L’Italia, primo fornitore di pasta in Russia

Un piatto di pasta al pomodoro.

Un piatto di pasta al pomodoro.

: Odette De Siena / Flickr
Nonostante la crisi dovuta all’embargo e alla crisi del rublo, nel 2015 la Federazione ne ha importato quasi 30mila tonnellate, per un totale di 28,6 milioni di euro. E oggi con il World Pasta Day si vuole rafforzare la consapevolezza del consumatore russo. Inaugurata ufficialmente la Settimana della pasta nella sede dell’Ambasciata: attesi eventi e iniziative in oltre dieci ristoranti di Mosca

Un mercato strategico per la pasta italiana. È questa la Russia di oggi: un Paese che nel 2015 ha importato 29mila tonnellate di pasta Made in Italy, per un valore di 28,6 milioni di euro. E non è un caso quindi che la 18esima edizione della World Pasta Day, la giornata internazionale della pasta, si apra proprio a Mosca, città che ricopre una grande importanza per l’industria italiana della pastificazione.

Tuttavia le cifre del mercato russo hanno subito una brusca frenata a causa dell’embargo e della crisi del rublo: così come fa sapere l’Ice, l’agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, rispetto al 2014 l’Italia ha esportato nella Federazione il 52% in meno di pasta, scivolando verso i volumi di cinque anni fa. Una caduta confermata anche nei primi sei mesi del 2016, quando si è registrato un -31% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. 

Ad ogni modo il titolo di primo fornitore della Federazione, in termini di pasta, continua ad aggiudicarselo l’Italia. “La pasta è da sempre un asset importante nel paniere di prodotti agroalimentari che l’Italia esporta sul mercato russo, veicolando non solo ottime proprietà nutritive ma una parte importante della storia e cultura culinaria del nostro Paese”, spiega Pier Paolo Celeste, direttore dell’agenzia ICE di Mosca.

 Paolo Barilla, presidente dell'associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane, nella sede dell'Ambasciata d'Italia a Mosca / Fonte: Rbth Paolo Barilla, presidente dell'associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane, nella sede dell'Ambasciata d'Italia a Mosca / Fonte: Rbth

E così, dal 26 ottobre all’8 novembre 2016, la capitale russa ospiterà una serie di iniziative finalizzate a promuovere in Russia il piatto italiano per eccellenza, "rafforzando la consapevolezza del consumatore circa le corrette modalità di utilizzo dei prodotti italiani". Questi eventi coinvolgeranno oltre una decina di ristoranti italiani a Mosca e altrettanti pastifici e aziende Made in Italy.

La Settimana della pasta è stata inaugurata ufficialmente ieri sera nella sede dell’Ambasciata italiana a Mosca, dove è intervenuto anche Paolo Barilla, presidente dell'associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane, il quale ha parlato di un alimento non solo “buono a livello nutrizionale”, ma anche “sostenibile per l’ambiente”.

“E oggi la giornata mondiale della pasta ci offre l’opportunità di raccontare questo alimento straordinario che per la sua capacità di superare confini culturali e geografici, si candida a cibo ideale per sfamare il mondo - ha detto Barilla -. Rispetto a 18 anni fa, anno del primo World Pasta Day, oggi sono quasi raddoppiati – passando da 30 a 52 – i Paesi del mondo dove se ne consuma più di un chilo a testa. In Russia la pasta è considerata una scelta sana, naturale accessibile a tutte le categorie sociali e a basso impatto ambientale. La complessa situazione geopolitica ha bruscamente interrotto la crescita del nostro export verso questo Paese, ma noi pastai nella Russia continueremo a crederci e a investire. Ci sono ancora margini per rilanciare questo mercato e tornare a crescere.” 

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