L’uomo è nello spazio: le prime pagine dei giornali sovietici

La prima pagina del giornale "Komsomolskaya Pravda", del 13 aprile 1961.

La prima pagina del giornale "Komsomolskaya Pravda", del 13 aprile 1961.

: oldgazette.ru
Ecco come la stampa dell’epoca ha raccontato al Paese il primo volo di Yurij Gagarin. Fra i telegrammi arrivati alla redazione, anche quello del regista italiano Giuseppe De Santis

Izvestia

“L’uomo sovietico è nello spazio”. Recita così il titolo del giornale Izvestia del 12 aprile 1961. In quel giorno, gli occhi di tutto il mondo, e in particolar modo dell’Urss, sono fissi verso la volta celeste. Yurij Gagarin è volato nello spazio. 

“Si è svolto un grande evento - recita l’appello del Comitato centrale del partito comunista -. Per la prima volta nella storia l’uomo è riuscito a volare nello spazio!”

“In questo gesto eroico, che resterà nei secoli, ha preso vita il genio del popolo sovietico, la potente forza del socialismo”

“108 minuti che hanno sconvolto il mondo”, così si legge nel titolo della terza pagina del giornale, che riporta anche lettere e commenti dei lettori, oltre a pezzi che raccontano l’incredibile lavoro non solo dell’astronauta, ma anche degli ingegneri sovietici. Messaggi di felicitazioni sono arrivati da ogni angolo del Paese. 

Il giornale cita inoltre dei telegrammi arrivati dall’estero, tra cui uno proveniente dall’Italia. Il regista e sceneggiatore italiano Giuseppe De Santis scrive: “È grandioso! Che cos’altro si può dire? È difficile essere originali per aggiungere qualsiasi altra cosa”.

Fonte: oldgazette.ruLa prima pagina del giornale IzvestiaFonte: oldgazette.ru
Fonte: oldgazette.ruLa prima pagina del giornale TrudFonte: oldgazette.ru
Fonte: oldgazette.ruLa prima pagina del giornale Vechernyaya MoskvaFonte: oldgazette.ru
Fonte: oldgazette.ruLa prima pagina del giornale Moskovskij KomsomoletsFonte: oldgazette.ru
 
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Trud

“È successo!”, scrive a caratteri cubitali la prima pagina del giornale Trud. Oltre alla reazione ufficiale del Partito comunista, il giornale ha pubblicato anche una poesia dedicata a Gagarin, la conversazione tra il cosmonauta e Khruschev, svoltasi dopo l’atterraggio (così come si legge nel titolo), e gli auguri da parte dei lettori. 

I corrispondenti del giornale sono poi scesi in strada per raccogliere i commenti della gente: “Sono orgoglioso che il primo cosmonauta sia stato un cittadino sovietico. Lo trovo assolutamente logico. Non poteva che essere così”, racconta al giornale un cittadino intervistato. Gli altri articoli invece riportano la vita di Gagarin e alcune curiosità della sua biografia. 

In seconda pagina invece la notizia riguarda il nuovo nome dell’Istituto dove ha studiato il cosmonauta, da quel momento ribattezzato in onore di Gagarin.

Vechernyaya Moskva

“Yurij Gagarin è felicemente tornato sulla Terra”. Sulla prima pagina del giornale Vechernyaya Moskva si dà spazio a come sia stato possibile tecnicamente realizzare il primo volo nello spazio. “Analizziamo il movimento della navicella spaziale sull’orbita della Terra. (...) Studiamo il modo di ridurre la velocità della navicella spaziale. (...) Qual è la natura di questo fenomeno fisico?”, si legge.

Nella prima pagina vengono inoltre riportati i commenti di alcuni cittadini sovietici: il primo è di un’operaia della fabbrica “Krasnyj bogatyr”: “Oggi è il giorno più felice della mia vita”, dice.  

Non tutto il numero però è dedicato al primo volo di Gagarin: il giornale ha pubblicato anche un racconto di un lettore e le notizie sportive del giorno.

Moskovskij Komsomolets

I titoli dei giornali fanno percepire bene l’atmosfera di quel periodo: “L’uomo è nello spazio”, “Gloria all’atto eroico del popolo”, “Il mondo è sconvolto”, “L’orgoglio, la felicità, l’ammirazione”.

Il giornale pubblica anche un messaggio del regista Sergej Bondarchuk e dei poeti Petrus Brovka e Aleksandr Prokofiev. “Consideriamo che tale avvenimento dovrebbe esser immortalato per sempre. Per questo portiamo alle organizzazioni pubbliche e competenti la proposta di rinominare la Piazza del Manezh, nel centro della nostra capitale Mosca, nella piazza dei Cosmonauti, con l’installazione di un monumento in onore della conquista del cosmo da parte di un cittadino sovietico”.

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