Lavoro, cosa (non) fare per avere successo ai colloqui in Russia

Candidati aspettano un colloquio di lavoro

Candidati aspettano un colloquio di lavoro

Shutterstock/Legion Media
Dal 1° luglio i datori sono tenuti a motivare per iscritto le ragioni per cui i candidati eliminati non risultano adeguati alle esigenze delle imprese. Le motivazioni ufficiali, però, non sempre corrispondono alla realtà. Ecco cosa evitare per non indispettire il capo

Di rado i colloqui risultano obiettivi. Il fattore personale o la “percezione soggettiva”, come viene definita dagli Hr manager, giocano un ruolo non secondario nei colloqui di lavoro. Dal 1° luglio 2015 il datore di lavoro russo è tenuto a fornire nell’arco di 7 giorni al candidato un documento scritto in cui viene comunicata la motivazione del suo rifiuto. In caso contrario il datore di lavoro potrà essere punito con un’ammenda. Per gli impiegati più esperti dell’ufficio del personale ciò non costituisce un problema. Esistono già dei form prestampati con le ragioni dei rifiuti.

“Di solito i candidati vengono respinti perché non possiedono una qualificazione adeguata al lavoro o perché non dispongono dell’esperienza sufficiente”, spiega il direttore dell’ufficio legale del “Centro per la tutela sociale dei lavoratori” Sergei Saurin. “È molto più semplice spiegare che sono stati esaminati 15 candidati e che è stato scelto il primo candidato che risultava adatto o che il posto era già occupato”.

Stranieri in cerca di lavoro?

I commenti non detti

Ma si tratta solo di motivazioni ufficiali e quello che pensano veramente i potenziali datori di lavoro non viene rivelato. Se non in forma anonima. Come ammettono gli Hr manager, le ragioni del rifiuto potrebbero essere un profumo troppo intenso che si indossa, una voce ritenuta sgradevole, un accento provinciale, delle unghie troppo vistose o semplicemente l’aspetto fisico di una persona che rievoca ricordi poco piacevoli.

RBTH ha selezionato alcuni dei motivi più strani per i quali sono stati rimbalzati dei candidati e le richieste più assurde che si possono sentire ai colloqui di lavoro in Russia:

1. “Una volta i top manager della nostra società hanno respinto un candidato perché aveva la fronte troppo alta, e questo, a loro avviso, era un segno di stupidità”, spiega Ekaterina, che da oltre dieci anni seleziona il personale per una delle maggiori società russe di retail.

2. “Un’altra volta - prosegue Ekaterina -, uno dei nostri boss ha chiesto a un candidato quale fosse il suo film preferito e quando lui ha risposto "La guardia del corpo", non è stato assunto perché è stato ritenuto troppo antiquato"

3. “Un altro boss, molto appassionato di pesca, durante il colloquio si è intrattenuto a lungo con il candidato sul tema degli accessori da pesca - continua Ekaterina -. Quando il candidato è apparso un po’ esitante sui tipi di canne da utilizzare il mio capo non l’ha assunto spiegando che una persona che non riesce a cavarsela bene coi suoi hobby, non può che cavarsela male anche nel lavoro”.

4. Talvolta al candidato piace talmente il proprio posto di lavoro che è persino pronto a soddisfare alcune esigenze del boss anche se esulano dal lavoro. “Parecchi anni fa sono stato assunto in una compagnia petrolifera”, racconta il moscovita Igor. “Abbiamo concordato le condizioni e stavamo quasi per stringerci la mano, quando il mio futuro capo mi ha chiesto di radermi la barba. All’inizio pensavo che scherzasse. Ma poi lui mi ha detto in modo quasi esplicito che questo poteva costituire un ostacolo per ottenere il lavoro. Prima di allora avevo portato la barba per quasi 6 anni, ora mi rado ogni giorno”. 

Vita da freelance

5. La moscovita Tatiana Rusakova nel 2002 non era risultata gradita al suo potenziale datore di lavoro. “Mi ero presentata per un posto in una società di ricerche di mercato e non sono stata presa a causa della mia pettinatura. Avevo i capelli lunghi e mi ero fatta i codini perché i capelli non mi dessero fastidio. Nessuno allora mi fornì delle spiegazioni, ma un’amica che lavorava là, dopo il colloquio sentì dire a uno dei top manager che per un lavoro così serio certe pettinature erano inappropriate”. Un anno dopo la fatalità fece ricapitare Tatiana a un colloquio nella stessa impresa con gli stessi top manager, ma aveva ormai cambiato pettinatura e venne assunta. La ragazza capì poi che la prima volta il boss in cui si era imbattuta era semplicemente di cattivo umore, in seguito nessun dirigente fece mai più alcuna rimostranza sul suo look.

Il ricorso al tribunale

Tutte queste conclusioni sulle barbe e sulla pesca giungono di rado alle orecchie dei candidati. Eppure in base all’articolo 64 del Codice del lavoro della Federazione Russa, un datore di lavoro non può respingere un candidato se le ragioni esulano dalle sue qualità professionali. Se la motivazione ufficiale della non assunzione fosse stata la “sua pettinatura inadeguata”, la ragazza avrebbe potuto senza dubbio ottenere un indennizzo, spiega Sergei Saurin. 

“Se un datore di lavoro si rifiuta di assumere un candidato a causa del suo aspetto sciatto o inappropriato è tenuto a motivare le ragioni per cui l’impresa ha bisogno di un collaboratore con un look diverso: per esempio, nel caso in cui per lavorare con i clienti fosse d’obbligo vestire in un certo modo e al colloquio si presentasse invece un hippie. Mentre se succede l’opposto, si ha la facoltà di ricorrere al tribunale per richiedere i danni morali o per dimostrare che si è trattato di una discriminazione, qui esiste anche un problema di responsabilità penale”. 

Gli esperti ammettono che è difficile che certi casi finiscano in tribunale. Solo una minima percentuale di candidati chiede di avere un documento scritto che motivi il rifiuto dell’assunzione. Per la maggioranza è assolutamente chiaro che indipendentemente dalla motivazione nessun tribunale potrà aiutarli, se già  durante il colloquio le due parti non si sono reciprocamente piaciute. 

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