La "casetta" dove si insegna la cultura russa

I ragazzi della scuola (Foto: ufficio stampa)

I ragazzi della scuola (Foto: ufficio stampa)

Tra letteratura e sport. È Teremok, la scuola di Perugia frequentata da bambini della Federazione che vivono in Italia

Estate, tempo di vacanze anche per i bambini delle scuole russe all'estero. In Italia, da Nord a Sud, sono almeno venti i centri educativi e culturali legati alla Federazione. Un vero e proprio boom, esploso soprattutto negli ultimi anni. Quella di Perugia l'hanno chiamata Teremok, “come la casetta dell'omonima fiaba, simbolo e luogo di accoglienza”, spiega la direttrice Nataliya Savchenko. Aperta nel 2012, la scuola conta già 32 iscritti.

“All'inizio era solo una mio sogno condiviso anche da alcune famiglie del posto, con uno o entrambi i genitori russi – dice sempre la dirigente -. Sentivamo l'esigenza di uno spazio dove i nostri figli potessero conoscere e condividere qui la parte russa delle loro radici: lingua, cultura, tradizioni. Il tutto, poi, si è concretizzato grazie all'incontro con Alena Kurlovich dell'associazione Donne dell'Est”.

La scuola da via Roma si sposterà a settembre nel quartiere San Sisto (Strada Lacugnana), presso l'istituto comprensivo 7. Le lezioni invece si svolgeranno sempre di sabato, tre ore la mattina per i bambini da due anni e mezzo a 5 anni e tre ore il pomeriggio per i ragazzi fino a 14 anni. “In questo modo – spiega sempre Nataliya – non ci sovrapponiamo alla scuola italiana”. La didattica è rigorosa, ma senza carichi. Prevede giochi, sport, laboratori e spettacoli. Il più importante quello di Natale. Tra le iniziative più recenti, una giornata in agriturismo all'insegna dell'attività fisica e del divertimento.

La maglietta della scuola (Foto: ufficio stampa)

Racconta Alena Kurlovich, la vicedirettrice: “Oltre alla lingua, alla cultura e alla letteratura, il programma prevedere approfondimenti su aspetti specifici della realtà e del mondo intorno. Poi ci sono la musica e l'arte”. “Per questi ragazzi - prosegue – il Russo rappresenta comunque una seconda lingua. Per questo noi insegnanti seguiamo corsi di perfezionamento specifici organizzati dalle Università per stranieri di San Pietroburgo e quella di Mosca, che ci fornisce i libri e tutto il materiale”.

Alcune docenti sono molto giovani. Violetta e Mariya, 24 anni, originarie di Karaganda (Kazakistan), insegnano disegno e canto. Da Mosca, invece, arriva Victoria Rastorgueva. Anche lei insegna musica: “Una materia fondamentale. Grazie al canto infatti i ragazzi apprendono la fonetica e memorizzano meglio le parole”. A Pasqua, per loro, l'onore di esibirsi in un concerto alla chiesa di San Matteo degli Armeni. L'attaccamento alle proprie radici è alla base di tutto. Si vede in occasione delle principali ricorrenze, come la Festa della Mamma o la Giornata della Vittoria, quando gli studenti hanno raccontato in classe come i propri nonni, soldati, vissero quegli eventi e di quali azioni si resero protagonisti.

Da una parte la passione delle insegnanti, dall'altra l'entusiasmo dei genitori. “Non mi perdonerei il fatto che mia figlia Margherita un giorno non parlasse la mia lingua” dice Lilia, 36 anni di Kazan, sposata con Marco, che sintetizza bene il parere diffuso tra le famiglie. La scuola è aperta anche ai bambini di coppie italiane o di altra nazionalità. Per iscriversi basta versare una quota associativa più una retta mensile (40 e 35 euro). Per tutte le informazioni è possibile visitare la pagina Facebook della scuola.

Qui un elenco con tutte le scuole russe in Italia e i loro recapiti

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