Parcheggi selvaggi, scatta la rivolta

Un attivista attacca un grande adesivo con la scritta "Non me ne frega niente di nessuno, parcheggio dove mi pare” sul parabrezza di una macchina parcheggiata in divieto di sosta.

Un attivista attacca un grande adesivo con la scritta "Non me ne frega niente di nessuno, parcheggio dove mi pare” sul parabrezza di una macchina parcheggiata in divieto di sosta.

: PhotoXPress
In alcune città russe sta prendendo sempre più piede il movimento "StopKham" (StopMaleducazione) per contrastare le auto in divieto di sosta. Ma non manca la polemica: giustizia sommaria o nuova espressione della società civile?

Sera di un giorno feriale. Il traffico su una piccola via del centro di Mosca è paralizzato. La causa: una Mercedes bianca con le quattro frecce accese sosta in mezzo alla strada, di fronte all'ingresso di un ristorante. Dopo un po' si riesce a trovare il proprietario del veicolo abbandonato. Una giovane ragazza si avvicina all'auto e sul parabrezza, durante la sua assenza, era comparso un adesivo imponente con su scritto “Non me ne frega niente di nessuno, parcheggio dove mi pare”, appiccicata dagli attivisti del movimento "StopKham" (StopMaleducazione).

"Cos'è sta roba?", si arrabbia la ragazza strappando l'adesivo. Le si avvicina un gruppo di giovani. Presentandosi come attivista del movimento "StopKham", uno di loro spiega: "A causa sua si è creato un ingorgo sulla via. Abbiamo dovuto prendere provvedimenti".

Lo scontro verbale inizia così. E uno degli attivisti riprende tutto con la videocamera. La vicenda va avanti per una quindicina di minuti, poi la donna indignata se ne va, dopo aver strappato l'adesivo.

Questa volta gli “stopkhamisti” se la sono cavata solo con degli insulti, ma spesso i conducenti arrabbiati ricorrono alla violenza: spaccano la videocamera, tolgono gli adesivi o addirittura vengono alle mani con gli attivisti del movimento.

Il movimento "StopKham" è nato nel maggio 2010 come uno dei programmi federali per il movimento giovanile pro-Cremlino "Nashi". Nel luglio 2010 il progetto è stato presentato in occasione del Forum "Seliger" e verbalmente approvato dall'allora ministro degli Interni Rashid Nurgaliyev.A capo del movimento è Dmitrij Chugunov, ex membro attivo del movimento giovanile pro-Cremlino "Nashi", con cui ha cessato di collaborare nel 2012. Da allora, il movimento "StopKham" è formalmente indipendente.

La lotta alle infrazioni

Il movimento "StopKham" rientra tra i progetti di iniziativa civile. Il suo scopo è lottare contro le violazioni del codice stradale e contro la maleducazione sulle strade, come parcheggiare in divieto di sosta, deviare gli ingorghi passando sui marciapiedi e così via.

Per combattere le infrazioni, "StopKham" organizza azioni pubbliche. "A Mosca facciamo questi blitz ogni giorno – racconta a Rbth Dmitry Chugunov, a capo del movimento "StopKham" –, di solito due o tre al giorno, ma possono essere anche di più".

Tutti i blitz sono accompagnati da cameraman. Ogni violazione viene ripresa dalle telecamere e i video più scandalosi vengono caricati sul canale YouTube del movimento.

Gli attivisti di "StopKham" non risparmiano nessun delinquente: sul parabrezza delle auto parcheggiate abusivamente vengono appiccicati adesivi con la scritta: "Non me ne frega niente di nessuno, parcheggio dove mi pare", che è diventato segno distintivo del movimento.

Una macchina "colpita" da "StopKham", nel centro della capitale russa

“StopKham” VS polizia stradale

L'attività del movimento "StopKham", tuttavia, non è ben vista dalla polizia stradale. “StopKham è un organismo che non riconosciamo, danno solo fastidio – ha riferito il direttore della polizia stradale della Carelia Andrej Chervochkin –, a loro interessa solo riprendere con la telecamera e fare arrabbiare la gente. Sì, le persone infrangono le regole, devono essere punite, ma abbiamo un sistema giudiziario e lo stato di diritto. Non posso giudicare nemmeno io, nessuno".

Viktor, un tassista di Mosca, condivide questa opinione: "Non capisco il senso di "StopKham". C'è già la polizia stradale. Cosa significa, che da sola non ce la fa?".

Rivolgiamo questa domanda al capo di "StopKham". "Sì, la polizia stradale non è efficiente – risponde Chugunov –, se lo fosse, non esisterebbe il nostro movimento".

La questione dei finanziamenti

Il tassista Viktor condivide le osservazioni fatte: "Spesso gli “stopkhamisti” organizzano blitz in pieno giorno, tra le 12 e le 16, quindi in orario lavorativo. Questo significa che non lavorano da nessuna parte. Come si guadagnano da vivere?".

Stando a Chugunov, gli attivisti lavorano gratis. Riceve uno stipendio fisso solo chi si occupa del sito e dei video.

La maggior parte dei fondi di "StopKham" sono statali, ricevuti sotto forma di borse dell'amministrazione del Presidente. Nel 2013, per il progetto sono stati stanziati 4 milioni di rubli (129.000 dollari), 6 milioni (181.000 dollari) nel 2014 e 8 milioni (137.000 dollari) nel 2015. Un certo provente arriva anche da YouTube. SocialBlade, il servizio per la valutazione della redditività dei canali YouTube, stima che gli attivisti possono guadagnare con il loro canale fino a 192.000 dollari all'anno.

Il 30 marzo il tribunale cittadino di Mosca ha bandito il movimento. L'ufficio stampa del tribunale ha informato che, su richiesta del Ministero della giustizia, a ottobre il tribunale aveva deciso di bandire il movimento. Tale decisione non è stata impugnata, dunque è entrata in vigore ed eseguita. Alla domanda di Rbth "StopKham continuerà la sua attività?" Chugunov ha risposto "naturalmente", ma senza specificare finora in quale formato.
Iniziativa civile o semplice pubblicità?

Il movimento ha una rete che si estende su circa 30-50 città della Russia. "Si rivolgono a noi ragazzi provenienti da diverse città. Dicono che vogliono aprire una filiale di StopKham. E noi siamo felici di aiutarli", dice Chugunov.

Yurij Geiko, capo-redattore della rivista di automobilismo Avtolikbez, loda il movimento. "È giustissimo. I ragazzi fanno un buon lavoro. Questo è un esempio di come nascono iniziative della società civile nel nostro Paese".

"Il nostro progetto sta cominciando a cambiare il pensiero delle persone", dice Chugunov.

Tuttavia, verso "StopKham" sono molte le critiche da parte di chi crede che l'esistenza del movimento sia dovuta ad una "copertura dall'alto" e solo per farsi pubblicità. Con questo fine gli attivisti utilizzano attivamente le risorse di YouTube. Diversi anni fa, gli avversari più accaniti di "StopKham" avevano creato il loro movimento sociale "Stop StopKham", per "porre fine alle azioni illegali" degli stopkhamisti.

 

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