Armi climatiche e talpe da combattimento: i progetti sovietici più bizzarri

Vladimir Astapkovich/RIA Novosti
La guerra fredda suggerì fantasiose idee a scienziati e progettisti, molte delle quali però non videro mai la luce

Fonte: Vladimir Astapkovich/RIA NovostiFonte: Vladimir Astapkovich/RIA Novosti

Gli scienziati sovietici non erano a corto di idee rivoluzionarie. Metterle in pratica, però era davvero tutt’altra cosa. Nel momento in cui la guerra fredda si fece più intensa, però, alcuni progetti vennero realizzati (alcuni con successo, altri con meno successo) con l’obiettivo di contrastare il nemico numero uno: gli Stati Uniti.

Alcuni progetti scientifici e militari sviluppati durante il periodo sovietico sono utilizzati ancora oggi. Altri più ambiziosi, invece, come le armi laser, saranno realtà fra alcuni anni. Molti straordinari progetti vennero però abbandonati e dimenticati. Rbth vi svela quali.

La radio cerebrale

Nel 1923 l’ingegnere elettrico russo Bernard Kazhinskij iniziò a prendere in considerazione la straordinaria idea di realizzare una “radio cerebrale” per trasmettere impulsi cerebrali e trasformarli in segnali a lunga distanza.
Sostenendo l’idea che gli esseri umani non sono altro che stazioni radio viventi capaci di trasmettere e ricevere segnali, Kazhinskij si recò in Europa e Usa dove tenne alcune lezioni su questo argomento. Il suo progetto ottenne addirittura l’appoggio delle autorità sovietiche.

Bernard Kazhinskij. Fonte: archivioBernard Kazhinskij. Fonte: archivio

Il primo test delle sue teorie si tenne a Mosca nel 1924: utilizzando delle onde a basse frequenze si cercò di indurre alcuni cani a prendere un particolare libro da una pila di volumi per consegnarlo agli scienziati che si trovavano in una stanza adiacente. L’esperimento ebbe successo ma gli animali alla fine si rifiutarono di rispettare tutti i comandi a loro imposti.

Questo progetto ha ovviamente suscitato l’entusiasmo dei servizi segreti, interessati all’idea di poterlo utilizzare per influenzare la mente delle persone. Nonostante fosse pienamente convinto delle sue idee, Kazhinskij smise di lavorare a questo progetto, adottato poi da altri scienziati che, tuttavia, non lo realizzarono mai.

La talpa da combattimento

L’idea era quella di costruire una macchina che avrebbe potuto avanzare nel sottosuolo, scavando tra le rocce, riuscendo a distruggere eventuali macchinari nemici nascosti nel sottosuolo e riuscendo a violare le linee del fronte nemico.

Anche se il primo prototipo di questa macchina venne elaborato a Mosca all’inizio del XX secolo dall’ingegnere Petr Rasskazov, egli non lo vide mai messo in pratica visto che venne ucciso nel 1904. Si dovette attendere fino agli anni Trenta prima di realizzare nuovi passi in avanti con questa invenzione. Il primo apparecchio per la perforazione sotterranea venne infatti realizzato dall’ingegnere sovietico Rudolf Trebelevskij, che ottenne il sostegno delle autorità sovietiche. Questo apparecchio venne progettato per scavare nelle miniere e per condurre esplorazioni di carattere geologico. Ma il progetto alla fine venne accantonato e le autorità sovietiche decisero di concentrare i propri sforzi e i finanziamenti verso altre idee.

Fonte: archivioFonte: archivio

Negli anni Sessanta il progetto, sostenuto da Nikita Krushev, venne ripreso in mano ma rimase segreto. E in Crimea venne costruita una speciale fabbrica per la produzione sotterranea di questo prototipo, chiamato “talpa da combattimento”. Il primo modello, lungo 35 metri e dotato di testate nucleari, poteva spostarsi a una velocità di 7 km/h ed era in grado di trasportare una squadra di 15 soldati.

Il primo test, condotto nel 1964 negli Urali, ottenne un grande successo. Ma il secondo test non fu altrettanto positivo: un incidente (di cui non si conoscono bene i dettagli) causò il rinvio dei collaudi successivi e il prototipo alla fine venne totalmente abbandonato.

Fonte: Aleksej Bushkin/RIA NovostiFonte: Aleksej Bushkin/RIA Novosti

Armi climatiche

Negli anni Sessanta vari Paesi iniziarono a studiare dei metodi per influenzare le condizioni climatiche e atmosferiche. I sovietici erano infatti convinti che, se avessero potuto controllare il tempo, avrebbero potuto ottenere grossi vantaggi rispetto al nemico. E gli scienziati dedicarono tempo e forzi allo studio di questa teoria. Più tardi emerse che anche gli Stati Uniti stavano lavorando a un simile progetto.

Nel 1977 le Nazioni Unite hanno però adottato una convenzione che vieta l’uso armi climatiche, anche se Usa e Urss hanno continuato ad esaminare le prospettive di un simile progetto.

Per utilizzare i materiali di Russia Beyond è obbligatorio indicare il link al pezzo originale