Wikipedia a rischio? Scongiurato il blocco

La versione russa di Wikipedia continuerà a restare attiva dopo aver modificato la pagina contenente un articolo sul “charas”, vietato da un tribunale di Astrakhan (Foto: Shutter Stock/Legion Media)

La versione russa di Wikipedia continuerà a restare attiva dopo aver modificato la pagina contenente un articolo sul “charas”, vietato da un tribunale di Astrakhan (Foto: Shutter Stock/Legion Media)

Nel mirino dell’agenzia federale per i mass media, un articolo sull’hashish che viola la legge: avrebbe potuto causare l’oscuramento dell’intera enciclopedia online. Dure le polemiche. Ma è bastato modificare il pezzo incriminato per evitare il blocco totale

La versione russa di Wikipedia non è stata bloccata. Si era gridato allo scandalo dopo che Roskomnadzor (il servizio federale per la supervisione nella sfera della comunicazione, delle tecnologie dell'informazione e dei mezzi di comunicazione di massa) aveva chiesto agli operatori dell’enciclopedia online di bloccare una pagina dedicata al "charas", un tipo di hashish prodotto dall’estrazione della resina di cannabis. Un’operazione non possibile, quella di chiudere una sola pagina, poiché il protocollo protetto usato da Wikipedia (https) non permette di bloccare singole pagine, ma costringe a chiudere tutte le risorse. È comunque bastato modificare l’articolo per mantenere attiva la versione russa di Wikipedia.

Internet, liberà a rischio?

Il caso

Il servizio federale per la supervisione nella sfera della comunicazione, delle tecnologie dell'informazione e dei mezzi di comunicazione di massa (Roskomnadzor) aveva ordinato agli operatori di Rete di bloccare un articolo riguardante il "charas". “Le operazioni per il trasferimento di questo testo su un altro indirizzo URL, avviate dall'amministrazione russa dell'enciclopedia internet, non hanno limitato l'accesso degli utenti all'informazione ritenuta vietata dal tribunale”, si legge nelle dichiarazioni di Roskomnadzor (il 21 agosto era stato modificato l'indirizzo dell'articolo: al link di ricerca compariva un elenco di significati del termine “charas”. In questo modo, la richiesta del tribunale era già stata soddisfatta, ndr). Veniva inoltre specificato che il “carattere contrastante dell'informazione pubblicata su Wikipedia è stato confermato da un gruppo di esperti”, e dal servizio federale russo per il controllo del traffico di narcotici.

Alla fine di giugno la decisione relativa al divieto di diffusione in Russia di informazioni riguardanti i metodi di preparazione dei narcotici è stata dichiarata illegale dalla corte dell’oblast di Astrakhan.

Approvata la legge
sul diritto all'oblio su Internet

Il direttore esecutivo di NP “Wikimedia RU”, Stanislav Kozlovskij, in precedenza aveva reso noto che “in questo articolo tutte le notizie erano state ricavate dal sito delle Nazioni Unite e che le fonti sono di carattere accademico”.

“Abbiamo valutato la situazione e abbiamo deciso di lasciare l’articolo”, aveva concluso.

La richiesta di blocco

Roskomnadzor aveva comunque chiesto di bloccare la pagina incriminata. Per far ciò, però, sarebbe stato necessario bloccare l’intera risorsa, poiché Wikipedia funziona tramite “https”, un protocollo che non consente di bloccare l’accesso a una sola pagina del sito. Secondo i gestori della versione russa dell’enciclopedia online, l’eventuale blocco avrebbe reso inaccessibile tutte le pagine del sito.

I commenti

Come ha dichiarato a RBTH il principale analista dell'associazione russa per le comunicazioni elettroniche, Karen Kazarjan, sarebbe stato un palese caso di abuso di potere. “A mio parere Wikipedia ha rispettato alla lettera la legge. L’articolo, infatti, per qualche ora non è stato disponibile all’indirizzo originale. Sembra che Roskomnadzor avesse decido di optare per un confronto e di agire in maniera diversa”. 

Secondo Anton Nosik, blogger ed esperto di media, “in questo caso il problema riguarda la legge (che obbliga a bloccare le risorse che riportano questo tipo di informazioni), non Roskomnadzor”. “Roskomnadzor è costretto a rispettare le regole. Le norme però sono di scarsa qualità, poiché gettano le basi per un numero illimitato di abusi”, afferma Nosik. L’esperto ha quindi ricordato che non si tratta di una legge nuova e che i blocchi avvengono di continuo, costringendo gli utenti a trovare metodi alternativi per evitarli. E di scappatoie se ne troveranno ancora: “Tutti coloro che vogliono continuare a usare internet in Russia - ha concluso -, dovranno preoccuparsi di installare software per evitare possibili divieti”. 

Lo sblocco

In definitiva, dopo le polemiche l’articolo incriminato è stato modificato e non è più stato vietato, facendo così svanire l’ipotesi di un blocco generale di Wikipedia. “Le informazioni, considerate vietate dal tribunale, sono state modificate - si legge sul sito di Roskomnadzor -. L’articolo relativo al "charas", apparso in quel momento su Wikipedia, non viola i requisiti di legge secondo gli esperti del Servizio federale per il controllo dei narcotici della Federazione Russa”. L’enciclopedia online resta quindi attiva e accessibile in Russia. 

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