La tragedia del Tu-154 e le reazioni nella società

Una ragazza depone dei fiori davanti alla foto di una delle vittime del Tu-154 precipitato nel Mar Nero.

Una ragazza depone dei fiori davanti alla foto di una delle vittime del Tu-154 precipitato nel Mar Nero.

: Aleksandr Yanyshev / RIA Novosti
Oltre ai messaggi di solidarietà arrivati da diversi Paesi del mondo, non sono mancati in Rete commenti sarcastici e offensivi indirizzati alle vittime, buona parte delle quali facevano parte dell’Aleksandrov Ensemble

Le reazioni alla tragedia del Tupolev 154 precipitato il 25 dicembre nel Mar Nero non ha suscitato in Russia e nel mondo unanime reazioni di cordoglio. Accanto alle espressioni di solidarietà, sono comparsi numerosi commenti sgradevoli e offensivi all’indirizzo delle vittime, in gran parte componenti dell’Aleksandrov Ensemble.

“In questi ultimi anni li invitavano in tournée perché erano considerati l’“arma canora” del Cremlino. Ed era così. Si esibivano in divisa, adempivano al loro dovere e se gli ordinavano di prendere un aereo per un concerto non potevano rifiutarsi” racconta alla “Casa Aleksandrov”, la sede dove si ritrovavano gli artisti, il direttore del Dipartimento della Cultura di Mosca, Aleksandr Kibovskij.

Lacrime e fiori

A bordo del velivolo viaggiavano 92 passeggeri: oltre ai 64 artisti, che costituivano il nucleo principale dell’ensemble, si trovavano anche nove giornalisti dei canali televisivi “Ntv”, “Primo canale” e “Zvezda” ed Elizaveta Glinka, conosciuta come “Doctor Liza”, responsabile della fondazione umanitaria “Spravedlivaya pomoshch”. I componenti dell’ensemble erano diretti ad Aleppo per il concerto di Capodanno e “Doctor Liza” doveva raggiungere la base di Bassel Al-Assad per consegnare un carico di medicinali all’ospedale universitario di Latakia.

“Non riesco ancora a crederci((( Non faccio altro che piangere” ha scritto nella sua pagina Facebook la giornalista del giornale Kommersant, Anna Zanina, “#Condoglianze per le vittime del Tu-254. Erano partiti per portare gli auguri di Capodanno ai nostri militari in Siria. È terribile, amici!” scrive un’altra utente di Facebook, Ksenyia Bugaeva.

Da domenica mattina la gente ha continuato a deporre fiori davanti alle sedi della fondazione “Spravedlivaya pomoshch” a Mosca e della “Casa Aleksandrov”. Qualcuno conosceva personalmente le vittime, ma molti altri sono venuti a rendere omaggio a persone a loro estranee solo in segno di solidarietà.

Il 26 dicembre è stata annunciata in Russia una giornata di lutto nazionale, sui canali della rete pubblica è stata sospesa la pubblicità. A Elizaveta Glinka verranno intitolati un ospedale per bambini in Cecenia e una serie di hospice nel Paese.

Navi di salvataggio nella zona della tragedia. Fonte: EPANavi di salvataggio nella zona della tragedia. Fonte: EPA

I commenti dall’Ucraina

Manifestazioni di “scherno” e “giubilo” per la morte delle vittime, così sono state definite dalle testate giornalistiche russe le reazioni degli ucraini alla tragedia. La notizia sulla tragedia è stata accompagnata da commenti quali “una splendida notizia”, “un concerto negli abissi” e altre frasi incresciose dai toni sarcastici.

“Le vittime non si addolorano mai per le perdite subite dall’aggressore tra le sue truppe. Le vittime, se non sono malate nel cervello, non riescono a provare un sincero cordoglio per la caduta di un aereo militare da trasporto del Ministero della Difesa del loro nemico… I russi, che si stupiscono delle reazioni degli ucraini, probabilmente si sono dimenticati della Crimea e del Donbass”, ha scritto l’ucraino Ayder Muzhdabaev, vice direttore generale del canale televisivo Atr.  

Tuttavia, vi è anche chi esorta a non attribuire simili reazioni a tutto il popolo ucraino: “Sono persone senza Dna quelle che scrivono certe parole. Che differenza fa che abbiano un passaporto oppure un altro, si tratta comunque di persone senza un futuro e senza un passato”, ha detto nel suo video appello il blogger ucraino Anatoly Sharyi. “Sono forse dei criminali di guerra le vittime dello schianto dell’aereo? No, solo dei semplici civili… Vorrei porgere le mie più sincere scuse per quanto è successo. Vi sono milioni di miei compatrioti che non si comporterebbero mai così”.

Alcuni mazzi di fiori e le foto delle vittime della tragedia. Fonte: Maksim Blinov/Ria NovostiAlcuni mazzi di fiori e le foto delle vittime della tragedia. Fonte: Maksim Blinov/Ria Novosti

“Meglio tacere”

Non è stata compresa da tutti la reazione di una parte dell’opinione pubblica liberale. Grande clamore, per esempio, hanno suscitato nei social media i post della blogger Bozhena Rynska.  

“Ti alzi e scopri la notizia. Tutta l’Ensemble Aleksandrov… tutta! Non l’intero staff di Ntv… ma proprio l’ensemble dei musicisti, perché mai?! Perché proprio questo magnifico ensemble? Ci sarebbe da ringraziare Dio per la troupe di riprese di Ntv, ma perché tutti gli altri?”, ha scritto Bozhena. Il post in seguito è stato rimosso dall’amministrazione di Facebook e Bozhena ha spiegato la sua posizione dicendo che nel 2013 “ci aveva quasi rimesso la vita per un avvelenamento causato da Ntv”.

Qualcuno ha collegato la tragedia alle operazioni militari russe in Siria e si è affrettato ad accollare la colpa al Presidente della Federazione Russa, diffondendo il post “non è l’ora di finirla con queste esercitazioni?”, enumerando tutte le vittime non militari russe, legate alla Siria: nell’elenco figura l’aereo russo precipitato nel Sinai e l’assassinio dell’ambasciatore della Federazione.

Ogni giudizio è soggettivo, ma valutare a voce alta queste morti come una conseguenza inevitabile è vile e indecoroso, ha scritto il giornalista Stanislav Kucher, membro del Consiglio presidenziale per lo sviluppo della società civile e i diritti umani. “Si può essere contro Putin e in generale contro la guerra e le operazioni militari in Siria. Si può anche non guardare la televisione e disprezzare la propaganda, ma non si può esultare pubblicamente per la morte dei propri concittadini… Meglio tacere”. 

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