hanno deciso di offrire alcune monete. Poi i due ciclisti hanno cantato loro per gli italiani e il coro ha apprezzato a tal punto la loro esibizione da restituire  le monete ricevute in precedenza.

Nel loro viaggio Grachev e Khairullin hanno appreso molte cose su come è strutturato il traffico in bicicletta negli altri Paesi, e sperano di importare nella loro città natale di Kazan le prassi migliori. “A Vienna ci sono piste ciclabili lungo tutte le strade e un po’ ovunque parcheggi appositi per le biciclette”, ha raccontato Khairullin, che ha poi aggiunto che “il Paese dove ci siamo trovati meglio finora è la Polonia. Sul sito Web di CouchSurfing abbiamo ricevuto molti inviti, il Paese è accogliente e le strade sono ottime”.

“Ma gli automobilisti più gentili di tutti sono gli spagnoli”, lo ha interrotto Grachev. “Sì, mentre pedalavamo ci sorridevano, ci facevano segno col pollice alzato… anche se stavamo per finire in autostrada”, ha concluso Khairullin. 

Seguite il viaggio di Grachev e  Khairullin su cliccando qui

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