Il Veneto sta con la Crimea, e la notizia fa il giro della Russia

Uno scorcio della Crimea.

Uno scorcio della Crimea.

: Shutterstock
Ha creato grosso scalpore la risoluzione con la quale Palazzo Balbi voterà oggi per il riconoscimento della penisola e per eliminare le sanzioni. Il voto, che non avrà comunque alcuna conseguenza a livello di politica internazionale, è stato ripreso da tv e giornali della Federazione. Il portavoce russo degli Esteri: "Questo è solo l'inizio"

"Il voto del consiglio regionale del Veneto è solo l'inizio". Come una biglia impazzita, la notizia della risoluzione veneta per riconoscere l'autodeterminazione della Crimea, che verrà votata questo pomeriggio a Palazzo Balbi su iniziativa del consigliere della Lista Zaia Stefano Valdegamberi, sta rimbalzando su tv e giornali della Federazione. Tanto da arrivare a scomodare anche il portavoce ufficiale del Ministero russo degli Esteri Maria Zakharova che, interpellata dal quotidianoIzvestia, ha dimostato particolare entusiasmo nei confronti della notizia. "Questa votazione, così come altri processi politici e il referendum nei Paesi Bassi, dimostra che il processo di propaganda anti-russa legato alla questione ucraina non solo è arrivato in un vicolo cieco, ma si sta rivoltando anche contro coloro che lo hanno avviato", ha dichiarato Maria Zakharova.

Gli occhi della Russia restano quindi puntati su Venezia (dove il governatore Zaia tra l'altro sta spingendo per ottenere il referendum sull’autonomia del Veneto). Un'iniziativa, aveva dichiarato Valdegamberi alla vigilia della votazione, voluta per "riconoscere la possibilità al popolo della Crimea di scegliere il proprio destino". "La Crimea – aveva aggiunto Valdegamberi -, vuole stare con la Russia. Inoltre chiediamo la fine delle sanzioni e che vengano ripristinati i rapporti con la Russia".

Ma se a livello pratico la votazione voluta da Valdegamberi non avrà alcuna conseguenza ("come Regione non abbiamo nessuna competenza a livello internazionale", ha precisato a Rbth il consigliere Graziano Azzalin del Partito Democratico, facendo presente che tali questioni sono e restano di competenza della politica estera dello Stato), a livello mediatico la notizia ha scatenato non poco scalpore. Le agenzie russe hanno dedicato ampio spazio all'iniziativa, con titoli altisonanti ripresi da tv e giornali.

"Il consiglio del Veneto ha presentato un progetto di risoluzione per riconoscere lo status della Crimea", scrive la Tass. "Il Veneto chiede al governo di condannare la politica dell'Unione Europea relativa alla questione della Crimea", rilancia Ria Novosti, dedicando un'ampia intervista al consigliere Luciano Sandona, della lista Zaia presidente, sull'importanza di questa risoluzione (depositata il 20 aprile) e sulla delicata questione delle sanzioni.

"L'Europa è cambiata rispetto a qualche anno fa – ha aggiunto Maria Zakharova, commentando il polverone sollevato da Venezia -. E hanno contribuito diversi fattori: la crisi siriana, la situazione in Medio Oriente e nell'Africa del nord, la situazione in Ucraina, l'intromissione degli Stati Uniti nelle questioni interne non solo di Ucraina ma anche negli affari interni dei Paesi europei. Tutto ciò crea un'immagine ben diversa dell'Europa del futuro. Non importa quanto abbia lavorato la macchina della stampa, non importa quanti nuovi gruppi e strutture propagandistiche siano apparse… La gente non può più chiudere gli occhi davanti a questa politica rivolta esclusivamente contro l'Europa. E il voto del Veneto è solo un esempio".

Dura invece la reazione dell’ambasciatore ucraino in Italia Evgenij Pereligin che, con una lettera indirizzata ai consiglieri regionali, ha sottolineato il proprio disappunto. “Sarebbe meglio - ha affermato Pereligin, così come riporta Izvestia -, che gli italiani contribuissero alla reintegrazione pacifica della Crimea in Ucraina, invece di stabilire relazioni economiche e commerciali illegittime con la penisola”.

 

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